<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Logopedista - Parlami</title>
	<atom:link href="https://www.parlami.eu/tag/logopedista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.parlami.eu/tag/logopedista/</link>
	<description>Notizie. Storie. Persone.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Apr 2026 17:43:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/cropped-favicon-parlami-32x32.png</url>
	<title>Logopedista - Parlami</title>
	<link>https://www.parlami.eu/tag/logopedista/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La parola come regalo</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/03/la-parola-come-regalo/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/04/03/la-parola-come-regalo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Amoroso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[Logopedista]]></category>
		<category><![CDATA[Parola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=15567</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il linguaggio non nasce da solo. Non è un interruttore che si accende un giorno. Si costruisce ogni volta che un adulto si avvicina a un bambino e gli parla — davvero, senza storpiare le parole, senza vocine. Il bambino impara quello che sente. Se sente &#8220;pappù&#8221;, impara &#8220;pappù&#8221;. E poi dovrà disimpararlo. In venticinque [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/03/la-parola-come-regalo/">La parola come regalo</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il linguaggio non nasce da solo. Non è un interruttore che si accende un giorno. Si costruisce ogni volta che un adulto si avvicina a un bambino e gli parla — davvero, senza storpiare le parole, senza vocine. Il bambino impara quello che sente. Se sente &#8220;pappù&#8221;, impara &#8220;pappù&#8221;. E poi dovrà disimpararlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In venticinque anni di lavoro ho visto la differenza tra famiglie che parlano, raccontano, nominano, leggono — e famiglie che aspettano. Nelle prime, i bambini trovano quasi sempre la strada.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Nominate tutto, sempre</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre lo cambiate, mentre cucinate, mentre camminate. &#8220;Questo è il cucchiaio. La giacca. Il gatto.&#8221; Parole semplici, dette bene, collegate agli oggetti reali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Aggiungete, non correggete</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Lui dice &#8220;palla&#8221;? Voi dite &#8220;palla rossa&#8221;. Lui dice &#8220;pappa&#8221;? Voi dite &#8220;pappa buona&#8221;. Non lo state correggendo: lo state portando un gradino più in alto, senza che se ne accorga.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Leggete</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un libro illustrato, per un bambino che ancora non parla, non è narrativa: è un catalogo del mondo. Indicate, nominate, descrivete. Non importa se non risponde. Ascolta, guarda, collega.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Usate la merenda come leva</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Mettete sul tavolo una cosa che gli piace e una che non gradisce, fuori dalla sua portata. Nominate entrambe e aspettate. Chi vuole qualcosa, se non riesce a prenderla, trova il modo di chiederla. Anche solo con un suono. Quella piccola richiesta vale oro.</p>



<h4 class="wp-block-heading">A tavola si mangia, non si interroga</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se indica il pane, dite voi &#8220;il pane&#8221; e dategliene. Forzarlo a ripetere mentre ha fame produce solo frustrazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Non dimenticate i rituali</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per favore, grazie, buonanotte. Non sono solo buona educazione — sono le prime parole che il bambino impara perché le vive ogni giorno, dentro una routine rassicurante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se qualcosa non convince, se le tappe tardano: non aspettate. Una consulenza logopedica precoce non significa necessariamente che c&#8217;è un problema. Significa capire come muoversi. E farlo prima fa tutta la differenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/03/la-parola-come-regalo/">La parola come regalo</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/04/03/la-parola-come-regalo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio al ciuccio: come affrontare il distacco senza traumi</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/03/02/addio-al-ciuccio-come-affrontare-il-distacco-senza-traumi/</link>
					<comments>https://www.parlami.eu/2026/03/02/addio-al-ciuccio-come-affrontare-il-distacco-senza-traumi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Amoroso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Addio al ciuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Ciuccio]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Distacco]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Logopedista]]></category>
		<category><![CDATA[Nanna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parlami.eu/?p=15272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il consiglio della logopedista: strategie ed empatia per la salute e lo sviluppo armonico del bambino Togliere il ciuccio rappresenta una delle tappe più delicate e discusse nella crescita di un bambino. Spesso vissuto con comprensibile ansia dai genitori, questo momento non è solo un cambiamento di abitudini, ma un passaggio fondamentale per lo sviluppo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/03/02/addio-al-ciuccio-come-affrontare-il-distacco-senza-traumi/">Addio al ciuccio: come affrontare il distacco senza traumi</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Il consiglio della logopedista: strategie ed empatia per la salute e lo sviluppo armonico del bambino</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Togliere il ciuccio rappresenta una delle tappe più delicate e discusse nella crescita di un bambino. Spesso vissuto con comprensibile ansia dai genitori, questo momento non è solo un cambiamento di abitudini, ma un passaggio fondamentale per lo sviluppo armonico della bocca e del linguaggio.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Perché intervenire è necessario?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">L’uso prolungato del ciuccio — in particolare oltre i 24-30 mesi — può influenzare negativamente la conformazione del palato e la posizione dei denti. Come logopedista, il mio obiettivo è spiegare alle famiglie che una suzione non nutritiva protratta nel tempo incide sulla corretta articolazione dei suoni, con possibili ripercussioni anche sul sorriso e sulla postura del piccolo.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Una strategia basata sull’empatia</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per un distacco sereno, non servono decisioni brusche o drastiche. La chiave del successo risiede in una strategia che unisca coerenza ed empatia. È necessario iniziare a ridurre l’uso del ciuccio a partire dai due anni, con l’obiettivo di interromperlo definitivamente entro i tre anni di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segreto è preparare emotivamente il bambino, allenando la sua capacità di gestire la frustrazione del distacco. Possiamo farlo attraverso piccoli esercizi quotidiani, utilizzando altri oggetti a cui è affezionato: &#8220;L&#8217;orsetto è rimasto dalla nonna, ma non preoccuparti, domani lo rivedrai&#8221;. Questo aiuta il piccolo a capire che una separazione momentanea non è una perdita definitiva.</p>



<h5 class="wp-block-heading">IL DECALOGO DEL DISTACCO: I CONSIGLI PRATICI</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per accompagnare i genitori in questo percorso, ecco i suggerimenti che propongo abitualmente durante la mia pratica professionale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li> <strong>Scegliere il momento giusto</strong>: Individuate un periodo di relativa calma, preferibilmente un weekend, evitando la concomitanza con grandi cambiamenti come l&#8217;inserimento alla scuola materna, l’arrivo di un fratellino o un trasloco.</li>



<li><strong>Avvio graduale</strong>: Iniziate a togliere il ciuccio in situazioni di &#8220;zero stress&#8221;, ad esempio mentre il bambino gioca felice in casa. Piccoli stratagemmi, come dire che il ciuccio è stato dimenticato, possono aiutare a testare la sua resistenza.</li>



<li><strong>Limitare l’uso alla nanna</strong>: L’obiettivo intermedio è usarlo esclusivamente per addormentarsi. Una volta che il bambino dorme profondamente, è bene rimuoverlo delicatamente dalla bocca o dalla culla.</li>



<li><strong>Il trucco dell’incisione</strong>: Se il distacco risulta molto difficile, si può praticare una piccola incisione verticale sulla tettarella. La suzione diventerà meno soddisfacente e potrete spiegare al bambino che, essendo cresciuto, i suoi dentini sono diventati così forti da aver &#8220;rovinato&#8221; il ciuccio.</li>



<li><strong>Rituali e magia</strong>: Restate vicini al bambino nei momenti critici. Un’ottima idea è celebrare il traguardo &#8220;donando&#8221; il ciuccio a un personaggio fantastico, come la Fatina dei dentini o Babbo Natale, segnando così il suo ingresso nel mondo dei &#8220;grandi&#8221;.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/03/02/addio-al-ciuccio-come-affrontare-il-distacco-senza-traumi/">Addio al ciuccio: come affrontare il distacco senza traumi</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.parlami.eu/2026/03/02/addio-al-ciuccio-come-affrontare-il-distacco-senza-traumi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
