<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mina Puca, Autore presso Parlami</title>
	<atom:link href="https://www.parlami.eu/author/minapuca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.parlami.eu/author/minapuca/</link>
	<description>Notizie. Storie. Persone.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 12:19:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.2</generator>

<image>
	<url>https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/cropped-favicon-parlami-32x32.png</url>
	<title>Mina Puca, Autore presso Parlami</title>
	<link>https://www.parlami.eu/author/minapuca/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Tensioni diplomatiche, asse Roma-Washington-Vaticano</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/15/tensioni-diplomatiche-asse-roma-washington-vaticano/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/04/15/tensioni-diplomatiche-asse-roma-washington-vaticano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 12:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Domald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=15790</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il panorama politico internazionale del 2026 è segnato da una crisi diplomatica senza precedenti che vede coinvolti la Presidenza degli Stati Uniti d&#8217;America, la Santa Sede e il Governo della Repubblica Italiana. La controversia è scaturita dalle dichiarazioni del Presidente Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV (Robert Francis Prevost), eletto al soglio pontificio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/15/tensioni-diplomatiche-asse-roma-washington-vaticano/">Tensioni diplomatiche, asse Roma-Washington-Vaticano</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il panorama politico internazionale del 2026 è segnato da una crisi diplomatica senza precedenti che vede coinvolti la Presidenza degli Stati Uniti d&#8217;America, la Santa Sede e il Governo della Repubblica Italiana. La controversia è scaturita dalle dichiarazioni del Presidente Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV (Robert Francis Prevost), eletto al soglio pontificio l&#8217;8 maggio 2025. Il Presidente Donald Trump ha intrapreso una campagna di critica sistematica contro l’operato di Leone XIV, primo Pontefice di nazionalità statunitense. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DIVERGENZE PRINCIPALI TRUMP E PAPA LEONE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le divergenze principali riguardano: la ferma opposizione del Papa a escalation militari in Medio Oriente; la pubblicazione di documenti pontifici critici verso il nazionalismo economico esasperato; e le dichiarazioni di Trump atte a delegittimare l&#8217;autorità del Papa attraverso il paragone con esponenti della famiglia Prevost di diverse vedute politiche. Nonostante la storica affinità politica tra il movimento conservatore italiano e la destra repubblicana statunitense, la Presidente Giorgia Meloni ha formalizzato una netta presa di distanza dalle posizioni di Washington. Attraverso una nota ufficiale di Palazzo Chigi, il Governo italiano ha ribadito la centralità della figura papale come garante della stabilità morale e diplomatica. La Presidente Meloni ha definito &#8220;inaccettabile&#8221; la retorica utilizzata dal tycoon, sottolineando che il rispetto per il Successore di Pietro costituisce un &#8220;limite invalicabile&#8221; per la diplomazia italiana. Tale mossa è interpretata dagli analisti come una riaffermazione della sovranità nazionale e del ruolo dell&#8217;Italia quale custode naturale dei rapporti con il Vaticano. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TRUMP CONTRO MELONI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La frattura tra Meloni e Trump evidenzia una mutazione strutturale nelle alleanze della destra occidentale. Se da un lato emerge una divergenza sul ruolo della religione, in quanto, laddove la Presidenza USA strumentalizza l&#8217;identità cristiana in chiave elettorale, il Governo italiano ne difende la dimensione istituzionale e universale; dall’altro lato rischia di entrare in crisi l’equilibrio atlantico, dato che l&#8217;Italia si trova nella delicata condizione di dover preservare l&#8217;alleanza militare e commerciale con gli USA, proteggendo al contempo l&#8217;integrità diplomatica della Santa Sede sul proprio territorio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone XIV rappresenta un punto di svolta per il posizionamento internazionale dell&#8217;Italia. La difesa del Pontefice da parte di Giorgia Meloni segna il passaggio da una fase di &#8220;allineamento ideologico&#8221; con il trumpismo a una fase di &#8220;realismo geopolitico&#8221;, in cui la tutela delle istituzioni sovranazionali e religiose prevale sulle simpatie di partito. Il prosieguo del mandato di Leone XIV e l&#8217;evoluzione della campagna elettorale americana rimangono le variabili critiche per la stabilità di questo delicato triangolo diplomatico</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/15/tensioni-diplomatiche-asse-roma-washington-vaticano/">Tensioni diplomatiche, asse Roma-Washington-Vaticano</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/04/15/tensioni-diplomatiche-asse-roma-washington-vaticano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’amore che sa lasciare andare: il sacrificio dei genitori di Domenico oltre l’errore dei medici</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/02/20/lamore-che-sa-lasciare-andare-il-sacrificio-dei-genitori-di-domenico-oltre-lerrore-dei-medici/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/02/20/lamore-che-sa-lasciare-andare-il-sacrificio-dei-genitori-di-domenico-oltre-lerrore-dei-medici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 13:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico e il suo cuore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=15123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esistono storie che non vorremmo mai scrivere, perché mettono a nudo il fallimento di ciò in cui riponiamo la nostra fiducia più cieca: la scienza e la cura. La vicenda del piccolo Domenico, il bambino a cui è stato trapiantato un cuore definito dalle cronache &#8220;scaduto&#8221;, non è solo un errore procedurale da confinare nelle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/20/lamore-che-sa-lasciare-andare-il-sacrificio-dei-genitori-di-domenico-oltre-lerrore-dei-medici/">L’amore che sa lasciare andare: il sacrificio dei genitori di Domenico oltre l’errore dei medici</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Esistono storie che non vorremmo mai scrivere, perché mettono a nudo il fallimento di ciò in cui riponiamo la nostra fiducia più cieca: la scienza e la cura. La vicenda del piccolo Domenico, il bambino a cui è stato trapiantato un cuore definito dalle cronache &#8220;scaduto&#8221;, non è solo un errore procedurale da confinare nelle aule di tribunale. È un monito brutale sulla fragilità del confine tra speranza e accanimento, tra efficienza tecnica e umanità. Il trapianto è, per definizione, il miracolo della coordinazione: una corsa contro il tempo dove ogni secondo è vita. Ma quando quel tempo scade, quando l&#8217;organo supera il limite della sua vitalità biologica, procedere a ogni costo non è più un atto medico, ma un azzardo sulla pelle dei più fragili. Il sospetto che a Domenico sia stata consegnata una &#8220;speranza già spenta&#8221; per una negligenza nei protocolli è un’ombra che grava non solo sull&#8217;ospedale coinvolto, ma su tutto il sistema dei trapianti, che vive di una fiducia assoluta da parte dei cittadini. Tuttavia, in questo abisso di errori tecnici e ritardi fatali, emerge una luce purissima: la scelta dei genitori. Di fronte a un figlio tenuto in vita da un supporto artificiale che non curava, ma semplicemente rimandava l’inevitabile, questi genitori hanno compiuto il gesto più alto dell&#8217;amore: il distacco. È facile parlare di &#8220;diritto alla vita&#8221; in astratto. È infinitamente più difficile, quasi sovrumano, riconoscere quando quella vita è diventata prigioniera di un corpo che non risponde più, martoriato da un errore altrui. Scegliere di interrompere le cure e &#8220;mettere fine alle sofferenze&#8221; non è stata una resa alla morte, ma una ribellione contro il dolore inutile. È stato l&#8217;atto finale di chi ha deciso di proteggere il proprio figlio non solo dalla malattia, ma anche da una medicina che aveva smesso di essere a misura d&#8217;uomo. Mentre la giustizia farà il suo corso per accertare chi ha lasciato che quel cronometro scorresse troppo a lungo, a noi resta una lezione di dignità immensa. La storia di Domenico ci insegna che l&#8217;eccellenza medica non serve a nulla se non è scortata dal rigore etico e dalla capacità di ammettere il limite. E ci ricorda che l&#8217;amore vero non è quello che trattiene a ogni costo, ma quello che ha il coraggio di restare nell&#8217;ombra, in silenzio, per permettere a chi soffre di trovare finalmente la pace</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/20/lamore-che-sa-lasciare-andare-il-sacrificio-dei-genitori-di-domenico-oltre-lerrore-dei-medici/">L’amore che sa lasciare andare: il sacrificio dei genitori di Domenico oltre l’errore dei medici</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/02/20/lamore-che-sa-lasciare-andare-il-sacrificio-dei-genitori-di-domenico-oltre-lerrore-dei-medici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milano-Cortina 2026, il valore strategico dell’Italia sul ghiaccio</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/02/06/milano-cortina-litalia-sul-ghiaccio/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/02/06/milano-cortina-litalia-sul-ghiaccio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 10:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Cortina]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi invernali]]></category>
		<category><![CDATA[Sci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=15006</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accensione del braciere olimpico sul suolo italiano non rappresenta soltanto l&#8217;inizio di una straordinaria kermesse sportiva, ma segna l&#8217;avvio di un capitolo decisivo per il futuro&#160;socio-economico&#160;del nostro Paese. Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si pongono infatti come un esperimento senza precedenti: il primo esempio di &#8220;Giochi diffusi&#8221; su un territorio vastissimo, capace di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/06/milano-cortina-litalia-sul-ghiaccio/">Milano-Cortina 2026, il valore strategico dell’Italia sul ghiaccio</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accensione del braciere olimpico sul suolo italiano non rappresenta soltanto l&#8217;inizio di una straordinaria kermesse sportiva, ma segna l&#8217;avvio di un capitolo decisivo per il futuro&nbsp;socio-economico&nbsp;del nostro Paese. Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si pongono infatti come un esperimento senza precedenti: il primo esempio di &#8220;Giochi diffusi&#8221; su un territorio vastissimo, capace di unire l&#8217;avanguardia metropolitana di Milano alle vette leggendarie delle Dolomiti. Questa sfida organizzativa porta con sé un&#8217;eredità che va ben oltre le tre settimane di competizioni, agendo come un potente acceleratore su tre fronti fondamentali: l&#8217;economia, l&#8217;infrastruttura e l&#8217;immagine internazionale dell&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Motore Economico di Milano Cortina 2026: Investimenti e Ricadute</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impatto economico delle Olimpiadi Invernali del 2026 non può essere considerato come un semplice bilancio di costi e ricavi, ma va interpretato come un complesso sistema di investimenti strategici con ricadute a lungo termine. Le analisi consolidate all&#8217;inizio di quest&#8217;anno indicano che l&#8217;evento genererà un indotto complessivo stimato tra i&nbsp;<strong>5,3 e i 6,1 miliardi di euro</strong>, una cifra che riflette l&#8217;ambizione di un progetto capace di coinvolgere l&#8217;intera economia del Nord Italia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo pilastro è rappresentato dal turismo. Durante il solo mese di febbraio, l&#8217;afflusso di atleti, staff e spettatori da ogni parte del mondo sta iniettando nel sistema circa&nbsp;<strong>1,3 miliardi di euro</strong>&nbsp;di spesa diretta. Questo dato è sostenuto da una spesa media pro capite che tocca i 185 euro giornalieri per i visitatori stranieri, alimentando non solo il comparto alberghiero, ma anche la ristorazione, i trasporti locali e il commercio al dettaglio. Tuttavia, la vera scommessa economica risiede nella &#8220;legacy&#8221; turistica: si prevede che l&#8217;effetto vetrina internazionale garantirà un ulteriore miliardo di euro di entrate nei prossimi due anni, grazie a una nuova consapevolezza globale del&nbsp;brand&nbsp;Dolomiti e dell&#8217;offerta urbana milanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, il piano infrastrutturale da&nbsp;<strong>3,2 miliardi di euro</strong>rappresenta la voce più significativa per quanto riguarda la crescita strutturale. La decisione di destinare l&#8217;80% degli investimenti a opere &#8220;dual-use&#8221; — ovvero infrastrutture utili alla collettività anche dopo la chiusura dei Giochi — ha permesso di ammodernare la rete ferroviaria e stradale tra Lombardia e Veneto, riducendo i tempi di percorrenza e migliorando la logistica regionale. Questo sforzo ha avuto un riflesso immediato sul mercato del lavoro e su quello immobiliare: la creazione di circa&nbsp;<strong>35.000 posti di lavoro</strong>&nbsp;(ULA) e un incremento dei prezzi degli immobili nelle aree interessate tra il 10% e il 12% testimoniano una vitalità economica che supera i confini della competizione sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, le ricadute per le singole regioni mostrano come l&#8217;evento funga da livellatore economico. Se in termini assoluti la Lombardia guida i benefici con oltre 3 miliardi di euro di indotto, è nelle Province Autonome di Trento e Bolzano che si registra l&#8217;impatto più profondo sul PIL locale, con una crescita stimata del&nbsp;<strong>1,6%</strong>. Questo successo è completato dalle entrate fiscali per lo Stato, che si prevede incasserà circa 600 milioni di euro in tasse aggiuntive entro il 2028.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca di profonde trasformazioni, i Giochi offrono una narrazione di unità e resilienza. Lo sport, recentemente inserito nella nostra Costituzione, diventa lo strumento per contrastare lo spopolamento delle aree montane e per promuovere uno stile di vita sano tra le nuove generazioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ospitare le Olimpiadi significa&nbsp;riaffermare il &#8220;soft power&#8221; italiano: dimostrare che l&#8217;Italia non è solo la custode di un passato glorioso, ma una nazione capace di guidare l&#8217;innovazione globale, coniugando l&#8217;efficienza produttiva con la bellezza inimitabile dei propri paesaggi. È un investimento sull&#8217;orgoglio nazionale che promette di produrre dividendi per i decenni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/06/milano-cortina-litalia-sul-ghiaccio/">Milano-Cortina 2026, il valore strategico dell’Italia sul ghiaccio</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/02/06/milano-cortina-litalia-sul-ghiaccio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Ilenia Musella, responsabilità etica nel caso di Ponticelli</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/02/04/omicidio-ilenia-musella-responsabilita-etica-nel-caso-di-ponticelli/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/02/04/omicidio-ilenia-musella-responsabilita-etica-nel-caso-di-ponticelli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 12:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Ilenia Musella]]></category>
		<category><![CDATA[Ponticelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14958</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il quartiere di Ponticelli, nella periferia est di Napoli, è sotto shock per l&#8217;omicidio della giovane Ilenia Musella, 22 anni, avvenuto nel pomeriggio di ieri nel Rione Conocal. La ragazza è giunta in condizioni disperate al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Villa Betania, trasportata da qualcuno non ancora identificato e lasciata davanti alla struttura prima di dileguarsi; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/04/omicidio-ilenia-musella-responsabilita-etica-nel-caso-di-ponticelli/">Omicidio Ilenia Musella, responsabilità etica nel caso di Ponticelli</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il quartiere di <strong>Ponticelli</strong>, nella periferia est di Napoli, è sotto shock per l&#8217;omicidio della giovane <strong>Ilenia Musella</strong>, 22 anni, avvenuto nel pomeriggio di ieri nel Rione Conocal. La ragazza è giunta in condizioni disperate al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Villa Betania, trasportata da qualcuno non ancora identificato e lasciata davanti alla struttura prima di dileguarsi; nonostante il tentativo dei medici di salvarla, la giovane è deceduta poco dopo a causa di una profonda ferita da arma da taglio alla schiena. Le indagini della Polizia di Stato hanno subito imboccato la pista familiare, portando nella notte a una svolta decisiva: il fratello della vittima, Giuseppe Musella di 28 anni, si è costituito presso il commissariato di Poggioreale confessando di aver colpito la sorella al culmine di una violenta lite scoppiata in strada, nei pressi di via Al Chiaro di Luna. La dinamica, segnata anche da segni di percosse sul volto della ragazza, racconta di un&#8217;esplosione di violenza maturata in un contesto di estremo degrado e fragilità sociale: i due giovani vivevano soli in una casa del rione, con entrambi i genitori attualmente detenuti. Mentre gli inquirenti cercano di chiarire l’esatto movente che ha scatenato la furia omicida, la comunità locale si stringe nel dolore per una vita spezzata prematuramente in uno dei contesti più difficili della città. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oltre il click: la linea sottile tra cronaca e voyeurismo </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’omicidio avvenuto ieri offra uno spunto di riflessione immediato sulla velocità con cui l’identità digitale di una vittima viene cannibalizzata. Nel momento in cui il nome della ragazza è stato reso pubblico, i profili social sono divenuti un archivio aperto da cui attingere senza filtri. Nelle ore successive al delitto abbiamo assistito alla pubblicazione di gallerie fotografiche che poco avevano a che fare con il delitto di cronaca. Immagini di vita privata, selfie e momenti di spensieratezza che, sebbene mostrino il volto della vittima, vengono spesso usati per creare un contrasto drammatico che scivola nel sensazionalismo. In quartieri complessi come Ponticelli, la scelta di mostrare la vittima in determinati contesti o pose può alimentare nello spettatore meno attento pregiudizi legati all’ambiente, rischiando di “giustificare” o “normalizzare” indirettamente una violenza che non ha mai giustificazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La responsabilità verso chi resta </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’era dominata dal consumo rapido di contenuti, l’immagine ha smesso di essere un semplice corredo del testo per diventare la porta d’ingresso principale nella notizia. Tuttavia, nel giornalismo di cronaca, questa potenza visiva si trasforma spesso in un’arma a doppio taglio. Se una foto può documentare la realtà, la scelta sbagliata può umiliare, vittimizzare una seconda volta o denigrare chi non ha più voce per difendersi. Pubblicare foto che espongono eccessivamente la ragazza di Ponticelli è una violenza deontologica verso di lei. Quando la cronaca si spegne, quelle immagini restano indicizzate per sempre, cristallizzando la vittima non per chi era in vita, ma per come il media ha deciso di “venderla” nel momento della tragedia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il dovere di rispetto e la Carta di Treviso </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La deontologia professionale impone di bilanciare il diritto di cronaca con il rispetto della persona. Non tutto ciò che è disponibile sui social o nelle agenzie è pubblicabile. Una foto che denigra la vittima non aggiunge valore informativo, serve solo a sollecitare il voyeurismo del lettore, trasformando il dolore in spettacolo. Scegliere la foto giusta significa porsi una domanda fondamentale: Questa immagine serve a capire meglio i fatti o serve solo ad attirare un click facile? Un giornalismo di quantità si riconosce dalla capacità di fermarsi un passo prima dal sensazionalismo. La vittima deve essere ricordata come una persona, non come oggetto di una curiosità malevole.</p>



<h5 class="wp-block-heading"></h5>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/02/04/omicidio-ilenia-musella-responsabilita-etica-nel-caso-di-ponticelli/">Omicidio Ilenia Musella, responsabilità etica nel caso di Ponticelli</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/02/04/omicidio-ilenia-musella-responsabilita-etica-nel-caso-di-ponticelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il peso dei suoni: quando le parole diventano armi di distruzione</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/29/il-peso-dei-suoni-quando-le-parole-diventano-armi-di-distruzione/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/01/29/il-peso-dei-suoni-quando-le-parole-diventano-armi-di-distruzione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Il peso dei suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Parole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14856</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime ore, il dibattito sollevato dai servizi del TG5 ha riportato al centro dell&#8217;attenzione un tema cruciale: l&#8217;uso improprio del linguaggio. Se un tempo si diceva che &#8220;le parole volano&#8221;, la realtà odierna ci dimostra il contrario: le parole restano, scavano solchi e, nei casi peggiori, distruggono vite. Di fronte alla velocità dei social [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/29/il-peso-dei-suoni-quando-le-parole-diventano-armi-di-distruzione/">Il peso dei suoni: quando le parole diventano armi di distruzione</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime ore, il dibattito sollevato dai servizi del TG5 ha riportato al centro dell&#8217;attenzione un tema cruciale: l&#8217;uso improprio del linguaggio. Se un tempo si diceva che &#8220;le parole volano&#8221;, la realtà odierna ci dimostra il contrario: le parole restano, scavano solchi e, nei casi peggiori, distruggono vite. Di fronte alla velocità dei social e alla superficialità del dibattito pubblico, abbiamo dimenticato che un termine errato non è solo un errore grammaticale, ma un atto di violenza. Vengono criticati la &#8220;spettacolarizzazione&#8221; del dolore, l&#8217;uso di terminologia discriminatoria sulla disabilità e la violenza verbale verso le donne, sottolineando la responsabilità del giornalista nell&#8217;utilizzare termini con consapevolezza culturale per evitare di legittimare l&#8217;odio online. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="459" height="325" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/language-addiction.jpg" alt="" class="wp-image-14859" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/language-addiction.jpg 459w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/language-addiction-300x212.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/language-addiction-150x106.jpg 150w" sizes="(max-width: 459px) 100vw, 459px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL PESO DEI SUONI &#8211; L&#8217;USO IMPROPRIO DEL LINGUAGGIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla cronaca alla gaffe: l&#8217;errore che etichetta </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso l&#8217;uso improprio nasce dalla distrazione, ma le conseguenze sono pesanti. Il servizio del TG5 intitolato &#8220;Sono parole inaccettabili&#8221;, trasmesso il 24 gennaio 2026, è un&#8217;analisi interna di Mediaset sull&#8217;etica del linguaggio giornalistico, ponendo attenzione su come il linguaggio tradizionale possa essere violento. Il dibattito nasce da casi concreti di cronaca e politica: dalle dichiarazioni divisive di Donald Trump contro gli alleati internazionali, fino alla recente gaffe di Cesara Buonamici, che ha usato il termine &#8220;handicappata&#8221; per descrivere una bambina. L&#8217;episodio ha scatenato forti polemiche, portando la testata a scusarsi pubblicamente e a produrre servizi di approfondimento sulla necessità di abbandonare termini denigratori o clinicamente obsoleti. Quando usiamo etichette come &#8220;handicappato&#8221; invece di &#8220;persona con disabilità&#8221;, stiamo riducendo un essere umano alla sua patologia, cancellando la sua identità. Il TG5 ha quindi usato questa formula per condannare sia il linguaggio politico aggressivo sia gli errori terminologici commessi dai propri professionisti, sottolineando come certe parole possano ferire la dignità delle persone. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il dolore che non si vede, ma si sente </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di semplice sensibilità. La scienza conferma che le parole &#8220;fanno male&#8221; fisicamente. Studi neuroscientifici pubblicati dalla Fondazione Giancarlo Quarta dimostrano che ricevere un insulto o subire un linguaggio denigratorio attiva nel cervello le stesse aree stimolate dal dolore fisico. Una parola violenta non colpisce solo l&#8217;orgoglio, ma provoca un trauma biologico reale. Curare il linguaggio significa curare la democrazia. Scegliere con cura i termini da utilizzare non è &#8220;politicamente corretto&#8221;, è rispetto. È necessario passare da un linguaggio di separazione a un linguaggio di inclusione, ricordando che ogni volta che apriamo bocca o scriviamo un post, abbiamo il potere di costruire un ponte o di innalzare un muro. Le parole possono ferire, sì, ma hanno anche il potere immenso di guarir. Sta a noi decidere quale uso farne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/29/il-peso-dei-suoni-quando-le-parole-diventano-armi-di-distruzione/">Il peso dei suoni: quando le parole diventano armi di distruzione</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/01/29/il-peso-dei-suoni-quando-le-parole-diventano-armi-di-distruzione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Shoah, il paradosso della Memoria nel rumore delle armi</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/27/shoah-il-paradosso-della-memoria-nel-rumore-delle-armi/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/01/27/shoah-il-paradosso-della-memoria-nel-rumore-delle-armi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 08:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14672</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, il 27 Gennaio, celebriamo il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah e promettere che un orrore simile non accadrà mai più. Tuttavia, oggi siamo immersi in quelli che molti definiscono un clima di terza guerra mondiale a pezzi, dove i conflitti esplodono con ferocia e il linguaggio dell’odio torna a farsi strada. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/27/shoah-il-paradosso-della-memoria-nel-rumore-delle-armi/">Shoah, il paradosso della Memoria nel rumore delle armi</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno, il 27 Gennaio, celebriamo il <strong>Giorno della Memoria</strong> per ricordare la <strong>Shoah </strong>e promettere che un orrore simile non accadrà mai più. Tuttavia, oggi siamo immersi in quelli che molti definiscono un clima di terza guerra mondiale a pezzi, dove i conflitti esplodono con ferocia e il linguaggio dell’odio torna a farsi strada. Qui nasce il paradosso: mentre decantiamo il ricordo dei campi di sterminio, le cronache quotidiane ci mostrano immagini di civili colpiti, città distrutte e popolazioni in fuga. La senatrice Liliana Segre ha dichiarato:”tra qualche anno la Shoah sarà solo un rigo sui libri di storia a cui nessuno presterà attenzione”. Questa affermazione fa riflettere in quanto nonostante decenni di “Giorno della Memoria”, attualmente il mondo sembra tornato a logiche di distruzione e indifferenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="750" height="430" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/giorno-della-memoria-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-14679" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/giorno-della-memoria-1-1.jpg 750w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/giorno-della-memoria-1-1-300x172.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/giorno-della-memoria-1-1-150x86.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/giorno-della-memoria-1-1-696x399.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="wp-element-caption">SONY DSC</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SHOAH, E&#8217; SOLO CELEBRAZIONE FORMALE ?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Shoah è ormai divenuta una celebrazione formale che non tocca le coscienze. Si parla di pace e dignità ricordando Aushwitz, mentre il presente è dominato da teatri di morte che scorrono sui social media. Si usano in modo improprio termini legati alla Shoah come “nazismo”, “genocidio”, “sterminio”. Da un lato, la Russia ha giustificato l’invasione parlando di “denazificazione” dell’Ucraina; dall’altro, gli ucraini hanno paragonato l’aggressione russa e il massacro di Buca a un nuovo sterminio. La parola “nazista” è praticamente divenuta sinonimo di nemico. Il paradosso più doloroso è rappresentato dal conflitto a Gaza. Vedere immagini di sofferenza e annientamento proprio nelle terre che sono così legate alla storia del popolo ebraico crea un forte contrasto. Ha fatto molto discutere la scelta dell’ambasciatore israeliano all‘ONU di indossare una stella gialla con la scritta “Mai più” per denunciare gli attacchi di Hamas. La Shoah non deve essere usata come scudo per giustificare azioni belliche attuali. Ricordare la Shoah oggi sembra un controsenso, perché la realtà dei fatti smentisce ogni giorno l’impegno preso nel 1945. Tuttavia, è proprio questa incongruenza a rendere il ricordo più necessario che mai. Il “Mai più” non deve essere solo uno slogan, ma una scelta quotidiana di pace e di rispetto per gli esseri umani. Guardiamo le guerre in TV o sui social come fossero un film e la stessa indifferenza che permise ai nazisti di agire indisturbati sembra tornare ora di fronte ai morti in mare o sotto le bombe. Parlare di Shoah in tempo di guerra non è un esercizio retorico inutile, ma l’unico modo per denunciare l’assurdità del presente e ricordarci che l’umanità ha già toccato il fondo: ogni passo verso il conflitto globale è un passo verso quell’abisso che avevamo promesso di non frequentare mai più. La sola via per onorare davvero le vittime di ieri è pretendere la dignità umana per le vittime di oggi, senza fare distinzione di bandiera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/27/shoah-il-paradosso-della-memoria-nel-rumore-delle-armi/">Shoah, il paradosso della Memoria nel rumore delle armi</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/01/27/shoah-il-paradosso-della-memoria-nel-rumore-delle-armi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adolescenti fuori controllo, quando non sottovalutare i segnali dell&#8217;aggressività</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/21/adolescenti-fuori-controllo-quando-non-sottovalutare-i-segnali-dellaggressivita/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/01/21/adolescenti-fuori-controllo-quando-non-sottovalutare-i-segnali-dellaggressivita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 13:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Adolescenti fuori controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza giovanile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14630</guid>

					<description><![CDATA[<p>Adolescenti al centro della cronaca. Gli episodi degli scorsi giorni impongono una riflessione sulla sempre più diffusa aggressività adolescenziale che troppo spesso sfocia in episodi drammatici come quello accaduto nell’istituto superiore di La Spezia, dove uno studente di 19 anni ha accoltellato e ucciso un compagno di scuola. Questo è solo uno dei fatti di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/21/adolescenti-fuori-controllo-quando-non-sottovalutare-i-segnali-dellaggressivita/">Adolescenti fuori controllo, quando non sottovalutare i segnali dell&#8217;aggressività</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Adolescenti</strong> al centro della cronaca. Gli episodi degli scorsi giorni impongono una riflessione sulla sempre più diffusa <strong>aggressività adolescenziale</strong> che troppo spesso sfocia in episodi drammatici come quello accaduto nell’istituto superiore di <strong>La Spezia</strong>, dove uno <strong>studente</strong> di 19 anni ha accoltellato e ucciso un compagno di scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è solo uno dei fatti di cui frequentemente si sente parlare negli ultimi anni e, senza entrare nel caso specifico, occorre fermarsi un attimo e chiedersi dove gli adulti stanno sbagliando nei confronti di questi ragazzi che hanno sviluppato una vera e propria <strong>tendenza all’uso della violenza</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="990" height="556" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/dd46327e-109d-44a2-a114-22f44e1361e0.jpeg" alt="" class="wp-image-14641" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/dd46327e-109d-44a2-a114-22f44e1361e0.jpeg 990w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/dd46327e-109d-44a2-a114-22f44e1361e0-300x168.jpeg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/dd46327e-109d-44a2-a114-22f44e1361e0-768x431.jpeg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/dd46327e-109d-44a2-a114-22f44e1361e0-150x84.jpeg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/dd46327e-109d-44a2-a114-22f44e1361e0-696x391.jpeg 696w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’aggressività adolescenziale e le sue radici </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli psicologi, l’aggressività negli adolescenti è un segnale di disagio profondo, legato spesso alla rabbia, alla vergogna, alla paura: non sapendo gestire emozioni forti reagiscono aggressivamente, vedendo la violenza come un mezzo, non come un difetto, utile ad esempio per ottenere autonomia. Proprio questo bisogno di autonomia fa nascere conflitti con genitori, insegnanti ed amici, con i quali tentano di apparire superiori per nascondere quel senso di inadeguatezza e vuoto che nasce il più delle volte da una bassa autostima. Conflitti familiari, mancanza di regole chiare e esperienze di bullismo o di umiliazione sono fattori scatenanti. L’aggressività si pone al servizio della crescita, rispondendo al bisogno di una riaffermazione di se stessi non più come bambini, ma come quasi adulti. Essa diviene violenza quando è ormai fuori controllo e apertamente rivolta agli altri o contro sé stessi, con carattere di distruttività. La violenza, ma anche l’aggressività, sono richieste di aiuto, sebbene espresse in modo contraddittorio. Le trasformazioni del corpo, la maturazione degli organi genitali, la mancanza di prospettive e valori, l’influenza dei modelli sociali mediatici incentrati su successo e prevaricazione, innescano il bisogno di intensificare i comportamenti che portano all’acquisizione di un’identità personale unica e definita, che gli permetta di percepirsi con una precisa definizione di sé stesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli adolescenti devono confrontarsi con il cambiamento psicofisico e con le nuove dimensioni esistenziali che creano in molti di loro insoddisfazione. Si tratta di solito di ragazzi particolarmente sensibili alla frustrazione, che dipendono da una figura genitoriale. Hanno umore instabile e sentimenti di rabbia verso sé e verso gli altri. La violenza giovanile nasce da una serie di fragilità personali, pressioni sociali e modelli culturali deviati, che gli adulti e la società faticano a comprendere e gestire, ma di fronte ai quali non possono restare inermi. Gli adulti devono ascoltare e creare un dialogo costruttivo, essere presenti senza accettare passivamente comportamenti aggressivi, devono dare poche regole ma chiare e condivise. È importante porre dei limiti: i divieti e le limitazioni non sono forme di repressione, bensì forme di apertura che spingono l’adolescente a muoversi in autonomia. Qualora l’aggressività fosse grave e persistente è necessario cercare il supporto di uno psicologo o di un terapeuta familiare. Occorre smetterla di sottovalutare i problemi e girarsi dall’altra parte. Anche le istituzioni (scuola, servizi sociale e sanità) devono collaborare, passando da un approccio repressivo ad uno educativo e di sostegno, vedendo l’aggressività come un segnale da affrontare con strumenti professionali e umanità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/21/adolescenti-fuori-controllo-quando-non-sottovalutare-i-segnali-dellaggressivita/">Adolescenti fuori controllo, quando non sottovalutare i segnali dell&#8217;aggressività</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/01/21/adolescenti-fuori-controllo-quando-non-sottovalutare-i-segnali-dellaggressivita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio a Valentino, The Last Emperor della moda italiana</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/20/addio-a-valentino-the-last-emperor-della-moda-italiana/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/01/20/addio-a-valentino-the-last-emperor-della-moda-italiana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 12:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion style]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso Valentino]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino]]></category>
		<category><![CDATA[Ventino Garavani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14589</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è spento&#160;ieri,&#160;all’età di 93 anni lo stilista&#160;Valentino&#160;Garavani,creatore dell’omonimo marchio e&#160;imperatore&#160;della moda italiana.Al suo fianco fino all’ultimo&#160;c’era&#160;Giancarlo Giammetti: socio, braccio destro e compagno di vita. La camera ardente sarà&#160;allestita&#160;a&#160;Roma, in Piazza Mignanelli,&#160;mercoledì 21 e&#160;giovedì&#160;22 gennaio, dalle 11:00 alle 18:00.&#160;Il funerale si terrà&#160;venerdì&#160;23 gennaio&#160;nella Basilica&#160;di&#160;Santa Maria&#160;degli&#160;Angeli e dei Martiri. Conosciuto come&#160;The Last Emperor, lo&#160;stilista lascia&#160;un marchio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/20/addio-a-valentino-the-last-emperor-della-moda-italiana/">Addio a Valentino, The Last Emperor della moda italiana</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si è spento&nbsp;ieri,&nbsp;all’età di 93 anni lo stilista&nbsp;<strong>Valentino&nbsp;</strong><strong>Garavani,</strong>creatore dell’omonimo marchio e&nbsp;imperatore&nbsp;della moda italiana.Al suo fianco fino all’ultimo&nbsp;c’era&nbsp;<strong>Giancarlo Giammetti</strong>: socio, braccio destro e compagno di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La camera ardente sarà&nbsp;allestita&nbsp;a&nbsp;Roma, in Piazza Mignanelli,&nbsp;mercoledì 21 e&nbsp;giovedì&nbsp;22 gennaio, dalle 11:00 alle 18:00.&nbsp;Il funerale si terrà&nbsp;venerdì&nbsp;<strong>23 gennaio</strong>&nbsp;<strong>nella Basilica&nbsp;</strong><strong>di&nbsp;</strong><strong>Santa M</strong><strong>aria</strong><strong>&nbsp;degli&nbsp;</strong><strong>Angeli e dei Martiri.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Conosciuto come&nbsp;<strong><em>The Last Emperor</em></strong>, lo&nbsp;stilista lascia&nbsp;un marchio indelebile nella storia della moda internazionale: 45 anni di carriera&nbsp;trascorsi perlopiù sulle passarelle parigine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel&nbsp;<strong>1962</strong>&nbsp;ci&nbsp;fu il&nbsp;suo debutto,&nbsp;nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, una&nbsp;sfilata che lo affermò&nbsp;come&nbsp;la&nbsp;figura simbolo dell’alta moda italiana. In breve,&nbsp;Valentino divenne uno dei più popolari e apprezzati&nbsp;<em>cou</em><em>turies</em><em>&nbsp;</em>e&nbsp;grazie alla cura, alla&nbsp;dedizione&nbsp;e alla raffinatezza che lo hanno contraddistinto&nbsp;dominò le passarelle&nbsp;finoal 2007, anno in cui decise di&nbsp;ritirarsi dalla&nbsp;direzione creativa della sua maison.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="738" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-1024x738.webp" alt="" class="wp-image-14601" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-1024x738.webp 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-300x216.webp 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-768x554.webp 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-150x108.webp 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-696x502.webp 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l-1068x770.webp 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/valentino-l.webp 1190w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ROSSO VALENTINO, L&#8217; ESERCIZIO DI STILE FIRMATO GARAVANI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo&nbsp;<strong>Rosso Valentin</strong><strong>o</strong>&nbsp;resterà per sempre un simbolo dell’Italia nel mondo, una particolare sfumatura di rosso creata e usata dallo stilista per alcuni dei suoi abiti. Si tratta di un rosso molto acceso, un&nbsp;incrocio tra il carminio, il porpora e il rosso di cadmio, tendente all’arancione ma senza mai diventare arancione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La leggenda vuole che tutto ebbe inizio negli anni Cinquanta, quando, durante un viaggio a Barcellona, il giovane Valentino rimase colpito da un gruppo di donne vestite di rosso, in una sala illuminata artificialmente. In mezzo a mille sfumature quel colore restava intatto e fu così che il giovane studente lo scelse come il <strong>suo colore, </strong>sostenendo che il rosso è vita, passione, amore, è il rimedio contro la tristezza.<strong> </strong>Affermava che<strong> una donna vestita di rosso, soprattutto di sera, è meravigliosa; è tra la folla, la perfetta immagine dell’eroina.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Valentino&nbsp;ha sempre sostenuto&nbsp;che creare abiti per lui non fosse un mestiere, bensì una necessità vitale.&nbsp;Non si è mai definito un uomo eccezionale, ma semplicemente come l’esempio di chi aveva avuto il privilegio nella vita di fare quello che amava. Era un uomo fortunato:&nbsp;aveva avuto amore,&nbsp;celebrità&nbsp;e denaro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiave del suo successo&nbsp;è&nbsp;stata capire cosa&nbsp;volessero&nbsp;le donne:&nbsp;le donne vogliono essere belle e lui le rendeva tali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Definiva l’eleganza un&nbsp;equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa; essa non è legata alla ricchezza, ma è&nbsp;fatta di intelligenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salutiamo&nbsp;un uomo che&nbsp;non è stato solo un creatore di abiti, ma un maestro della bellezza, intesa come disciplina, stile di vita e linguaggio&nbsp;universale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/20/addio-a-valentino-the-last-emperor-della-moda-italiana/">Addio a Valentino, The Last Emperor della moda italiana</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/01/20/addio-a-valentino-the-last-emperor-della-moda-italiana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Blue Monday, il giorno più deprimente dell’anno</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/19/il-blue-monday-il-giorno-piu-deprimente-dellanno/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/01/19/il-blue-monday-il-giorno-piu-deprimente-dellanno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Blue Monday]]></category>
		<category><![CDATA[Cliff Arnall]]></category>
		<category><![CDATA[Sky Travel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14582</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo sapevi che oggi è il giorno più triste dell’anno? E già, lunedì 19 gennaio 2026 ricorre il Blue Monday, che indica il terzo lunedì di gennaio e che viene identificato come la giornata in cui tutti si sentono più stanchi e meno motivati. La formula originale nasce come una mossa di marketing legata ad [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/19/il-blue-monday-il-giorno-piu-deprimente-dellanno/">Il Blue Monday, il giorno più deprimente dell’anno</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo sapevi che oggi è il giorno più triste dell’anno? E già, lunedì 19 gennaio 2026 ricorre il <strong>Blue Monday,</strong> che indica il <strong>terzo lunedì di gennaio</strong> e che viene identificato come la giornata in cui <strong>tutti si sentono più stanchi e meno motivati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formula originale nasce come una mossa di marketing legata ad una <strong>campagna pubblicitaria</strong> della compagnia di viaggi <strong>Sky Travel</strong>, che nel <strong>2005</strong> provò a convincere i propri clienti che per superare la tristezza di inizio anno bastava prenotare una bella vacanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo psicologo <strong>Cliff Arnall </strong>mise insieme una serie di dati per individuare il giorno preciso e valutando il clima freddo invernale, la fine dalle vacanze natalizie, la pressione finanziaria e la difficoltà di mantenere i buoni propositi di inizio anno giunse alla formula che il terzo lunedì di gennaio fosse il giorno più deprimente dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste alcuna prova scientifica, tuttavia molti riconoscono che gennaio sia il mese più impegnativo dell’anno e quindi la teoria del <strong>Blue Monday</strong> ha guadagnato popolarità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno più triste dell’anno è dunque blu e non nero come tutti avremmo immaginato. Ma perché?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché tradizioni linguistiche e culturali anglosassoni associano il blu all’idea di <strong>tristezza</strong>. Espressioni come “feeling blue”, ovvero “sentirsi giù” e il genere musicale “blues” legato alla malinconia, ne sono esempi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/19/il-blue-monday-il-giorno-piu-deprimente-dellanno/">Il Blue Monday, il giorno più deprimente dell’anno</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/01/19/il-blue-monday-il-giorno-piu-deprimente-dellanno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Revenge porn e la legge del Codice Rosso contro la violenza di genere</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/15/revenge-porn-e-la-legge-del-codice-rosso-contro-la-violenza-di-genere/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/01/15/revenge-porn-e-la-legge-del-codice-rosso-contro-la-violenza-di-genere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mina Puca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 18:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Codice Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Revenge Porn]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza di genere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=14517</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno dei principali rischi legati alla vita digitale è senza dubbio il revenge porn: il 62% degli italiani, secondo la Relazione al Parlamento del Garante per la protezione dei dati personali, dichiara di esserne esposto. Per revenge porn si intende la diffusione in rete di immagini sessualmente esplicite, rese note senza il consenso dell’interessato. Per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/15/revenge-porn-e-la-legge-del-codice-rosso-contro-la-violenza-di-genere/">Revenge porn e la legge del Codice Rosso contro la violenza di genere</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali rischi legati alla vita digitale è senza dubbio il <em><strong>revenge porn</strong></em>: il 62% degli italiani, secondo la Relazione al Parlamento del Garante per la protezione dei dati personali, dichiara di esserne esposto. Per revenge porn si intende la diffusione in rete di immagini sessualmente esplicite, rese note senza il consenso dell’interessato. Per meglio esplicitare la definizione, basta riportare un’affermazione di Silvia Vecchini, pubblicata su Wired.it il 24 aprile 2014, che l’enciclopedia Treccani evidenzia proprio alla voce “revenge porn”: è la pornografia della vendetta, quella pratica di pubblicare in rete materiale imbarazzante come un video hard fatto in casa oppure un’immagine dell’ex nuda. Tutto senza il consenso dell’interessata, spesso condividendo anche nome, indirizzo o riferimenti che facciano capire chi è lei. Se uso pronomi femminili è perché nel 90% dei casi la vittima di revenge porn è una donna. Secondo la Polizia Postale nel 2025 i casi trattati sono stati 255, con 188 vittime donne e 67 uomini, nel 2024 le donne erano 192 su 264 casi. I mezzi di produzione e diffusione delle immagini attraverso le reti di telecomunicazioni hanno innescato dinamiche pericolose che hanno spinto i legislatori a definire un disegno di legge volto a contrastare la violenza di genere. Si tratta della Legge 19 Luglio 2019, n. 69 , nota come “Codice rosso” e disciplinata dall’art. 612 ter del codice penale: “Salvo che il fatto costituisca già grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia,consegna, pubblica o diffonde immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno o a sei e la multa da € 5.000 a € 15.000”. Il reato previsto dall’art. 612 ter è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge o da persona legata da relazione affettiva con la vittima o se commessi in danno a persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-14522" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-1024x575.jpg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-300x169.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-768x432.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-1536x863.jpg 1536w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-150x84.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-696x391.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI-1068x600.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/A-TESTA-ALTA-SABRINA-FERILLI.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A testa alta, la fiction-denuncia del revenge porn </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri sera, a tal proposito, è andata in onda su Canale 5 la seconda puntata della mini-serie “A testa alta”, interpretata da Sabrina Ferilli. La fiction narra la storia di Virginia Terzi, preside di una scuola, che viene travolta da uno scandalo a seguito della diffusione di un video intimo con il suo amante, un filmato pubblicato in rete senza il suo consenso e diventato in pochi minuti virale. Si tratta di una trama che ha catturato numerosissimi telespettatori, suscitando plausi e critiche, ma ponendo soprattutto attenzione su un caso di revenge porn.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/15/revenge-porn-e-la-legge-del-codice-rosso-contro-la-violenza-di-genere/">Revenge porn e la legge del Codice Rosso contro la violenza di genere</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/01/15/revenge-porn-e-la-legge-del-codice-rosso-contro-la-violenza-di-genere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
