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	<title>Alex Schwazer - Parlami</title>
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	<description>Notizie. Storie. Persone.</description>
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	<title>Alex Schwazer - Parlami</title>
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		<title>&#8220;Schadenfreude&#8221;: quando il teatro smette di consolare e comincia a interrogare</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/05/16/schadenfreude-quando-il-teatro-smette-di-consolare-e-comincia-a-interrogare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 12:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Schwazer]]></category>
		<category><![CDATA[Drammaturgia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Mia Martini teatro]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro italiano 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un sentimento che quasi nessuno ammette di provare, eppure quasi tutti conoscono. È quella sensazione ambigua che nasce nell&#8217;osservare qualcuno scivolare, inciampare, cadere. Non è malvagità. È qualcosa di più sottile e difficile da nominare. In tedesco esiste una parola precisa per descriverlo: Schadenfreude. In italiano, quella parola non c&#8217;è. Ma il sentimento, sì. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/05/16/schadenfreude-quando-il-teatro-smette-di-consolare-e-comincia-a-interrogare/">&#8220;Schadenfreude&#8221;: quando il teatro smette di consolare e comincia a interrogare</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un sentimento che quasi nessuno ammette di provare, eppure quasi tutti conoscono. È quella sensazione ambigua che nasce nell&#8217;osservare qualcuno scivolare, inciampare, cadere. Non è malvagità. È qualcosa di più sottile e difficile da nominare. In tedesco esiste una parola precisa per descriverlo: Schadenfreude. In italiano, quella parola non c&#8217;è. Ma il sentimento, sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa assenza linguistica – e da questa presenza emotiva – nasce lo spettacolo che Orsetta Borghero porta in scena venerdì 22 maggio alle ore 20.45 presso lo Spazio OIT di Milano, in via Nicola Antonio Porpora 14. Un monologo scritto da Martina Marasco e Francesca Notaro, diretto da Ettore Distasio, che sceglie deliberatamente di non rassicurare nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mia Martini e Alex Schwazer: due storie che appartengono a tutti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo prende forma attorno a due figure reali, due persone che il grande pubblico ha conosciuto, sostenuto e poi, in momenti diversi della storia recente, abbandonato o condannato. Mia Martini, artista di straordinario talento, finita nel mirino di voci e sospetti che l&#8217;hanno progressivamente isolata dal mondo musicale. Alex Schwazer, atleta, travolto da una vicenda giudiziaria e mediatica che ha ridefinito, nell&#8217;immaginario collettivo, il suo intero valore umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orsetta Borghero non li interpreta nel senso classico del termine. Li evoca. Dà voce, attraverso di loro, a qualcosa di più grande: il meccanismo con cui la società costruisce i propri capri espiatori, si compatta attorno alla condanna e trova, in quell&#8217;atto collettivo, una forma di sollievo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un monologo che non lascia scampo al pubblico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La scena di <em>Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?</em> è ridotta all&#8217;osso. Uno spazio vuoto, un leggio, la parola. La regia di Ettore Distasio lavora per sottrazione, affidando tutto il peso drammaturgico all&#8217;interpretazione della Borghero, attrice capace di abitare il silenzio con la stessa precisione con cui costruisce il ritmo di un monologo lungo e esigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico, seduto di fronte a questa scena minimale, non può nascondersi. Lo spettacolo non offre alibi, non distribuisce assoluzioni. Chiede, invece, di riconoscersi. Di ammettere di aver guardato, anche solo per un attimo, con quella soddisfazione silenziosa che non si confessa ma si prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dopo Milano, la tournée italiana</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo è destinato a una distribuzione nazionale nella prossima stagione, inserito nei circuiti della nuova drammaturgia contemporanea. Un percorso che darà a pubblici diversi la possibilità di confrontarsi con una domanda che resta sospesa ben dopo il buio in sala: chi siamo davvero quando nessuno ci vede?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni: <a href="mailto:borgherobusiness@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">borgherobusiness@gmail.com</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>&#8220;Schadenfreude&#8221;: quando il teatro mette in scena il piacere segreto di vedere fallire gli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 19:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Schwazer]]></category>
		<category><![CDATA[Drammaturgia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste una parola tedesca che non si traduce, ma che tutti capiscono. Schadenfreude: la soddisfazione, spesso taciuta, che nasce dall&#8217;osservare il fallimento di qualcun altro. Non è un sentimento nobile, ma è un sentimento umano. Ed è proprio da qui che parte il monologo che Orsetta Borghero porta in scena a Milano, alla Tana degli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/08/schadenfreude-monologo-orsetta-borghero/">&#8220;Schadenfreude&#8221;: quando il teatro mette in scena il piacere segreto di vedere fallire gli altri</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Esiste una parola tedesca che non si traduce, ma che tutti capiscono. Schadenfreude: la soddisfazione, spesso taciuta, che nasce dall&#8217;osservare il fallimento di qualcun altro. Non è un sentimento nobile, ma è un sentimento umano. Ed è proprio da qui che parte il monologo che Orsetta Borghero porta in scena a Milano, alla Tana degli Artisti, dal 17 al 19 aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno spettacolo che chiede di guardarsi dentro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Schadenfreude – Chi sei quando nessuno ti vede?</em> è scritto da Martina Marasco e Francesca Notaro, con la regia di Ettore Distasio. Al centro c&#8217;è un&#8217;attrice capace di tenere da sola il palco: Orsetta Borghero, volto noto del cinema e della televisione italiana, qui impegnata in una prova teatrale che tocca nervi scoperti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-15623" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-1024x683.jpg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-300x200.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-768x512.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-150x100.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-696x464.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1-1068x712.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/Foto_1.jpg 1170w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo costruisce il suo percorso attraverso due storie che appartengono alla memoria collettiva italiana. Quella di Mia Martini, voce straordinaria umiliata da anni di emarginazione e sospetti infondati. E quella di Alex Schwazer, campione olimpico travolto da una vicenda giudiziaria che ha diviso l&#8217;opinione pubblica. Due persone reali, due cadute pubbliche, un unico meccanismo: lo sguardo di chi guarda, giudica e, spesso senza ammetterlo, gode.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La scena che spoglia tutto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta registica di Ettore Distasio è netta: zero scenografia ridondante, uno spazio vuoto, un leggio, la parola. La Borghero porta il peso dell&#8217;intero spettacolo senza reti di sicurezza. È il testo a costruire la tensione, è l&#8217;interpretazione a dare ritmo. Il risultato è un monologo che non offre risposte rassicuranti, ma pone una domanda che continua a lavorare anche dopo che il sipario è calato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi sei quando nessuno ti vede? La risposta, suggerisce lo spettacolo, raramente ci mette a nostro agio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando e dove</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre repliche: venerdì 17 aprile alle 21, sabato 18 aprile alle 21 e domenica 19 aprile alle 19.30. Sede: La Tana degli Artisti, via Giacomo Zanella 43, Milano. Dopo il debutto, il monologo entrerà nei cartelloni della nuova drammaturgia italiana con un tour nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contatti: <a href="mailto:borgherobusiness@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">borgherobusiness@gmail.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/08/schadenfreude-monologo-orsetta-borghero/">&#8220;Schadenfreude&#8221;: quando il teatro mette in scena il piacere segreto di vedere fallire gli altri</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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