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	<title>Arte - Parlami</title>
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	<description>Notizie. Storie. Persone.</description>
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	<title>Arte - Parlami</title>
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		<title>Eugenio D’Angelo e il Palarté, ad Acerra il nuovo polo aggregativo tra cibo e cultura con guinness da record</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 14:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Acerra ha un patrimonio nascosto che pochi conoscono: il castello, il museo di Pulcinella, l’area archeologica, Casina Spinelli, le sorgenti e gli scavi. Tutto gratuito, un vero museo a cielo aperto. E al centro di questa rinascita c’è il Palarté, diventato in pochi anni il punto di riferimento dell’area nord di Napoli grazie alla famiglia [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>Acerra ha un patrimonio nascosto che pochi conoscono: il castello, il museo di Pulcinella, l’area archeologica, Casina Spinelli, le sorgenti e gli scavi. Tutto gratuito, un vero museo a cielo aperto. E al centro di questa rinascita c’è il Palarté, diventato in pochi anni il punto di riferimento dell’area nord di Napoli grazie alla famiglia D&#8217;Angelo che con visione imprenditoriale, ha trasformato una corte storica in spazio aggregativo moderno e competitivo per le sue attrattive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro il progetto c’è la visione manageriale di Eugenio D’Angelo. La sua idea è chiara: il Palarté non è solo ristorazione, eventi, suite e musica dal vivo. È un luogo d’incontro, di aggregazione, soprattutto per i giovani. Uno spazio sicuro, connesso con la bellezza del territorio acerrano, aperto ai talenti campani, alle mostre e all’attenzione verso le donne. I numeri lo dicono: il pubblico del Palarté è soprattutto femminile e giovanile, perché il locale è percepito come affidabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Pulcinella è il nostro accento più alto”, spiega D’Angelo, partendo dalla figura simbolo legata ad Acerra per costruire un polo culturale dove le persone “perbene vogliono stare bene”. Tali conferme lo hanno portato ancora una volta ad alzare l&#8217;asticella del suo concept, inaugurando lo scorso 9 giugno, la maschera monumentale di Pulcinella in marmo bianco di Carrara, più grande al mondo, firmata dall&#8217;artista francese Oymak, in sinergia di intenti con il Museo di Pulcinella della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un progetto ambizioso, che crea continuità con il percorso artistico già avviato all&#8217;interno del concept ristorativo del Palarté, dove le persone si riuniscono intorno al buon cibo, circondate da un&#8217;arena realizzata in legno e pietra, in cui ci si può accomodare per godersi la musica live proposta di volta in volta dalle serate organizzate, senza trascurare i riferimenti artistici delle opere espositive ospitate nella grande struttura, come ci racconta in questa intervista Eugenio D’Angelo, ideatore e manager del Palarté.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-16630" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-1024x768.jpeg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-300x225.jpeg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-768x576.jpeg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-150x113.jpeg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-696x522.jpeg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-1068x801.jpeg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9690-1920x1440.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217; INTERVISTA </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; <strong>Da giovane laureato a manager di successo. Eugenio, quando hai scoperto che il Palartè poteva essere l&#8217;investimento della tua vita?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;ho scoperto nel momento in cui abbiamo aperto. Ho capito che il Palarté poteva essere non soltanto un mezzo per guadagnare, ma un mezzo con il quale era possibile cambiare anche in piccolo, la sorte del nostro territorio, per dare ai ragazzi qualcosa di cui essere fieri. Ho scelto il percorso di studi di Direzione e Consulenza aziendale alla Cattolica, che mi ha aiutato a formare le conoscenze di base nel mondo imprenditoriale così che poi &#8220;affinassi le armi&#8221; per poter &#8220;combattere&#8221; e portare il Palarté nella sua visione attuale che ingloba accoglienza, ristorazione, eventi aggregativi di musica ed arte. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; <strong>Tu sei acerrano.</strong> <strong>Qual è l’accento più bello della tua città</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Penso che noi abbiamo alcune delle cose più belle che ho visto all&#8217;interno di tanti territori. Ho girato tanto anche il mondo e ancora oggi mi chiedo come sia possibile che Acerra che veramente ha delle cose stupende tra il castello, la parte museale, la parte archeologica ad ingresso peraltro gratuito, Casina Spinelli, le sorgenti, pur essendo un museo a cielo aperto, non venga considerata per il valore che in effetti ha. Acerra contiene delle cose meravigliose e penso l&#8217;accento più elevato ricada proprio su Pulcinella, figura mondiale, riconosciuta da tutti. Noi abbiamo la fortuna di essere legati profondamente alla storia di Pulcinella. Per questo ho scelto di creare una sinergia con Il Museo di Pulcinella della mia città, creando con esso un continuo espositivo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;<strong>Il Pala Artè è diventato un punto di riferimento per la movida dell&#8217;area nord di Napoli ma ingloba oltre alla qualità della ristorazione, dell&#8217;incontro, esposizioni artistiche, musica dal vivo con promozione di talenti campani, anche un&#8217;attenzione particolare rivolta alle donne, con l&#8217;ascolto delle loro esigenze. Quando hai pensato a tutto questo e come cerchi di armonizzarlo giorno per giorno?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Parto da un dato molto importante. Anche attraverso i dati di Google</em> che <em>abbiamo </em>raccolto <em>nel tempo, abbiamo notato una cosa: il Palarté è frequentatissimo soprattutto da giovani e donne, il che mi rende fiero. Siamo quindi percepiti positivamente, non solo come luogo bello</em>, <em>affidabile, ma soprattutto come un luogo in cui sentirsi al sicuro. Il merito è della cura degli ambienti e di una serie di fattori che si sono attualizzati, pensati perchè tutti si sentano a casa, ascoltati, accolti</em>. <em>Nel tempo il Pala Arte è diventato un luogo d&#8217;incontro di persone perbene</em> che<em> vogliono stare bene.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; <strong>Hai realizzato un modello di accoglienza che dimostra come cultura, sicurezza e gestione attenta possano trasformare un territorio. E Acerra, con il Palarté, ha trovato la sua voce.</strong> <strong>Quando ti sei innamorato dell&#8217;Arte, perrchè non si può promuovere l&#8217;Arte se non la si ama?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il primo corridoio inaugurato all&#8217;interno de Il Ritorno ha lo zampino di Vincenzo Pagliara, un professionista nel suo ambito, che mi ha aiutato ad allestire la prima esposizione qui al Palarté. Penso che per amare l&#8217;arte ci sia bisogno di tanta sensibilità. Sono un ragazzo sensibile e questo amore è stato instillato da un mio professore di Arte al liceo. Il Prof. Rino De Sena, che saluto con affetto e viene qui spesso. Era molto esigente sia dal punto di vista pratico che teorico, e mi ha insegnato come l&#8217;arte si sviluppa in concomitanza con ciò che accade nel mondo. Se tu sai vedere l&#8217;arte, sai vedere ciò che accade nel mondo. Noi qui con le mostre allestite, con il murales omaggio alla città di Acerra, realizzato con il Progetto Atelier dell&#8217;Arte e con la maschera di Pulci</em>nella più grande al mondo da noi ospitata, stiamo creando un ponte tra la nuova generazione e l&#8217;arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Al Palartè ora c&#8217;è un guinness dei primati. Cosa dice a te la Maschera di Pulcinella, per averla così tanto voluta nella tua struttura?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Pulcinella a noi acerrani, napoletani, scorre nelle vene. E&#8217; una figura ribelle, indomita, che nonostante le angherie e le difficoltà, riesce sempre a trovare la forza di alzarsi e di reinventarsi. E non è cosa da poco. Penso di rivederlo in tutte le persone di Acerra e dei territori napoletani in cui viviamo. Nonostante il mix di difficoltà tutte queste persone ogni giorno si svegliano e vanno al lavoro, decidendo di combattere la routine giornaliera. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Come si è formata l&#8217;intuizione di portare ad Acerra la machera più grande al mondo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;intuizione c&#8217;è stata quando con la collaborazione di mio padre Fortunato D&#8217;Angelo e del Museo di Pulcinella, si è creata questa intesa, questa voglia di riscatto nel portare in città qualcosa di impensabile. Nessuno pensa che un&#8217;attività privata vada, in collaborazione con un museo, a fare un&#8217;operazione meravigliosa per tutto il pubblico e a costo zero. L&#8217;abbiamo messa a disposizione di tutti perchè penso concretamente che l&#8217;arte è necessaria affinchè le persone crescano e lo facciano amando il proprio territorio. Oggi abbiamo dato la possibilità ai ragazzi del domani di venire qui, toccare quest&#8217;opera con mano, e vedere realmente quali sono le loro origini. Magari abbiamo gettato il seme per una consapevolezza futura.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;<strong>Qual è il tuo sogno da giovane per i giovani?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Spero vivamente che con questa attività e con quelle future che faremo, si riesca a cambiare la mentalità che il bello si trova solo altrove, che l&#8217;erba del vicino è sempre più verde.</em> <em>Penso che se ci rimbocchiamo le maniche, </em>senza <em>fuggire davanti ai problemi, ma affrontandoli, innaffiando costantemente la propria erba, anche il nostro giardino può diventare più verde.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Gianfranco Gallo celebra Pino Daniele con il PAF 2026: tre giorni di arte e giovani talenti a Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 12:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Paf Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Daniele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 27 al 29 maggio all’Istituto Palizzi va in scena “Il ricordo di un amore”, il festival ideato e diretto dal regista napoletano La visione di Gianfranco Gallo torna a dare forma a Napoli come capitale della cultura giovane. Dal 27 al 29 maggio 2026, l’Istituto Palizzi ospita la nuova edizione del Polo delle Arti [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 27 al 29 maggio all’Istituto Palizzi va in scena “Il ricordo di un amore”, il festival ideato e diretto dal regista napoletano</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.ilmonito.it/wp-content/uploads/2026/05/b77d60fa-6cca-4ebb-a284-e0bd48e394c8-900x900.avif" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La visione di Gianfranco Gallo torna a dare forma a Napoli come capitale della cultura giovane. Dal 27 al 29 maggio 2026, l’Istituto Palizzi ospita la nuova edizione del Polo delle Arti Festival, la kermesse che il regista e direttore artistico ha ideato per unire scuola, spettacolo e patrimonio storico sotto il segno del talento emergente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento di quest’anno, intitolato “Il ricordo di un amore”, rende omaggio a Pino Daniele. Una scelta che riflette l’impronta di Gallo: valorizzare l’identità napoletana attraverso figure che l’hanno portata nel mondo, offrendo al contempo una piattaforma concreta agli studenti del Polo delle Arti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla direzione di Gallo, il festival trasforma il Museo Artistico Industriale Filangieri in un palcoscenico vivo. Dalle 19:00 il pubblico può visitare gratuitamente gli spazi museali, accompagnato dalle coreografie itineranti degli allievi del Liceo Coreutico. Alle 20:45 il Giardino Storico si apre agli spettacoli serali, dove musica, danza e teatro dialogano con il luogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto nasce dall’Associazione Culturale Stabile Girovaga di Famiglia, realtà fondata e guidata dallo stesso Gallo, che da anni lavora per saldare formazione artistica e professione. Con il sostegno dell’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, il regista costruisce un ponte tra le aule e il palcoscenico, facendo del festival un’occasione reale di crescita per i ragazzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’idea è semplice: i luoghi della cultura devono parlare ai giovani, e i giovani devono restituire nuova vita a quei luoghi», è la linea che Gallo porta avanti con il PAF. L’edizione dedicata a Pino Daniele ne è l’esempio più chiaro, unendo memoria e futuro in un programma che mette al centro le orchestre, i corpi di ballo e le botteghe artigiane del Polo delle Arti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tre serate sotto la guida di Gallo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">27 maggio – Premio PAF 2026<br>La cerimonia, condotta da Rosanna Iannacone, assegna i riconoscimenti a personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’impegno sociale. Sul palco anche The Blue Gospel Singers e Claudia Megrè. I premi sono firmati dagli studenti di ceramica del Polo delle Arti, in un gesto che sottolinea il valore della manualità formativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">28 maggio – Il giovane Pino<br>L’Orchestra del Liceo Musicale dell’Istituto Palizzi rende omaggio agli anni di formazione di Daniele, con la conduzione di Lino Volpe e la partecipazione di Simona Boo, Maurizio Capone e Sasà Piedipalumbo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">29 maggio – Il ricordo di un amore<br>Serata finale con Rosanna Iannacone, ospiti Carlo Faiello e Gianfranco Gallo in prima persona, e l’intervento speciale di Cristina Daniele. L’Orchestra dei ragazzi chiude il festival anticipando il documentario realizzato dagli studenti del corso di audiovisivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il PAF 2026, Gianfranco Gallo conferma il suo ruolo di regista-imprenditore culturale: capace di trasformare una visione in un progetto collettivo, dove Napoli ritrova la sua voce attraverso le nuove generazioni.<br>Ingresso gratuito su prenotazione: stabilegirovaga@gmail.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Clelia Moscariello presenta il suo libro &#8220;Se ne frega la luna, stanotte&#8221; &#8211; PAV Edizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clelia Moscariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 17:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Clelia Moscariello presenta il suo libro &#8220;Se ne frega la luna, stanotte&#8221; (PAV Edizioni) Mercoledì 6 Maggio 2026, alle ore 18.00, all&#8217;APS “SOGNA RAGAZZO SOGNA”, in Via Monte di Dio, n. 49, NAPOLI . Con l’autrice interviene la giornalista Pina Stendardo Mercoledì, Venerdì, 6 Maggio, ore 18.00, alla APS “SOGNA RAGAZZO SOGNA”, NAPOLI, Clelia Moscariello presenta il suo libro “Se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/05/04/clelia-moscariello-presenta-il-suo-libro-se-ne-frega-la-luna-stanotte-pav-edizioni-mercoledi-6-maggio-a-napoli/">Clelia Moscariello presenta il suo libro &#8220;Se ne frega la luna, stanotte&#8221; &#8211; PAV Edizioni</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Clelia Moscariello </strong>presenta il suo libro &#8220;<em><strong>Se ne frega la luna, stanotte&#8221;</strong></em> (PAV Edizioni) <strong>Mercoledì 6 Maggio 2026,</strong> alle ore <strong>18.00</strong>, all&#8217;APS “<strong>SOGNA RAGAZZO SOGNA</strong>”, in Via Monte di Dio, n. 49, NAPOLI .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’autrice interviene la giornalista <strong>Pina Stendardo</strong><em> Mercoledì, Venerdì, 6 Maggio, ore 18.00, alla APS “SOGNA RAGAZZO SOGNA”, NAPOLI, Clelia Moscariello presenta il suo libro “Se ne frega la luna, stanotte”. Con l’autrice ne parla la giornalista Pina Stendardo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 19 marzo 2023 è uscito l&#8217;ultimo libro della giornalista e scrittrice Clelia Moscariello &#8220;Se ne frega la luna stanotte&#8221;, pubblicato da PAV Edizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;autrice afferma in merito al libro che si tratta di un lavoro introspettivo che nasce dal profondo legame tra sé stessa e la luna:&nbsp;<strong>«</strong>Il mio ultimo libro:&nbsp;<em>Se ne frega la luna, stanotte&nbsp;</em>narra del mio rapporto con il “cielo”, inteso sia come elemento naturale, sia come fattore metafisico. Infatti, questa mia quinta raccolta racconta, forse, più delle altre, la mia tribolata ma costante tensione verso il mondo “altro” dalla materialità e dalla fisicità in cui siamo immersi tutti noi esseri umani e la mia eterna voglia di “infinito”. La mia quinta silloge è dedicata a mia madre, che io definisco “una luna immensa”. In un certo senso, questa miscellanea di ballate e racconti intende “chiudere il cerchio” e sceglie di farlo tornando alle origini antiche, mie e dell’essere umano, in generale.&nbsp;<em>Se ne frega la luna, stanotte</em>&nbsp;narra, in effetti, del legame intrinseco e ancestrale (a livello personale e collettivo) con gli elementi della natura, in particolare, della connessione, non solo dal punto di vista metaforico e simbolico, con quella che rappresenta la dimensione del cielo, con tutti i suoi astri e, in particolare, con la luna. Il satellite in questione, infatti, oltre a rappresentare un archetipo fondamentale per il femminile (la “Grande Madre”), nelle sue varianti e, quindi, nelle sue 4 fasi (piena, nuova, calante e crescente), è sempre riuscito ad affascinarmi e a catturare altresì il mio interesse».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Clelia Moscariello, laureata in scienze della comunicazione, giornalista pubblicista, scrittrice, editor, speaker radiofonica, social manager napoletana, di recente anche direttore scientifico della collana di poesia “Aonia” della PAV Edizioni,&nbsp; è autrice di varie pubblicazioni e si occupa di cultura, donne, arte e attualità, collaborando con molteplici testate, è specializzata nelle tematiche di consapevolezza ed empowerment femminile, di mainstreaming di genere, di abbattimento degli stereotipi riguardanti l’educazione e di sensibilizzazione culturale relativa all’essere donna.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="732" height="1024" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-732x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16220" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-732x1024.jpeg 732w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-214x300.jpeg 214w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-768x1075.jpeg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-1097x1536.jpeg 1097w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-150x210.jpeg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-300x420.jpeg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-696x974.jpeg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1-1068x1495.jpeg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-15.46.22-1.jpeg 1143w" sizes="(max-width: 732px) 100vw, 732px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>14,00€&nbsp;Clelia Moscariello, <em>Se ne frega la luna, stanotte, PAV Edizioni</em>, </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Copyright 2023</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Collana: Aonia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1^ Edizione: marzo 2023</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ISBN: 979-12-5973-540-9</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Cover graphics:</em>&nbsp;Claus Tamburini</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Info: <em><a href="mailto:pavedizioni1@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pavedizioni1@gmail.com</a><a href="mailto:pavedizioni.files@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> pavedizioni.files@gmail.com</a><a href="http://www.pavedizioni.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> www.pavedizioni.it</a></em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte immagine: Ufficio stampa</p>
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		<title>Itinerari da scoprire: Galleria Colonna, a Roma la storicità si fa respiro</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/27/itinerari-da-scoprire-galleria-colonna-a-roma-la-storicita-si-fa-respiro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 18:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Colonna]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Colonna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Varcare la soglia della Galleria Colonna è come sfogliare un secolo di luce pietrificata. Qui il Barocco non grida, respira. Ogni affresco, ogni stucchio dorato, ogni marmo che trattiene il passo racconta la tenacia di una famiglia che ha trasformato il tempo in bellezza e la bellezza in eredità. Storicità che si fa respiroEdificata a [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="640" style="aspect-ratio: 352 / 640;" width="352" controls src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/7894ae9c-a7fa-48b2-adb3-f28fb1699161.mp4"></video></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Varcare la soglia della Galleria Colonna è come sfogliare un secolo di luce pietrificata. Qui il Barocco non grida, respira. Ogni affresco, ogni stucchio dorato, ogni marmo che trattiene il passo racconta la tenacia di una famiglia che ha trasformato il tempo in bellezza e la bellezza in eredità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Storicità che si fa respiro</strong><br>Edificata a metà Seicento per volontà del cardinale Girolamo Colonna e di suo nipote Lorenzo Onofrio, la Galleria nasce come teatro di potere e d’incanto. Voluta per celebrare la vittoria cristiana a Lepanto del 1571, guidata da Marcantonio II Colonna, la Grande Sala dispiega sul soffitto un cielo di battaglia e gloria, dove le nubi dipinte da Giovanni Coli e Filippo Gherardi si squarciano per lasciare spazio al trionfo della Fede. Non è solo pittura: è memoria che si fa aria, e ogni visitatore vi cammina dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Curiosità sussurrate dal marmo</strong><br>Pochi sanno che la Galleria fu per decenni il salotto segreto della Roma papalina. Qui i Colonna ricevevano re, cardinali e artisti, mentre le dame attraversavano la Sala della Fontana con ventagli che nascondevano intrighi e alleanze. Le specchiere, inclinate con sapienza scenografica, moltiplicano le candele e ingannano lo sguardo: di notte la sala sembrava non avere pareti, solo infinito. E ancora oggi, quando il sole di Roma taglia le finestre sul giardino pensile, i putti di stucco paiono muoversi, complici di un gioco che dura da trecento anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella Sala del Trono campeggia il baldacchino sotto cui il Papa veniva accolto. Vuoto, da quando i Colonna scelsero la neutralità durante la Questione Romana: un trono senza re, ma con la dignità intatta di chi sa che certi silenzi valgono più di un proclama.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eleganza che non invecchia</strong><br>La Galleria Colonna non è un museo imbalsamato. È una casa che continua ad abitare se stessa. I pavimenti in marmi policromi disegnano labirinti di luce, i quadri di Guido Reni, Tintoretto e Bronzino non pendono alle pareti: le abitano. E mentre fuori Via del Corso urla la sua modernità, qui il tempo si siede in poltrona e ti invita a rallentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché andarci</strong><br>Perché a Roma la grandezza è ovunque, ma l’intimità è rara. La Galleria Colonna è entrambe le cose: maestosa come una cattedrale laica, discreta come un diario di famiglia. Entri per vedere l’arte, esci avendo incontrato un’anima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perfetta per chi cerca la Roma che non si esibisce, ma si svela.</p>
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		<title>Rinascere si può, V edizione: Arte, cultura e talento si incontrano al Teatro Comunale di Palma Campania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 21:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascere si può]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 20 marzo alle ore 18:00, presso il Teatro Comunale di Palma Campania, si terrà la V edizione di&#160;“Rinascere si Può”, il format culturale che negli anni ha saputo affermarsi come importante punto di riferimento per la valorizzazione dell’arte e dei talenti presenti sul territorio campano. L’evento, ormai divenuto un appuntamento atteso e consolidato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo 20 marzo alle ore 18:00, presso il Teatro Comunale di Palma Campania, si terrà la V edizione di&nbsp;<strong>“Rinascere si Può”</strong>, il format culturale che negli anni ha saputo affermarsi come importante punto di riferimento per la valorizzazione dell’arte e dei talenti presenti sul territorio campano. L’evento, ormai divenuto un appuntamento atteso e consolidato nel panorama culturale locale, continua a crescere grazie alla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palma Campania, guidato da&nbsp;<strong>Elvira Franzese</strong>, e il Presidente dell’Associazione Culturale&nbsp;<em>“Non Me Ne Vado”</em>,&nbsp;<strong>Ferdinando Sorrentino</strong>, ideatore e promotore del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa quinta edizione si distingue per una direzione artistica rinnovata: oltre al curatore d’arte Ferdinando Sorrentino, la manifestazione sarà curata anche da&nbsp;<strong>Giovanna Secondulfo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Carmen Punto Arte</strong>, contribuendo a rendere la collettiva un vero e proprio viaggio tra linguaggi artistici, sensibilità e visioni differenti.&nbsp;<em>“Rinascere si Può”</em>&nbsp;si conferma come una vetrina prestigiosa per numerosi talenti artistici, offrendo al pubblico una mostra collettiva ricca di creatività, emozione e ricerca espressiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli artisti protagonisti della collettiva esporranno le proprie opere:&nbsp;<strong>Maria Rosaria Esposito, Fiorentina Speciale, Giusy Iodice, Giulia Avilia, Federico Natale, Lina D’Avanzo, Filomena De Risi, Liliana Mosca, Fiorangelo Giuliano, Zanico Art, Seriana Guerriero, Antonia Aschettino, Maria De Riggi, Serena D’Onofrio, Luca Aniello Verde, Carmen Punto Arte, Giovanna Secondulfo, Carol Filosa, Icaro, Virginia Fazio, Sal La Rocca, Gennaro Iannuzzi, Egidio Perna, Bogdan Ionuț Scinteie, Pasquale Rolfi, Antonia Martinelli</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Rosa Ferrante</strong>. Ad arricchire ulteriormente la serata sarà la presenza di professionisti del mondo dell’arte e dello spettacolo, tra cui&nbsp;<strong>Antonio Alfano</strong>, che porterà in scena un intenso monologo teatrale, affiancato dalla partecipazione di&nbsp;<strong>Adelina Mauro, Rosa Ferrante, Antonietta Sorrentino</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>Elena Scala</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Momento di particolare rilievo sarà la presenza di due ospiti d’eccezione, figure di grande prestigio nel panorama culturale e accademico: il Maestro di arte scultorea&nbsp;<strong>Domenico Sepe</strong>, artista di fama internazionale, e la Prof.ssa&nbsp;<strong>Maria Luisa Iavarone</strong>, ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale presso il Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. La quinta edizione di<em>&nbsp;“Rinascere si Può”</em>&nbsp;si preannuncia dunque come un evento ricco di arte, riflessione e condivisione, capace di unire linguaggi diversi in un’unica grande esperienza culturale, celebrando il potere dell’arte come strumento di rinascita, dialogo e crescita collettiva. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dell’arte, della cultura e della bellezza.</p>
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		<title>San Valentino diverso a Roma con Sensuability</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/02/06/san-valentino-diverso-a-roma-con-sensuability/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 17:44:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama degli eventi di San Valentino 2026 a Roma, la mostra “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?” si propone come un appuntamento culturale capace di andare oltre i consueti cliché romantici. Venerdì 14 febbraio, a partire dalle ore 16.00, Villa Altieri apre le sue porte a un progetto che parla di amore, desiderio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama degli eventi di San Valentino 2026 a Roma, la mostra “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?” si propone come un appuntamento culturale capace di andare oltre i consueti cliché romantici. Venerdì 14 febbraio, a partire dalle ore 16.00, Villa Altieri apre le sue porte a un progetto che parla di amore, desiderio e libertà di espressione attraverso il linguaggio diretto e potente del fumetto e dell’illustrazione. Sensuability®, ideato da Armanda Salvucci e promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Nessunotocchimario, nasce con l’obiettivo di raccontare la sessualità e la disabilità in modo autentico, inclusivo e privo di filtri pietistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra raccoglie oltre 70 opere selezionate dall’ultima edizione del concorso Sensuability &amp; Comics, affiancate da lavori di artisti affermati del panorama nazionale. Le immagini in esposizione parlano di corpi reali e desideri legittimi, restituendo una narrazione ironica, poetica e a tratti provocatoria, capace di stimolare riflessione e dialogo. In un giorno simbolico come il 14 febbraio, Sensuability invita il pubblico a riconsiderare l’idea stessa di amore, riconoscendolo come esperienza plurale e accessibile a tutte e tutti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un evento culturale che celebra l’amore senza barriere</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">All’inaugurazione saranno presenti Fabio Magnasciutti, Riccardo Corbò, Fiamma Ficcadenti, Maya Vetri e Francesca Ghermandi, insieme alle autrici e agli autori protagonisti della mostra. Special guest dell’edizione 2026 è Elena Mistrello. Il programma prevede tour guidati, la premiazione del concorso Sensuability &amp; Comics, un concerto live e un aperitivo finale, trasformando l’inaugurazione in un vero momento di incontro e condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensuability si conferma così un progetto culturale che utilizza l’arte come strumento di cambiamento sociale, capace di parlare al cuore e alla mente. Un San Valentino diverso, libero e consapevole, che a Roma trova uno spazio ideale per raccontare l’amore in tutte le sue forme.</p>
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		<title>“IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all’Ara Pacis: già 50.000 visitatori in 40 giorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 10:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ara Pacis Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Impressionismo e oltre]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media di 1.250 ingressi al giorno e proiezione di 180.000 visitatori entro la ch&#160;A quaranta giorni dall’apertura, la mostra&#160;IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts, in corso al&#160;Museo dell’Ara Pacis&#160;fino al&#160;3 maggio 2026, registra un risultato straordinario:&#160;50.000 visitatori&#160;in&#160;40 giorni, con una&#160;media di 1.250 presenze al giorno&#160;e una&#160;proiezione di 180.000 visitatori&#160;a fine mostra. Un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Media di 1.250 ingressi al giorno e proiezione di 180.000 visitatori entro la ch</em></strong>&nbsp;A quaranta giorni dall’apertura, la mostra&nbsp;<strong><em>IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts</em></strong>, in corso al&nbsp;<strong>Museo dell’Ara Pacis</strong>&nbsp;fino al&nbsp;<strong>3 maggio 2026</strong>, registra un risultato straordinario:&nbsp;<strong>50.000 visitatori</strong>&nbsp;in&nbsp;<strong>40 giorni</strong>, con una&nbsp;<strong>media di 1.250 presenze al giorno</strong>&nbsp;e una&nbsp;<strong>proiezione di 180.000 visitatori</strong>&nbsp;a fine mostra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un dato che conferma l’attrattività dell’offerta espositiva romana e il forte interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia una selezione rara:&nbsp;<strong>52 capolavori</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>Detroit Institute of Arts</strong>, con opere di&nbsp;<strong>Degas, Renoir, Cézanne, Van Gogh, Matisse, Picasso</strong>&nbsp;e una significativa sezione dedicata alle avanguardie europee, fino all’area tedesca con autori come&nbsp;<strong>Kandinsky</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Beckmann</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="680" height="260" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMPRESSIONI_STI_680x260_a_68f1fab3578d3-1.jpg" alt="" class="wp-image-14475" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMPRESSIONI_STI_680x260_a_68f1fab3578d3-1.jpg 680w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMPRESSIONI_STI_680x260_a_68f1fab3578d3-1-300x115.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMPRESSIONI_STI_680x260_a_68f1fab3578d3-1-150x57.jpg 150w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra,&nbsp;<strong>curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi</strong>, è&nbsp;<strong>promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali</strong>,&nbsp;<strong>coprodotta e organizzata</strong>&nbsp;da&nbsp;<strong>Sovrintendenza Capitolina</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>MondoMostre</strong>, con il supporto di&nbsp;<strong>Zètema Progetto Cultura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un percorso tra Ottocento e Novecento: dalla modernità alla rivoluzione delle avanguardie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto espositivo accompagna i visitatori lungo un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento, raccontando la nascita di un nuovo sguardo sul reale e la progressiva emancipazione del colore e della forma, fino alle sperimentazioni che definiscono la modernità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Accessibilità e servizi al pubblico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea con l’impegno per una fruizione sempre più inclusiva, la mostra propone strumenti e attività dedicati (tra cui contenuti e percorsi accessibili).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><u>INFORMAZIONI MOSTRA</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts<br>Sede:</strong>&nbsp;Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo, Via di Ripetta 180 / Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), Roma<br><strong>Date:</strong>&nbsp;4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026<br><strong>Orari:</strong>&nbsp;tutti i giorni 9.30–19.30; 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso 25 dicembre e 1° maggio<br><strong>Biglietti (solo mostra):</strong>&nbsp;intero €15; ridotto €13; prevendita €1</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le prevendite (e biglietti OPEN) sono disponibili a&nbsp;</strong><a href="https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/event/impressionismo-e-oltre-capolavori-del-detroit-institute-of-arts/284725?idt=4510&amp;qubsq=af58f860-0a59-4c87-960e-07724d745c41&amp;qubsp=ade9c419-9c9a-47d5-b9b5-b397c09bfbfb&amp;qubsts=1761838870&amp;qubsc=bestunion&amp;qubse=vivaticketserver&amp;qubsrt=Safetynet&amp;qubsh=4bfde28e105429cdd742be372db237f5" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>QUESTO LINK</strong></a></p>
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		<title>Natale in casa Artecard, la cultura diventa un dono</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2025/12/15/natale-in-casa-artecard-la-cultura-diventa-un-dono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 21:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso condiviso tra persone e luoghiRegalare cultura significa creare legami, stimolare curiosità e costruire comunità. È da questa visione che nasce “Natale in casa Artecard”, il programma natalizio promosso da campania>artecard che trasforma le festività in un viaggio partecipato tra i luoghi simbolo della Campania. L’iniziativa ruota attorno agli abbonamenti annuali Artecard 365 Gold [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un percorso condiviso tra persone e luoghi</strong><br>Regalare cultura significa creare legami, stimolare curiosità e costruire comunità. È da questa visione che nasce “Natale in casa Artecard”, il programma natalizio promosso da campania>artecard che trasforma le festività in un viaggio partecipato tra i luoghi simbolo della Campania. L’iniziativa ruota attorno agli abbonamenti annuali Artecard 365 Gold e Lite, che consentono di visitare decine di siti culturali per un intero anno, a partire dal primo utilizzo. Un itinerario che inizia a Natale ma guarda lontano, accompagnando cittadini e visitatori fino al 2026.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, sostenuto dalla Regione Campania e realizzato da Scabec, punta a rendere la cultura parte integrante della vita quotidiana. Non solo visite, ma esperienze pensate per coinvolgere pubblici diversi, utilizzando linguaggi accessibili e momenti di incontro. Emblematica la “Smorfia dell’Arte”, in programma il 17 dicembre in Piazza del Gesù a Napoli, con Marisa Laurito e Amedeo Colella: un format che intreccia tradizione popolare e racconto culturale, rendendo l’arte familiare e vicina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla tradizione al contemporaneo, un Natale che crea comunità</strong><br>Il calendario di “Natale in casa Artecard” include tour guidati esclusivi alla Reggia di Caserta, al MANN e alla Certosa di San Martino, offrendo chiavi di lettura nuove e approfondite del patrimonio campano. Accanto ai grandi luoghi della cultura, il progetto dialoga anche con la creatività contemporanea attraverso la partecipazione al Mercato Meraviglia, evento dedicato al design indipendente ospitato negli spazi della Santissima Community Hub.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca il legame con l’artigianalità locale grazie alla collaborazione con Gay-Odin, che unisce gusto e bellezza in una speciale edizione natalizia. L’Infopoint di Piazza del Gesù, con i suoi cofanetti regalo e gli omaggi simbolici come la calza della Befana, diventa così un luogo di incontro e racconto. Un Natale che parla di identità, partecipazione e futuro, dove la cultura non è solo da visitare, ma da vivere insieme.</p>
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		<title>Grand Hotel Parker&#8217;s, con Domenico Sepe scorci di cinema e arte nel vernissage &#8220;La Dolce vita a Napoli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 21:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Sepe]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Grand Hotel Parker's Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Iossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli terra di cinema, suggestioni ed arte. A raccontarlo ancora una volta in una triade combinatoria di pittura, cimeli e percorso esperienziale è l&#8217;artista Domenico Sepe. Nella elegante cornice del Grand Hotel Parker&#8217;s di Napoli il Maestro Sepe presenta il vernissage &#8220;La Dolce vita a Napoli&#8221;, in esposizione presso la celebre struttura dell&#8217;hotellerie partenopea, fino [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-13200" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-1024x768.jpg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-300x225.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-768x576.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-1536x1152.jpg 1536w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-150x113.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-696x522.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-1068x801.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n-1920x1440.jpg 1920w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598784801_10241181901234000_689024851366420808_n.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Napoli</strong> terra di cinema, suggestioni ed arte. A raccontarlo ancora una volta in una triade combinatoria di pittura, cimeli e percorso esperienziale è l&#8217;artista <strong>Domenico Sepe</strong>. Nella elegante cornice del <strong>Grand Hotel Parker&#8217;s di Napoli</strong> il <strong>Maestro Sepe</strong> presenta il vernissage <strong>&#8220;La Dolce vita a Napoli&#8221;,</strong> in esposizione presso la celebre struttura dell&#8217;<em>hotellerie</em> partenopea, <strong>fino al 7 gennaio 2026.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il viaggio espositivo allestito in collaborazione con il giornalista <strong>Michelangelo Iossa </strong>calamita l&#8217;attenzione del visitatore su due figure iconiche del cinema italiano e partenopeo:<strong>Sophia Loren e Marcello Mastroianni</strong>, immortalati in dipinti e disegni preparatori realizzati dall&#8217;artista Sepe, con focus sui dettagli delle due icone della filmografia nostrana. Immancabile la celebre vespa, divenuta simbolo della libertà espressivo-romantica della Dolce Vita, valorizzata da Sepe con lo sfondo del Vesuvio sovrastante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="769" height="1024" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13199" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-769x1024.jpg 769w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-225x300.jpg 225w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-768x1023.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-1153x1536.jpg 1153w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-150x200.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-300x400.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-696x927.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n-1068x1423.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/598430700_10241156812846806_6175083272194017684_n.jpg 1201w" sizes="auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DOMENICO SEPE, ARTE E CINEMA NELLA DOLCE VITA MADE IN NAPLES</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno storico-sociale raccontato da un cinema che ha valorizzato negli anni Sessanta bellezza, eleganza, spensieratezza ed esplorazione, senza rinunciare ad un tono di critica sociale, ha trovato ampio impiego a Napoli in pellicole come &#8220;L&#8217;oro di Napoli&#8221;, &#8220;La ciociara&#8221;, &#8220;Matrimonio all&#8217;italiana&#8221;, per citarne alcune. L&#8217;estetica&nbsp; visiva della <strong>Dolce Vita</strong> ancora oggi rappresenta qualcosa che attrae ed affascina, proprio come le opere realizzate per l&#8217;occasione da <strong>Domenico Sepe</strong>, accompagnate dalla testimonianza visiva di ben 65 oggetti che cristallizzano in esposizione il boom economico degli anni Cinquanta-Sessanta, tra radio, mangiadischi, copertine con autografi di artisti, primi elettrodomestici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em><strong>Ho inteso raccontare la Dolce Vita napoletana attraverso una dedica speciale che ho voluto fare al Parker&#8217;s</strong> &#8211;</em> dichiara <strong>Domenico Sepe</strong> &#8211; <strong><em>su ispirazione di Michelangelo Iossa. Ho scelto di fondere col paesaggio napoletano rappresentato dal Vesuvio, una vespa, come se stesse attraversando la città. Ed ho omaggiato Mastroianni e Loren, conosciuti proprio grazie al periodo florido che il cinema ha attraversato nell&#8217;epoca della Dolce Vita, segnata dalle loro fortunate pellicole&#8221;.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="769" height="1024" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13198" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-769x1024.jpg 769w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-225x300.jpg 225w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-768x1023.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-1153x1536.jpg 1153w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-150x200.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-300x400.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-696x927.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n-1068x1423.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2025/12/596582516_10241156814526848_5558967379752877570_n.jpg 1201w" sizes="auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA DOLCE VITA A NAPOLI ISPIRA IL PROSSIMO CAPODANNO AL PARKER&#8217;S</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto della <strong>Dolce Vita a Napoli</strong>, al <strong>Grand Hotel Parker&#8217;s</strong> viene supportato da una trentina di locandine selezionate dal collezionista Carlo Lancellotti, raffiguranti pellicole cult, a partire da Riso Amaro di Vittorio Gassman, fino a Totò, Peppino e la Malafemmina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Dolce vita associata al Parker&#8217;s richiama la tensione al lusso di una vita goduta a sorsi. Ragion per cui nel corso della presentazione del <em>vernissage</em> di Domenico Sepe, è stato presentato un cocktail ispirato alla pellicola felliniana, in reinterpretazione del Negroni, per raccontare ed innovare ciò che si ama. &#8220;<em>Per noi il momento della Dolce vita non è solo collegato al periodo romano</em> &#8211; aggiunge <strong>Giovanni Avallone</strong>, proprietario del Parker&#8217;s &#8211; <em>ma è segno della crescita italiana vissuta in quel periodo da ogni punto di vista. Mi capita spesso che gli ospiti del Parker&#8217;s, quando siedono sulla nostra terrazza, dicano &#8220;This is real Dolce Vita&#8221;. Per questo il tradizionale Capodanno del nostro Grand Hotel avrà titolo &#8216;La Dolce vita a Napoli&#8217;, per celebrare un momento storico che ci ha resi famosi in tutto il mondo&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sessantacinque anni dopo l&#8217;uscita nelle sale internazionali del film di Fellini &#8220;La Dolce vita&#8221;, che ha battuto record di visioni ed ispirazioni cinematografiche, il termine preso in prestito dal nostro modo di dire, viene riproposto al Parker&#8217;s da Domenico Sepe in una esposizione pittorica che rafforza la grandiosità di un momento florido ed eterno per l&#8217;Italia e Napoli.</p>
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		<title>Ettore Sottsass. Mise en scène alla Triennale</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2025/12/11/ettore-sottsass-mise-en-scene-alla-triennale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 18:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Christoph Radl]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Sottsass]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del Design Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Boeri]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Sottsass]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triennale Milano presenta dal&#160;12 dicembre 2025&#160;al&#160;15 febbraio 2026&#160;la mostra&#160;Ettore Sottsass.&#160;Mise en scène,&#160;a cura di Barbara Radice,&#160;Micaela Sessa&#160;e&#160;Studio Sottsass, e con l’art direction di&#160;Christoph Radl.&#160; L’esposizione si concentra sulla dimensione della vita privata di Ettore Sottsass, attraverso un’ampia selezione di fotografie che ritraggono vari momenti, sia pubblici che privati, della vita personale e professionale del grande [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Triennale Milano presenta dal&nbsp;<strong>12 dicembre 2025</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>15 febbraio 2026</strong>&nbsp;la mostra<em>&nbsp;<strong>Ettore Sottsass</strong></em>.<strong>&nbsp;<em>Mise en scène</em></strong>,<em>&nbsp;</em>a cura di <strong>Barbara Radice</strong>,<strong>&nbsp;Micaela Sessa&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Studio Sottsass</strong>, e con l’art direction di&nbsp;<strong>Christoph Radl</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esposizione si concentra sulla dimensione della vita privata di Ettore Sottsass, attraverso un’ampia selezione di fotografie che ritraggono vari momenti, sia pubblici che privati, della vita personale e professionale del grande architetto.<br>La mostra&nbsp;apre un nuovo capitolo della ricerca dedicata alla figura di Ettore Sottsass che da diversi anni Triennale, insieme a Studio Sottsass,&nbsp;porta avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stefano Boeri</strong>, Presidente di Triennale Milano, dichiara: “<em>Sempre, quasi ogni giorno, dal 1976 al 2007, Ettore e Barbara facevano del loro incontro una storia. Una sequenza di immagini, intime, private – eppure destinate prima o poi a diventare il racconto pubblico di un amore esposto, vivo, totale. La trama di vita che queste centinaia di foto raccontano è stata per anni a riposare nei faldoni (con le annualità come etichetta) che Barbara Radice conserva nel suo appartamento, nel cuore di Milano. Oggi che Triennale le ha liberate ed esposte, queste fotografie tornano ad essere l’almanacco di un amore intenso, che forse quotidianamente stupiva i suoi stessi protagonisti, fino al punto di spingerli a stupire del proprio amore il mondo.</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Marco Sammicheli</strong>, Direttore del Museo del Design Italiano, afferma:&nbsp;“<em>La mostra nasce come un caleidoscopio dove emozioni, vita pubblica, vita privata e fotografia si fondono dando vita a un racconto che impasta emozioni, paesaggi e monumenti. Luoghi, persone, architetture e attimi di vita diventano, contemporaneamente, protagonisti e sfondo di una narrazione che attraversa l’esistenza di un grande maestro dell&#8217;architettura e del design come Ettore Sottsass.</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra riunisce circa&nbsp;<strong>1.200 fotografie</strong>&nbsp;in bianco e nero e a colori scattate tra il 1976 e il 2007, periodo che intercorre tra l’anno dell’incontro tra Barbara Radice ed Ettore Sottsass e l’anno della scomparsa di quest’ultimo. Si tratta di un variegato paesaggio della loro vita privata e pubblica a casa e in giro per il mondo, per lavoro e per visite, con poche distinzioni e differenze tra il pubblico e il privato. Le foto sono immagini scattate in tutto il mondo, da Milano a Filicudi, dagli Stati Uniti alla Polinesia francese, dall’India all’Iran e alla Siria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il titolo della mostra si riferisce all’idea di Ettore Sottsass che la vita, un poco come per la Commedia dell’Arte, assomigli appunto, alla “messa in scena”, abbastanza improvvisata di un vago canovaccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della mostra&nbsp;<em>Ettore Sottsass</em>.&nbsp;<em>Mise en scène&nbsp;</em>Dario Cimorelli ha pubblicato in un&nbsp;<strong>libro&nbsp;</strong>con testi italiano/inglese di Stefano Boeri, Barbara Radice, Christoph Radl, Micaela Sessa.<br><br>I Partner istituzionali <strong>Deloitte</strong> e <strong>Fondazione Deloitte</strong>, <strong>Lavazza Group</strong> e <strong>Salone del Mobile.Milano</strong> sostengono Triennale Milano anche per questa mostra.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2025/12/11/ettore-sottsass-mise-en-scene-alla-triennale/">Ettore Sottsass. Mise en scène alla Triennale</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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