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	<title>Articolo - Parlami</title>
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	<description>Notizie. Storie. Persone.</description>
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		<title>&#8220;La Geometria dell’Affetto&#8221; la narrazione oltre la solitudine anziana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Tramontano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:09:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle mappe concettuali della società contemporanea, i luoghi vissuti dalle persone over 65 vengono spesso raccontati attraverso la lente di una frettolosa rassegnazione. Un certo giornalismo, assuefatto a modelli narrativi ripetitivi, tende a descrivere la terza e la quarta età attingendo a un vocabolario ristretto: la fragilità, l’assistenza, la memoria malinconica di ciò che è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nelle mappe concettuali della società contemporanea, i luoghi vissuti dalle persone over 65 vengono spesso raccontati attraverso la lente di una frettolosa rassegnazione. Un certo giornalismo, assuefatto a modelli narrativi ripetitivi, tende a descrivere la terza e la quarta età attingendo a un vocabolario ristretto: la fragilità, l’assistenza, la memoria malinconica di ciò che è stato. Si tratta di una narrazione che impoverisce la complessità dell’invecchiamento e che spesso confina i vissuti individuali in spazi di solitudine o di mero sostentamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per restituire verità e dignità all’informazione sociale, è necessario esercitare lo sguardo del cronista spingendosi oltre le rappresentazioni di superficie. È quanto si propone di fare il reportage <em>&#8220;L’Eredità Invisibile&#8221;</em>, un progetto visivo e testuale che intende analizzare le dinamiche della longevità partendo da una storia semplice ma di profonda densità etica. La prima sequenza ci porta all’interno di un centro sociale per anziani. L’ambiente è caratterizzato dal brusio collettivo, da conversazioni di gruppo e da rituali di socialità consolidati. Tuttavia, la telecamera sceglie di staccarsi dal centro della sala per concentrarsi sul fondo dell’ambiente, dove troviamo Andrea. Seduto davanti allo schermo di un computer portatile, Andrea appare cinto da un silenzio diverso. La sua non è una distanza dovuta all’incapacità di integrarsi, ma il segno tangibile di una mancanza: la nostalgia per un amico di una vita, oggi lontano. L’immagine di Andrea davanti al monitor solleva una riflessione centrale sul ruolo del giornalismo etico, in piena aderenza con i principi espressi dalla <strong>Carta di Napoli</strong>. Troppo spesso, i media tradizionali tendono a categorizzare le persone anziane come soggetti passivi o &#8220;fuori gioco&#8221;, dimenticando che le istanze affettive, i desideri e la necessità di mantenere saldi i legami interpersonali non subiscono alcuna contrazione con il passare degli anni. La narrazione prosegue nei viali di un parco cittadino. Andrea cammina da solo, pensieroso, portando con sé il peso di un’assenza che la routine quotidiana non riesce a colmare. Poco dopo lo ritroviamo seduto su una panchina con un libro aperto tra le mani. Accanto a lui, su un’altra panchina, un gruppo di coetanei parla, ride e condivide il tempo presente. In questo contrasto visivo si annida uno degli stereotipi più subdoli legati all’ageismo: l’idea che la solitudine nella terza età sia un destino ineluttabile, una condizione biologica da accettare con rassegnata passività. Il racconto giornalistico ha invece il dovere di evidenziare come l’isolamento non sia una colpa anagrafica, ma una barriera sociale che può e deve essere superata attraverso l’affermazione della dignità relazionale della persona. Il punto di svolta della vicenda narrativa si consuma proprio su quella panchina. Osservare la socialità degli altri non genera in Andrea risentimento o chiusura, ma produce una scelta impavida. Andrea decide di reagire alla propria solitudine, prendendo una decisione che ribalta uno dei pregiudizi più radicati sulle persone longeve: quello della staticità e dell’immobilità. Nell’immaginario comune, l’anziano viene frequentemente rappresentato all’interno di confini geografici e domestici ristretti. Si ipotizza che la capacità di progettare un cambiamento, di intraprendere un viaggio o di mettersi in gioco appartenga esclusivamente alle generazioni più giovani. Nel video, la scelta di Andrea di raggiungere l’aeroporto e salire su un volo diretto all’altro capo del mondo per ricongiungersi con il suo amico dimostra l’esatto contrario. La mobilità fisica diventa la prosecuzione naturale di una mobilità interiore. Il viaggio continentale non è un atto di incoscienza, ma l&#8217;esercizio consapevole di un diritto: il diritto di tutelare i propri affetti e di continuare a essere protagonisti della propria esistenza. Promuovere una nuova cultura della longevità significa anche scegliere con cura le parole e le immagini con cui raccontarla. Il reportage si astiene da qualsiasi forma di pietismo o di infantilizzazione. Non ci sono &#8220;nonnini da compatire&#8221;, ma cittadini che esprimono determinazione, autonomia e capacita d&#8217;azione. L’incontro tra Andrea e il suo amico ritrova quella simmetria relazionale che la distanza rischiava di cancellare. Il ricongiungimento non rappresenta soltanto la conclusione di una vicenda individuale, ma offre allo spettatore e al lettore uno spunto di riflessione più ampio sulla tenuta dei legami sociali in una società complessa. Le persone over 65 non sono reperti di un tempo passato o mere cifre nell&#8217;ambito dei bilanci assistenziali. Sono portatrici di un capitale umano, etico ed esperienziale che costituisce una risorsa insostituibile per l&#8217;intera collettività. Il valore de <em>&#8220;L’Eredità Invisibile&#8221;</em> risiede nella sua capacità di mostrare come la longevità possa e debba essere narrata come un percorso in continua evoluzione. Quando l’informazione riesce a staccarsi dai cliché legati al declino per mettere in luce il coraggio, la tenacia emotiva e la volontà di inclusione, assolve alla sua funzione sociale più alta.  Scrivere di persone come Andrea significa difendere una visione della società in cui l’età non costituisce un limite al diritto di scegliere, di viaggiare e di amare. Il tempo che passa non toglie significato alla vita; se raccontato con rispetto, trasparenza e rigore etico, continua ad aggiungere valore al nostro futuro comune.</p>



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		<title>Grumo Nevano, i diritti oltre le barriere, al Teatro Sole il cuore pulsante dell&#8217;inclusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Tramontano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:17:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>GRUMO NEVANO – Non è stato solo un convegno, ma un manifesto sociale quello andato in scena oggi, 4 maggio, presso il Teatro Sole del Complesso di Santa Caterina. Sotto il titolo evocativo “Guardateci negli Occhi &#8211; Tutela dei Diritti e Disabilita&#8217;”, istituzioni, esperti e cittadini si sono riuniti per ridisegnare il perimetro dei diritti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/05/04/grumo-nevano-i-diritti-oltre-le-barriere-al-teatro-sole-il-cuore-pulsante-dellinclusione/">Grumo Nevano, i diritti oltre le barriere, al Teatro Sole il cuore pulsante dell&#8217;inclusione</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>GRUMO NEVANO </strong>– Non è stato solo un convegno, ma un manifesto sociale quello andato in scena oggi, 4 maggio, presso il Teatro Sole del <strong>Complesso di Santa Caterina</strong>. Sotto il titolo evocativo “<strong>Guardateci negli Occhi &#8211; Tutela dei Diritti e Disabilita&#8217;</strong>”, istituzioni, esperti e cittadini si sono riuniti per ridisegnare il perimetro dei diritti e dell’autonomia delle persone con disabilità. Dopo le presentazioni del Giornalista <strong>Giuseppe Maiello</strong> e della Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;<strong>Guardateci negli occhi</strong>&#8221; <strong>Marilena Pezzullo</strong>, ad aprire il cuore del dibattito tecnico è stato il <strong>Prof. Francesco Vaia</strong>, Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Il suo intervento ha trasformato le fredde statistiche Istat in una fotografia sociale urgente: in Italia sono circa <strong>3,1 milioni</strong> le persone con disabilità, una realtà che tocca direttamente quasi <strong>10 milioni di cittadini</strong> se si considera il nucleo familiare. Vaia ha sottolineato come la visione debba spostarsi verso la costruzione di un welfare unitario che metta al centro il &#8220;progetto di vita&#8221; della persona, superando la storica separazione tra assistenza sanitaria e sociale. Particolarmente toccante e concreto l’intervento di <strong>Luca Trapanese</strong>, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania. Presentando il suo libro <em>&#8220;Storia di una famiglia imperfetta&#8221;</em>, Trapanese ha portato l&#8217;assemblea dal piano legislativo a quello operativo. Il focus si è stretto sulle difficoltà quotidiane nel mondo del lavoro e, soprattutto, nelle scuole. Trapanese ha lanciato un monito chiaro: non basta accogliere, bisogna saper gestire. È emersa con forza la necessità di avere personale formato e operativo stabilmente negli istituti scolastici per rispondere alle crescenti e legittime richieste dei genitori, evitando che l&#8217;inclusione resti solo una parola sulla carta mentre le famiglie restano sole a gestire l&#8217;emergenza. Il successo del confronto è stato garantito dalla conduzione magistrale di <strong>Giuseppe Maiello</strong>, che nel ruolo di moderatore ha saputo agire come un vero e proprio &#8220;Direttore d&#8217;Orchestra&#8221;, armonizzando i tempi tecnici con le emozioni dei racconti personali. Un ringraziamento speciale va alla <strong>Avv. Marilena Pezzullo</strong>, Presidente dell’associazione <em>&#8220;Guardateci negli Occhi&#8221;</em>, per aver promosso un evento che ha ribadito come la disabilità sia vita e non semplice assistenza e che ha saputo creare, con il contributo anche delle famiglie, una rete di solidarietà che scavalca i confini comunali, offrendo risposte concrete dove spesso le istituzioni faticano ad arrivare. La vera forza dell&#8217;associazione risiede nella ricerca instancabile di soluzioni mirate esclusivamente al benessere dei figli, trasformando il dolore e le difficoltà in energia propositiva per costruire percorsi di autonomia reale. Un plauso va anche a <strong>Colomba Sannino</strong> e <strong>Daniela Costanzo</strong> per il prezioso contributo e la partecipazione attiva alla riuscita di questa giornata di civiltà. L&#8217;incontro ha visto la partecipazione attiva di studenti e cittadini, confermando la centralità del tema per il futuro del territorio campano e nazionale. Tra i presenti anche il Garante dei Diritti Persone con Disabilita&#8217; del &#8220;<strong>Comune di Sant&#8217;Antimo</strong>&#8221; <strong>Avv. Raffaele Romano</strong>. L&#8217;evento ha confermato che il cammino verso l&#8217;inclusione richiede passi decisi: se solo il 32% delle scuole italiane è oggi privo di barriere fisiche, giornate come questa servono a ricordare che le barriere più alte da abbattere sono quelle dell&#8217;indifferenza.</p>



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		<title>Oltre la 104 “La Nuova Legge 106 e lo Scudo per i Lavoratori Fragili”</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/01/19/oltre-la-104-la-nuova-legge-106-e-lo-scudo-per-i-lavoratori-fragili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Tramontano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 17:54:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per decenni, la Legge 104 è stata il punto cardine della disabilità in Italia. Ma cosa succede quando la malattia non è solo un &#8220;certificato&#8221;, ma una corsa contro il tempo tra chemioterapie, esami diagnostici e la preoccupazione di perdere il proprio posto nel mondo del lavoro? La risposta arriva con la nuova Legge 18 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/19/oltre-la-104-la-nuova-legge-106-e-lo-scudo-per-i-lavoratori-fragili/">Oltre la 104 “La Nuova Legge 106 e lo Scudo per i Lavoratori Fragili”</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per decenni, la Legge 104 è stata il punto cardine della disabilità in Italia. Ma cosa succede quando la malattia non è solo un &#8220;certificato&#8221;, ma una corsa contro il tempo tra chemioterapie, esami diagnostici e la preoccupazione di perdere il proprio posto nel mondo del lavoro? La risposta arriva con la nuova <strong>Legge 18 luglio 2025, n. 106</strong>, un provvedimento che non sostituisce la storica 104, ma le cuce addosso un &#8220;abito su misura&#8221; per le nuove sfide della medicina moderna. La novità che sta facendo discutere è il cosiddetto <strong>&#8220;Bonus Ore per la Vita&#8221;</strong>. La Legge 106 introduce <strong>10 ore annue di permessi retribuiti aggiuntivi</strong>, specificamente destinati a visite mediche, esami strumentali e terapie frequenti. Non sono semplici ore di assenza; sono una boccata d&#8217;ossigeno per chi, fino a ieri, doveva toccare le proprie ferie o i permessi della 104 (spesso usati per assistere altri) per sottoporsi ai propri controlli. Questa misura copre non solo il lavoratore affetto da patologie croniche o oncologiche, ma si estende con sensibilità anche ai genitori di figli minori nelle stesse condizioni, creando un ponte di solidarietà familiare mai così esplicito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse l’aspetto più rivoluzionario e &#8220;umano&#8221; della normativa è la tutela del posto di lavoro nelle fasi acute della malattia. La Legge 106 introduce la possibilità di un “<strong>Congedo non retribuito fino a 24 mesi</strong>” per cure mediche. Il lavoratore può ora scegliere di fermarsi, curarsi e sapere che la sua scrivania lo aspetta. Ma c’è di più: al rientro, la legge garantisce una corsia preferenziale per lo Smart Working. Non è solo un favore logistico, ma un riconoscimento del fatto che il ritorno alla produttività deve essere graduale, rispettando un corpo che ha combattuto una battaglia. La Legge 106 apre uno squarcio di giustizia anche per i <strong>lavoratori autonomi</strong>. I professionisti iscritti alla gestione separata INPS potranno ora beneficiare della <strong>sospensione dell&#8217;attività per un periodo fino a 300 giorni</strong> in caso di gravi patologie, senza perdere i diritti acquisiti e con tutele che iniziano finalmente a somigliare a quelle dei colleghi dipendenti. La Legge 106 ci ricorda che la fragilità non è una colpa, e che il lavoro deve essere un luogo di realizzazione, non una condanna per chi sta lottando per la propria salute.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/01/19/oltre-la-104-la-nuova-legge-106-e-lo-scudo-per-i-lavoratori-fragili/">Oltre la 104 “La Nuova Legge 106 e lo Scudo per i Lavoratori Fragili”</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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		<title>“Ciro &#038; Carmela” quando l’amore parla napoletano e abbatte le barriere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Tramontano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 12:31:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli – Martedì 13 gennaio 2026, alle ore 19, il Teatro Trianon Viviani di Napoli ospiterà lo spettacolo “Ciro &#38; Carmela”, una rilettura originale e inclusiva del mito di Romeo e Giulietta, proposta dalla compagnia teatrale ORBOMU e promossa dall’Associazione La Scintilla ONLUS. Attraverso un linguaggio semplice, poetico e profondamente umano, lo spettacolo sostituisce i [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Napoli – Martedì 13 gennaio 2026, alle ore 19, il <strong>Teatro Trianon Viviani</strong> di Napoli ospiterà lo spettacolo <strong>“Ciro &amp; Carmela”</strong>, una rilettura originale e inclusiva del mito di <em>Romeo e Giulietta</em>, proposta dalla <strong>compagnia teatrale ORBOMU</strong> e promossa dall’<strong>Associazione La Scintilla ONLUS</strong>. Attraverso un linguaggio semplice, poetico e profondamente umano, lo spettacolo sostituisce i protagonisti shakespeariani con <strong>Ciro e Carmela</strong>, dando vita a una storia d’amore che parla di emozioni autentiche, fragilità, sogni e diritto alla felicità. Una messa in scena che valorizza il teatro come strumento di espressione, inclusione e abbattimento dei pregiudizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da anni <strong>La Scintilla ONLUS – I colori della disabilità</strong> opera sul territorio napoletano per promuovere cultura, autonomia e partecipazione attiva delle persone con disabilità, dimostrando come l’arte possa diventare spazio di incontro e crescita collettiva. L’evento si terrà presso il <strong>Teatro Trianon Viviani</strong>, in <strong>Piazza Vincenzo Calenda 9, Napoli</strong>. Un appuntamento da non perdere, dove il teatro diventa voce, emozione e possibilità.</p>



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