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	<title>Educazione - Parlami</title>
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	<title>Educazione - Parlami</title>
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		<title>Bullismo a scuola, cambiare metodo è possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 17:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di bullismo significa spesso concentrarsi sugli episodi più gravi e sulle sanzioni da applicare. Ma esiste un’altra strada, più lenta e meno visibile, che punta alla prevenzione e alla crescita collettiva. È questo il messaggio emerso a Torre del Greco durante l’evento “Contro il bullismo noi… Musica&#38;Core”, promosso da UNICEF con il coinvolgimento dell’ICS [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Parlare di bullismo significa spesso concentrarsi sugli episodi più gravi e sulle sanzioni da applicare. Ma esiste un’altra strada, più lenta e meno visibile, che punta alla prevenzione e alla crescita collettiva. È questo il messaggio emerso a Torre del Greco durante l’evento “Contro il bullismo noi… Musica&amp;Core”, promosso da UNICEF con il coinvolgimento dell’ICS “Giampietro-Romano” e il patrocinio dell’amministrazione comunale. Un momento di confronto pensato per i più piccoli, ma capace di lanciare un segnale chiaro anche agli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A intervenire è stato Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti, che ha messo in discussione l’impostazione dominante delle politiche contro il bullismo e il cyberbullismo. Secondo De Carolis, l’attenzione eccessiva alle punizioni rischia di non incidere sulle cause profonde del problema. Il bullismo, infatti, non si combatte solo reprimendo, ma costruendo contesti educativi capaci di prevenire l’insorgere di comportamenti aggressivi. Questo significa investire in percorsi continuativi, non limitarsi a iniziative isolate o giornate simboliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La complessità del fenomeno aumenta ulteriormente con l’uso dei social e degli strumenti digitali, spesso difficili da controllare anche per gli adulti. In questo scenario, l’educazione deve tornare a essere centrale, affiancando l’istruzione in modo strutturale. Non si tratta di un investimento semplice, perché richiede risorse, tempo e competenze specifiche, ma è una scelta imprescindibile se si vuole agire davvero sul futuro delle nuove generazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Percorsi educativi e verifica dei risultati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale, è la valutazione dell’efficacia delle attività messe in campo. De Carolis ha evidenziato la necessità di definire obiettivi misurabili all’inizio e alla fine di ogni progetto contro il bullismo. Solo così è possibile capire cosa funziona davvero e orientare in modo più consapevole gli investimenti pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il gioco da tavolo assume un ruolo educativo di primo piano. Grazie alla sua struttura orizzontale, il gioco favorisce l’ascolto, il rispetto delle regole e la gestione del conflitto. Utilizzato in modo guidato, diventa uno strumento potente per sviluppare empatia e cooperazione, creando spazi sicuri in cui i ragazzi possono sperimentare relazioni positive. Un approccio concreto che dimostra come il contrasto al bullismo possa partire anche da strumenti semplici, ma profondamente educativi.</p>
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		<title>Paestum Form, formazione e inclusione al centro del Cilento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 21:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto educativo pensato per i giovani e le famiglie Capaccio Paestum accoglie una nuova realtà dedicata alla crescita culturale e professionale delle nuove generazioni. Con l’inaugurazione prevista per sabato 17 gennaio alle 18.30, in via Ponte Barizzo 317, nasce Paestum Form, un polo formativo che punta a diventare un riferimento stabile per il Cilento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un progetto educativo pensato per i giovani e le famiglie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Capaccio Paestum accoglie una nuova realtà dedicata alla crescita culturale e professionale delle nuove generazioni. Con l’inaugurazione prevista per sabato 17 gennaio alle 18.30, in via Ponte Barizzo 317, nasce Paestum Form, un polo formativo che punta a diventare un riferimento stabile per il Cilento e la Piana del Sele. L’iniziativa nasce dall’incontro tra l’esperienza di Attilio Cernelli, figura storica della formazione campana, e la visione di Emilio Junior Gatto, con l’obiettivo di offrire percorsi educativi innovativi, inclusivi e orientati al lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un territorio segnato da difficoltà occupazionali e da un accesso spesso frammentato alla formazione qualificata, Paestum Form si propone come risposta concreta ai bisogni dei giovani e delle famiglie. Il progetto mette al centro la persona, valorizzando le competenze individuali e accompagnando ciascun percorso di crescita con strumenti moderni e metodologie didattiche attente alle reali esigenze del mercato del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il nostro obiettivo è offrire opportunità concrete a chi vuole costruire il proprio futuro senza dover lasciare il territorio», spiegano i fondatori, sottolineando l’importanza di creare un ambiente educativo accogliente e aperto, capace di stimolare talento, motivazione e partecipazione attiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una rete educativa per lo sviluppo locale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Paestum Form non si limita a offrire corsi di formazione, ma ambisce a diventare un vero hub educativo, integrando didattica, orientamento e supporto allo studio. Un’attenzione particolare è rivolta al contrasto della dispersione scolastica, una delle principali criticità dell’area, attraverso percorsi di accompagnamento personalizzati e un dialogo costante con famiglie e istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il polo formativo guarda anche al mondo della scuola e del lavoro, proponendo percorsi di aggiornamento per docenti e collaborazioni con enti, istituzioni e realtà produttive locali. Una visione condivisa che mira a rafforzare il capitale umano e a costruire opportunità durature per il territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’evento inaugurale parteciperanno rappresentanti istituzionali e della società civile, a conferma del valore collettivo dell’iniziativa. Un plauso arriva anche da Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo, che riconosce in Paestum Form un esempio concreto di progettualità strutturata e orientata allo sviluppo sociale del Sud.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paestum Form si presenta così come una scommessa sul futuro, capace di coniugare formazione, inclusione e sviluppo locale in un’unica visione condivisa.</p>
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		<title>Deus Ex Plastica: la plastica raccontata ai giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno spettacolo che rompe i pregiudiziParlare di plastica senza slogan e semplificazioni è possibile, soprattutto se lo si fa attraverso il teatro. Deus Ex Plastica nasce proprio con questo obiettivo: coinvolgere i giovani in una riflessione critica e informata su uno dei materiali più discussi del nostro tempo. Lo spettacolo, itinerante nei teatri italiani, ha [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno spettacolo che rompe i pregiudizi</strong><br>Parlare di plastica senza slogan e semplificazioni è possibile, soprattutto se lo si fa attraverso il teatro. <em>Deus Ex Plastica</em> nasce proprio con questo obiettivo: coinvolgere i giovani in una riflessione critica e informata su uno dei materiali più discussi del nostro tempo. Lo spettacolo, itinerante nei teatri italiani, ha scelto il linguaggio della commedia interattiva per affrontare temi complessi come sostenibilità, raccolta differenziata ed economia circolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso un’intelligenza artificiale che guida il pubblico in un viaggio nel tempo, lo spettacolo mette in scena i paradossi di un mondo che sogna di essere “plastic free” senza interrogarsi davvero sulle alternative. Quiz, momenti di dialogo e ironia rendono l’esperienza coinvolgente e accessibile, stimolando domande fondamentali: chi è davvero responsabile dell’impatto ambientale? È possibile cambiare senza rinunciare al benessere?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Educazione, imprese e futuro condiviso</strong><br>A sostenere il progetto è Alpla Italia, con il supporto di una rete di aziende della filiera della plastica. Come spiega il CEO Tiziano Andreini, l’intento è dimostrare che la plastica può continuare a essere utile riducendone l’impatto ambientale. In un solo anno, <em>Deus Ex Plastica</em> ha toccato 17 città e coinvolto oltre 7mila studenti, confermandosi come un esempio virtuoso di collaborazione tra scuole, imprese e territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo dell’iniziativa apre la strada a nuovi appuntamenti nel 2026, con l’obiettivo di continuare a diffondere conoscenza, superare pregiudizi e costruire una cultura della sostenibilità basata su dati, responsabilità e partecipazione.</p>
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		<title>Oplontis raccontata dai giovani con il linguaggio digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 20:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla connessione all’uso consapevole del digitale Essere sempre connessi non significa possedere competenze digitali reali. È da questa consapevolezza che prende forma “Cittadini di Oplontis e Narratori Digitali”, il progetto avviato a Torre Annunziata che coinvolge studenti e studentesse del Liceo “Pitagora – Croce” in un percorso di formazione avanzata sul racconto del territorio. I [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla connessione all’uso consapevole del digitale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere sempre connessi non significa possedere competenze digitali reali. È da questa consapevolezza che prende forma “Cittadini di Oplontis e Narratori Digitali”, il progetto avviato a Torre Annunziata che coinvolge studenti e studentesse del Liceo “Pitagora – Croce” in un percorso di formazione avanzata sul racconto del territorio. I dati europei parlano chiaro: l’Italia resta indietro nelle competenze digitali di base, soprattutto tra i giovani, che spesso utilizzano dispositivi e piattaforme senza una reale padronanza professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, presentato il 12 dicembre con oltre 110 studenti, intercetta anche un disagio più profondo: la difficoltà dei ragazzi a immaginare un futuro nel proprio territorio. Durante le attività iniziali, molti hanno espresso il desiderio di andare via, segno di una frattura tra identità locale e prospettive di crescita. “Cittadini di Oplontis e Narratori Digitali” prova a ricucire questo legame, mostrando come il digitale possa essere strumento di cittadinanza attiva, lavoro culturale e valorizzazione delle radici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso laboratori di storytelling, fotografia, videomaking, illustrazione digitale, tecniche teatrali e oratoria, i partecipanti imparano a costruire contenuti contemporanei, capaci di dialogare con il pubblico e con le istituzioni. L’esperienza è arricchita da un forte focus sulla sostenibilità ambientale e sul patrimonio vesuviano, con particolare attenzione al sito archeologico di Oplontis.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Peer education e comunità: un racconto che genera futuro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi più innovativi del progetto è la peer education: i ragazzi non sono semplici destinatari, ma diventano formatori e facilitatori per i coetanei e per la comunità locale. Un modello che rafforza il senso di responsabilità e restituisce centralità alla scuola come presidio culturale. «Vogliamo collegare il passato glorioso di Oplontis al futuro rappresentato dai giovani», afferma Anna Cozzolino, presidente di Storie Campane APS, capofila del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso culminerà nel “Weekend Oplontis”, durante il quale gli studenti guideranno visite gratuite al Parco Archeologico, presenteranno i contenuti multimediali prodotti e animeranno il sito con performance e momenti di condivisione. Un’occasione concreta per mettere in pratica le competenze acquisite e restituire valore al territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cofinanziato dalla Regione Campania e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il progetto coinvolge una rete di realtà associative e istituzionali, dimostrando come il digitale, se usato in modo consapevole, possa diventare leva di sviluppo culturale, civico e professionale.</p>
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		<title>Premio Piccolo Galileo 2025: quando i libri aiutano i ragazzi a prendersi cura del proprio sguardo sul mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Caiazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Storie di scienza, natura e meraviglia che parlano ai giovani lettori con un linguaggio autentico Ci sono libri che non si limitano a raccontare qualcosa: insegnano a guardare. La quarta edizione del Premio Piccolo Galileo 2025 ha premiato tre opere che riescono a fare esattamente questo: educare alla meraviglia. In un tempo in cui i [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Storie di scienza, natura e meraviglia che parlano ai giovani lettori con un linguaggio autentico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono libri che non si limitano a raccontare qualcosa: insegnano a guardare. La quarta edizione del <strong>Premio Piccolo Galileo 2025</strong> ha premiato tre opere che riescono a fare esattamente questo: educare alla meraviglia. In un tempo in cui i ragazzi vivono immersi tra smartphone e connessioni continue, iniziative come questa hanno un valore immenso. Il Premio nasce infatti per stimolare una relazione più profonda con la scienza, intesa non come un insieme di nozioni, ma come un modo di abitare il mondo con curiosità e rispetto. Le <strong>122 opere candidate</strong> ne sono una testimonianza concreta: tanti autori, editori e illustratori hanno deciso di parlare ai giovani con linguaggi contemporanei, poetici, visivi, accessibili .</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vincitori di quest’anno sono tre libri che hanno saputo farsi strada nel cuore delle giurie: <strong>“Crac”</strong>, che mostra come anche i piccoli dettagli dell’ambiente possano raccontare grandi verità; <strong>“Il limite del mondo”</strong>, una storia che insegna a misurare le proprie paure e il proprio coraggio; e <strong>“Sistemi nascosti”</strong>, opera internazionale che ricorda quanto tutto sia connesso, anche ciò che non vediamo. Accanto a loro, una menzione speciale ha premiato <strong>“Simbiosi”</strong>, un inno illustrato alla cooperazione naturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ciò che rende davvero speciale questo Premio è il suo pubblico: <strong>30 ragazzi e ragazze</strong>, che hanno letto, discusso, scelto. In un mondo in cui spesso non viene concessa loro voce, qui sono loro i protagonisti. Le votazioni, le presentazioni dal vivo, l’incontro con gli autori e i laboratori museali hanno dato vita a una giornata in cui il confine tra scienza, emozione e racconto è diventato una linea sottile che tutti hanno attraversato insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Storie che diventano bussole per crescere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Premio Piccolo Galileo 2025</strong> dimostra che la scienza non è solo un insieme di risposte, ma un viaggio che ogni giovane lettore può intraprendere seguendo il ritmo della propria sensibilità. Per le scuole partecipanti, l’iniziativa è stata un’occasione preziosa per accompagnare i bambini in una scoperta che unisce conoscenza e emozione. Le visite al Museo di Storia Naturale e i laboratori organizzati per le classi dell’hinterland milanese hanno reso tangibile ciò che spesso si studia sui libri: che la natura è un intreccio di relazioni e che ogni elemento, per quanto piccolo, ha una storia da raccontare .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le opere premiate quest’anno hanno una caratteristica comune: invitano a rallentare. A osservare. A farsi domande. “Crac” parla del fragile equilibrio degli ecosistemi; “Il limite del mondo” mette in scena il rapporto tra immaginazione e realtà; “Sistemi nascosti” celebra la complessità invisibile delle cose. “Simbiosi”, con la sua menzione speciale, ricorda che nulla in natura vive da solo. È questo il messaggio più potente che arriva dall’edizione 2025: siamo parte di un sistema, e prenderci cura di ciò che ci circonda significa prenderci cura anche di noi stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore del Premio, <strong>Alessio Scaboro</strong>, parla di un futuro promettente per la divulgazione scientifica italiana. Crescono le case editrici interessate, aumentano i giovani autori, e soprattutto aumenta il desiderio di raccontare la scienza in modo umano, accessibile e poetico. Il Premio Piccolo Galileo si conferma così un luogo in cui i giovani possono trovare storie che diventano bussole: strumenti per orientarsi, per conoscersi, per immaginare il domani con meraviglia.</p>
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