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	<title>Teatro - Parlami</title>
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	<description>Notizie. Storie. Persone.</description>
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	<title>Teatro - Parlami</title>
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		<title>Il Teatro Sannazaro, dopo l&#8217;incendio, avvierà la nuova stagione al Teatro Mediterraneo di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clelia Moscariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Teatro Sannazaro sta ripartendo: in attesa della ricostruzione definitiva della &#8220;bomboniera di Chiaia&#8221;, la sua nuova stagione 2026/2027 si svolgerà al Teatro Mediterraneo della Mostra d&#8217;Oltremare a Napoli. Il Teatro Sannazaro è pronto a riprendere le attività. In attesa della completa ristrutturazione della &#8220;bomboniera di Chiaia&#8221;, la stagione 2026/2027 si terrà al Teatro Mediterraneo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/07/03/il-teatro-sannazaro-dopo-lincendio-avviera-la-nuova-stagione-al-teatro-mediterraneo-di-napoli/">Il Teatro Sannazaro, dopo l&#8217;incendio, avvierà la nuova stagione al Teatro Mediterraneo di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Il Teatro Sannazaro sta ripartendo: in attesa della ricostruzione definitiva della &#8220;bomboniera di Chiaia&#8221;, la sua nuova stagione 2026/2027 si svolgerà al Teatro Mediterraneo della Mostra d&#8217;Oltremare a Napoli.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Teatro Sannazaro è pronto a riprendere le attività. In attesa della completa ristrutturazione della &#8220;bomboniera di Chiaia&#8221;, la stagione 2026/2027 si terrà al Teatro Mediterraneo presso la Mostra d&#8217;Oltremare a Napoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo per la stagione 2026/2027 del Teatro Sannazaro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo è stato raggiunto con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l’assessora <strong>Teresa Armato</strong>, e i rappresentanti della <a href="https://mostradoltremare.it/" id="https://mostradoltremare.it/"><strong>Mostra d&#8217;Oltremare</strong> </a>e del Teatro Sannazaro, tutti uniti per garantire che il patrimonio artistico, culturale e occupazionale sia mantenuto fino al termine dei lavori di ricostruzione del teatro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intesa potrebbe essere estesa, se necessario. Il sindaco Manfredi ha sottolineato come sin dall&#8217;inizio il <strong>Teatro Mediterraneo</strong> fosse considerato la scelta più idonea per la nuova stagione del <strong><a href="https://www.parlami.eu/2025/11/10/recensione-lina-e-le-altre-al-teatro-sannazaro-di-napoli-lina-sastri-e-rosa-fresca-e-aulentissima-devota-alla-scena/" id="10176">Teatro Sannazaro</a></strong>. Ha ribadito l&#8217;importanza di riportare il teatro nella sua sede storica e l&#8217;impegno a vigilare affinché le istituzioni garantiscano la ricostruzione promessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il patto tra Mostra d’Oltremare e Teatro Sannazaro è stato presentato ufficialmente ieri mattina nella sala Italia della Mostra d&#8217;Oltremare, consentendo al prestigioso teatro di utilizzare gli spazi del Teatro Mediterraneo per <strong>la stagione 2026/2027</strong>. A seguito dell<strong>&#8216;incendio </strong>del <strong>17 febbraio</strong>, le istituzioni locali e nazionali hanno subito lavorato per garantire la continuità delle attività teatrali, cruciale per il patrimonio culturale cittadino. L&#8217;accordo è parte di una collaborazione tra il Teatro Sannazaro, il Comune di Napoli e la Mostra d’Oltremare, volto a mantenere viva una delle più importanti stagioni teatrali fino alla completa ricostruzione del teatro stesso. Il sindaco Manfredi ha affermato che il Teatro Sannazaro rappresenta una parte fondamentale della storia culturale di Napoli e ha ribadito l&#8217;importanza di interventi efficaci e impegno per non fermare le sue attività. La collaborazione raggiunta garantirà continuità a tutti i professionisti coinvolti, dagli artisti ai tecnici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La nuova programmazione ripartirà proprio da ‘Café Chantant’</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il ‘<strong><em>Café Chantant’</em></strong><em>, </em>ultimo spettacolo programmato e andato in scena nella scorsa stagione al Sannazaro prima dell’incendio<em>, </em>dal 16 al 18 ottobre riprenderà ufficialmente e simbolicamente, in segno di continuità tematica, presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d&#8217;Oltremare, uno dei due luoghi destinati alla nuova stagione del Sannazaro. La <strong>direttrice artistica, Lara Sansone</strong>, sottolinea l&#8217;importanza di guardare al futuro mantenendo vive le proprie radici, attraverso un cartellone coinvolgente con molti artisti. In totale, saranno presentati <strong>33 spettacoli</strong> <strong>in due sale</strong>. L&#8217;accordo per l&#8217;uso del Teatro Mediterraneo è stato raggiunto in tempi rapidi. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha evidenziato la necessità di assicurare la nuova stagione anche per accedere ai contributi ministeriali, mentre Maria Caputo, consigliera delegata della Mostra d&#8217;Oltremare, ha sottolineato che l&#8217;evento offrirà l&#8217;opportunità di far conoscere meglio il Teatro Mediterraneo. Si prevede che tra settembre e ottobre avvenga l&#8217;acquisizione da parte del Ministero della Cultura, un passo essenziale per la ricostruzione, mentre continua l&#8217;inchiesta sull&#8217;incendio colposo dovuto a lavori per infiltrazioni. Al Teatro Mediterraneo sono programmati sette spettacoli, mentre al<strong> TIN</strong>, il <strong>Teatro Instabile </strong>situato nel cuore del decumano, si terranno 25 eventi. Dopo la morte del <strong>direttore Gianni Sallustro</strong> ad aprile, il teatro sarà rinominato TINy Sannazaro. Tra i protagonisti della stagione ci sono <strong>Carlo Buccirosso, Peppe Barra, Massimiliano Gallo, Biagio Izzo, Antonella Stefanucci, Ciro Capano, Benedetto Casillo e Leopoldo Mastelloni</strong>, che torna a Napoli fra la famiglia del Sannazaro. Nel Teatro Mediterraneo a marzo ci sarà <strong>&#8216;Masaniello</strong>&#8216;, spettacolo significativo per Mastelloni che debuttò lì come sedicenne in un concorso di voci nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il Teatro Sannazaro rappresenta un pezzo della storia culturale della nostra città. Dopo l&#8217;incendio servivano un intervento rapido ed efficace e un forte impegno per evitare che la sua attività si fermasse</em> &#8211; ha dichiarato il <strong>sindaco Gaetano Manfredi</strong> &#8211; <em>Il lavoro svolto in questi mesi ci ha consentito di raggiungere un accordo con la Mostra d&#8217;Oltremare, garantendo continuità ad artisti, tecnici, scenografi e a tutte le maestranze. Oggi diamo ufficialmente il via a questa ripartenza. Fin dall&#8217;inizio abbiamo individuato nel Teatro Mediterraneo la soluzione più adatta per ospitare la prossima stagione del Sannazaro. Resta fermo il nostro obiettivo di riportare il teatro nella sua sede storica e continueremo a sollecitare tutte le istituzioni coinvolte affinché vengano rispettati gli impegni assunti per la sua ricostruzione.</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A mostrare vicinanza è stata anche la direzione della Mostra d&#8217;Oltremare.&nbsp; <em>Fin dai primi momenti successivi all&#8217;incendio &#8211; ricorda il presidente Remo Minopoli &#8211; abbiamo manifestato la nostra disponibilità a mettere il Teatro Mediterraneo a disposizione del Sannazaro. Grazie al confronto costante con il Comune di Napoli e allo spirito di piena collaborazione che ha caratterizzato questo percorso, siamo riusciti a individuare una soluzione concreta che consentirà alla programmazione di proseguire senza interruzioni. La Mostra d&#8217;Oltremare è parte integrante della vita culturale della città e riteniamo sia nostro dovere sostenere le istituzioni che ne rappresentano il patrimonio. Siamo orgogliosi di poter contribuire, in un momento così delicato, a preservare una delle realtà teatrali più amate e rappresentative di Napoli.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;Siamo particolarmente lieti di avviare questa collaborazione con il Teatro Sannazaro dopo la vicenda che ha colpito uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina</em> – evidenzia inoltre la <strong>consigliera delegata, Maria Caputo</strong>, <em>Abbiamo trasformato un’idea in una realtà concreta, per noi era fondamentale far continuare l’attività artistica del Sannazaro e tutelare i lavoratori. Ciò garantisce anche il mantenimento dei requisiti per i contributi ministeriali,</em> ha spiegato il sindaco Gaetano Manfredi. Poi ha aggiunto: <em>Ci muoviamo su due piani. Quello a medio-lungo termine riguarda la ricostruzione… In autunno lo Stato acquisirà il sedime del teatro</em>. L’obiettivo resta chiaro: <em>Possiamo sperare anche in 4 anni dal 17 febbraio</em>. Lara Sansone e Sasà Vanorio intanto hanno lavorato duro nelle scorse settimane per dare vita al nuovo cartellone: <em>Sono commossa, per noi significa ripartire nel segno del lavoro: abbiamo artisti e maestranze eccezionali che popolano questo organismo. È vero, abbiamo perso tutto, ma andremo avanti,</em> ha detto Sansone. Vanorio ha ricordato lo sforzo della compagnia: <em>Quando le cose si vogliono e si devono fare, noi napoletani sappiamo farle presto e bene.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">La rinascita post-incendio sotto il segno della resilienza culturale </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione tra il Teatro Sannazaro, Comune di Napoli e la Mostra d’Oltremare mira a preservare una delle stagioni teatrali più importanti della città fino alla ricostruzione del Teatro Sannazaro. Il motto &#8220;<strong>Custodi di una storia, avanti nel tuo nome, due diversi palcoscenici&#8221;</strong> accompagna questa <strong>rinascita post-incendio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2024-2025 del Sannazaro rappresenta un atto di <strong>resilienza culturale</strong>. È una dichiarazione che la città non rinuncia ai suoi simboli e che la <strong>comunità teatrale napoletana</strong> può reagire e adattarsi rimanendo <strong>unita.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte immagine: Ufficio stampa</p>



<p class="wp-block-paragraph">La redazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/07/03/il-teatro-sannazaro-dopo-lincendio-avviera-la-nuova-stagione-al-teatro-mediterraneo-di-napoli/">Il Teatro Sannazaro, dopo l&#8217;incendio, avvierà la nuova stagione al Teatro Mediterraneo di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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		<title>Al via gli abbonamenti 2026/2027 del Teatro Augusteo diretto da Giuseppe e Roberta Caccavale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 09:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Buccirosso]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Ceruti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un cartellone ricco di proposte con 11 spettacoli tra commedie musicali, commedie e opere di tradizione, di cui 1 in omaggio e 2 a scelta per gli abbonati. Si conferma la linea narrativa tracciata in tutti questi anni, con titoli legati alla storia artistica e culturale della città e con quelli che hanno fatto la [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Un cartellone ricco di proposte con 11 spettacoli tra commedie musicali, commedie e opere di tradizione, di cui 1 in omaggio e 2 a scelta per gli abbonati.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Si conferma la linea narrativa tracciata in tutti questi anni, con titoli legati alla storia artistica e culturale della città e con quelli che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano, ma anche con nuove energie e giovani talenti per preservare la tradizione, puntando sulle nuove promesse e offrendo un prodotto adeguato ai tempi. Una proposta che coniuga qualità artistica, intrattenimento e tradizione per offrire al pubblico una ricca esperienza teatrale e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 6 a domenica 15 novembre</em>, “Aggiungi un posto a tavola”, la famosissima commedia musicale di <strong>Garinei</strong> e <strong>Giovannini</strong>, con <strong>Giovanni Scifoni</strong> e <strong>Lorella Cuccarini</strong> come special guest, un’edizione indimenticabile per un grande classico italiano.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 20 a domenica 29 novembre</em>, “La valigia sul letto” di <strong>Eduardo Tartaglia</strong>, che interpreta la commedia con <strong>Veronica Mazza</strong>, torna in scena per il suo 18° compleanno, garantendo divertimento ed emozioni con una storia contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In opzione per gli abbonati, a grande richiesta tornerà “C’era una volta… Scugnizzi”, <em>da venerdì 18 dicembre a domenica 10 gennaio 2027</em>. Scritto e diretto da <strong>Claudio Mattone</strong>, che cura anche testi e musiche. In scena la storia di Don Saverio, prete di strada, e un gruppo di scugnizzi napoletani che emozioneranno il pubblico con le loro voci.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 15 a domenica 24 gennaio</em>, il nuovo attesissimo spettacolo di <strong>Carlo Buccirosso</strong> intitolato “L’esorcismo di Don Tonino”, di cui cura anche la regia. Un’esilarante commedia che unisce comicità e umanità, esplorando anche tematiche profonde.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 5 a domenica 14 febbraio</em>, protagonista sarà <strong>Gianfranco Gallo</strong> con “Un turco per forza”, di cui cura anche la regia e la drammaturgia, da Nu turco napolitano di <strong>Eduardo Scarpetta</strong>: in scena le divertenti avventure di Felice Sciosciammocca, costretto a fingersi ciò che non è per trovare un posto nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 26 febbraio a domenica 7 marzo</em>, il nuovo spettacolo di <strong>Serena Autieri</strong>. La talentosa attrice e interprete partenopea coinvolgerà ed emozionerà il pubblico con la sua inesauribile energia ed eleganza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 12 a domenica 21 marzo</em>, <strong>Peppe Iodice</strong> sarà “Il solito napoletano” in un ‘viaggio’ comicissimo all’interno delle stanze del potere, oltre il politicamente corretto, per la regia di Francesco Mastandrea.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da mercoledì 31 marzo a domenica 4 aprile</em> “Cantando sotto la pioggia”,  con <strong>Lorenzo Grilli</strong> e la partecipazione di <strong>Martina Stella</strong>, coreografie di <strong>Luciano Cannito</strong>. Spettacolo, in opzione agli abbonati, che porterà in scena le atmosfere dei musical di Broadway e la magia del grande classico cinematografico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da venerdì 16 a domenica 25 aprile</em> “‘O scarfalietto” di Eduardo Scarpetta, messo in scena dalla <strong>Nuova Compagnia Politeama</strong> con un cast in via definizione e la regia affidata a <strong>Rosario Sparno</strong>. Una macchina comica perfetta con equivoci e assurdità che nascono da una banale lite coniugale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiusura di stagione affidata a <strong>Paolo Caiazzo</strong> e <strong>Ciro Ceruti</strong> con lo spettacolo “Chiacchiere e distintivo”, Caiazzo anche regista, in programmazione da v<em>enerdì 30 aprile a domenica 9 maggio</em>. Un graditissimo ritorno a distanza di circa 20 anni dalla messa in onda della fortunata sitcom.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione aprirà con un omaggio agli abbonati, in programma da <em>venerdì 25 a domenica 27 settembre</em>: “Bentornata Piedigrotta”, una fantasia musicale tra storia, miti e canzoni partenopee, ideata e diretta da <strong>Leonardo Ippolito</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora spettacoli e concerti di grandi artisti, ne citiamo solo alcuni: Francesco Renga, Vinicio Capossela, Brunori sas, Malika Ayane, Fiorella Mannoia, Francesca Michielin, Arisa, Gigi Finizio; ed eventi di intellettuali come quelli con Corrado Augias, Umberto Galimberti, Paolo Crepet; e ancora gli spettacoli degli allievi dell’Accademia Augusteo e tanti altri eventi tra musica e società che saranno annunciati nei prossimi giorni.&nbsp; &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Info e abbonamenti a teatro: 081414243</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mail:&nbsp;<a href="mailto:botteghinoaugusteo@gmail.com">botteghinoaugusteo@gmail.com</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Info messaggi whatsapp: 3332651481 &#8211;&nbsp;<a href="http://teatroaugusteo.it/">teatroaugusteo.it</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="731" height="1024" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-16801" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-731x1024.jpg 731w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-214x300.jpg 214w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-768x1075.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-150x210.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-300x420.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert-696x974.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/07/Loc-Vert.jpg 900w" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
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		<title>Domenica 21 Giugno ore 18.30 TIN – Teatro Instabile Napoli &#8220;Per Gianni&#8221;: la serata d&#8217;onore in ricordo di Gianni Sallustro</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/06/19/domenica-21-giugno-ore-18-30-tin-teatro-instabile-napoli-per-gianni-la-serata-donore-in-ricordo-di-gianni-sallustro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clelia Moscariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 giugno, dalle ore 18. 30 il&#160;TIN – Teatro Instabile Napoli&#160;aprirà le sue porte per una serata speciale dedicata a&#160;Gianni Sallustro. Non sarà un ricordo malinconico, né un momento fermo nella nostalgia. Sarà invece una festa viva, piena di energia, proprio come lui in cui ognuno potrà raccontare Gianni. Un’occasione per ritrovarsi, condividere parole, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/06/19/domenica-21-giugno-ore-18-30-tin-teatro-instabile-napoli-per-gianni-la-serata-donore-in-ricordo-di-gianni-sallustro/">Domenica 21 Giugno ore 18.30 TIN – Teatro Instabile Napoli &#8220;Per Gianni&#8221;: la serata d&#8217;onore in ricordo di Gianni Sallustro</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 21 giugno, dalle ore 18. 30 il&nbsp;<strong><em>TIN – Teatro Instabile Napoli</em>&nbsp;</strong>aprirà le sue porte per una serata speciale dedicata a&nbsp;<strong>Gianni Sallustro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarà un ricordo malinconico, né un momento fermo nella nostalgia. Sarà invece una festa viva, piena di energia, proprio come lui in cui ognuno potrà raccontare Gianni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’occasione per ritrovarsi, condividere parole, musica, racconti, sorrisi e tutto ciò che continua a muoversi grazie allo spirito dinamico, generoso e tenace di Gianni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse capace di accendere entusiasmi, creare legami, immaginare possibilità. Ed è con quello stesso slancio che amici, artisti e compagni di viaggio si incontreranno per celebrare non un’assenza, ma una presenza che continua a vivere nelle persone, nelle idee e nei percorsi che ha lasciato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-768x1024.jpg" alt="Domenica 21 GIUGNO ore 18.30 TIN - TEATRO INSTABILE NAPOLI &quot;PER GIANNI&quot;: LA SERATA D’ONORE IN RICORDO DI GIANNI SALLUSTRO" class="wp-image-16676" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-768x1024.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-225x300.jpg 225w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-1152x1536.jpg 1152w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-150x200.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-300x400.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-696x928.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10-1068x1424.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/06/edipo-10.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Attore, autore, regista e operatore culturale,&nbsp;<strong>Gianni Sallustro</strong>&nbsp;è stato il fondatore dell’<em><strong>Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema</strong></em>&nbsp;e direttore artistico e gestore del&nbsp;<em>TIN – Teatro Instabile Napoli</em>, realtà che negli anni è diventata uno spazio di ricerca, formazione e produzione artistica profondamente radicato nel tessuto culturale cittadino. Il suo lavoro si è mosso tra teatro civile, sperimentazione e formazione, sempre con una particolare attenzione ai linguaggi contemporanei e al valore sociale della cultura. Profondamente legato a&nbsp;Napoli, ha attraversato il mondo dello spettacolo con uno sguardo libero, curioso e indipendente, costruendo relazioni artistiche e umane che hanno lasciato un segno profondo nel territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La serata sarà aperta a tutti coloro che vorranno esserci, per sentire ancora una volta quella forza contagiosa che Gianni sapeva trasmettere e che continua a camminare insieme a noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sarà anche il modo più autentico per rendere omaggio a un artista che ha amato il teatro, la cultura e Napoli con passione rara, lasciando tracce profonde in chiunque abbia condiviso con lui un palco, un progetto o semplicemente un incontro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Artisti distratti, al Cilea 8 maggio</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/05/04/artisti-distratti-al-cilea-8-maggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Baldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 17:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono distratti, ma mica tanto, la compagnia dall’omonimo nome che dal 8 maggio e fino al 10 metterà in scena al teatro Cilea “Tre pecore viziose” di Eduardo Scarpetta ennesima dedica al teatro partenopeo di qualità della squadra capitanata da Carmine Gammaro che ha già interpretato in passato commedie di Viviani, Eduardo e appunto Scarpetta. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono distratti, ma mica tanto, la compagnia dall’omonimo nome che dal 8 maggio e fino al 10 metterà in scena al teatro Cilea “Tre pecore viziose” di Eduardo Scarpetta ennesima dedica al teatro partenopeo di qualità della squadra capitanata da Carmine Gammaro che ha già interpretato in passato commedie di Viviani, Eduardo e appunto Scarpetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La commedia è ben nota, tre uomini dalla apparente personalità rispettabile, danno vita ad un intreccio fatto di sotterfugi, intrallazzi equivoci con 3 donne modiste e l’intento di accaparrarsele, il tutto reso difficile da una Matrona autoritaria padrona della casa che rende ancor più complicata la vita ai 3 conquistadores.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il soggetto ambientato ai primi del 900 è stato nei dialoghi ridotto e soprattutto adattato al linguaggio di oggi per fa si che fosse più comprensibile ai ragazzi. Il ricavato andrà in beneficenza all’IEO istituto europeo oncologico di Milano reparto urologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai da 30 anni sulla scena i DISTRATTI regalano il loro lavoro ai più sfortunati (Africa, ANT- istituto nazionale tumori e i bambini del Santobono).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Roberto Cesiano (una delle 3 pecore) anche esso impegnato in Africa spesso, è una delle figure centrali dello spettacolo con Salvatore Grasso altra pecora, anche esso number one della squadra e Massimo del Giudice anche tesoriere della compagnia mentre Lea Murano è la protagonista femminile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al Cilea dunque dal giorno 8 Maggio alle 20.30 (domenica 17.30)” Tre pecore viziose” torna in scena per beneficenza con gli storici Gammaro e Cesiano e gli altri magnifici protagonisti di questo spettacolo che ha ragione sappiamo già quasi sold Out.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Inutile dire che vedere lo spettacolo oltre a farci riflettere, permetterà alla compagnia di influire in qualche modo positivamente nella vita di chi davvero ha bisogno d’aiuto, e dio solo sa in questo momento non ce ne sia davvero bisogno.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">di Ciro Tumolillo</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-16217" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-682x1024.jpg 682w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-200x300.jpg 200w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-768x1152.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-1024x1536.jpg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-150x225.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-300x450.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-696x1044.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108-1068x1602.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260430-WA0108.jpg 1263w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Intervista &#8211; Francesca Curti Giardina anima e voce di “Dodici cartoline da Napoli” al Trianon Viviani</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/29/intervista-francesca-curti-giardina-anima-e-voce-di-dodici-cartoline-da-napoli-al-trianon-viviani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 11:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Dodici cartoline da Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Curti Giardina]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Trianon Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli si fa carta, inchiostro e melodia. Sabato 9 maggio 2026, alle 21.00, il Teatro Trianon Viviani apre il sipario su “Dodici cartoline da Napoli”, spettacolo ideato e firmato da Gino Aveta. Un racconto affidato all&#8217;attore di Renato De Rienzo, cantato da Francesca Curti Giardina, che attraversa l’anima più vera della città, quella che non [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Napoli si fa carta, inchiostro e melodia. Sabato 9 maggio 2026, alle 21.00, il Teatro Trianon Viviani apre il sipario su “Dodici cartoline da Napoli”, spettacolo ideato e firmato da Gino Aveta. Un racconto affidato all&#8217;attore di Renato De Rienzo, cantato da Francesca Curti Giardina, che attraversa l’anima più vera della città, quella che non invecchia e resiste al tempo come pietra lavica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un itinerario tra cielo, mare e voci</strong><br>Dodici quadri, dodici istantanee sonore. È un cammino tra gli azzurri del golfo e le ombre dei vicoli, tra il profumo di pane a sera e il silenzio che precede una tammurriata. Ogni “cartolina” è un frammento di Napoli eterna: storia che respira, cultura che batte, sentimento che non si piega. La musica diventa strada, la parola diventa finestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le anime sul palco</strong><br>A cucire i fili di questo viaggio c’è la voce di Curti Giardina, che si fa vento e scialle. Con lei, la chitarra del M° Andrea Sensale disegna ponti tra teatro e canzone. La narrazione è affidata a Renato De Rienzo: suo il compito di rievocare i grandi Direttori d’Orchestra che hanno dato respiro alla Canzone napoletana. Parole e note si cercano, si rispondono, si abbracciano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dodici brani per dodici Maestri: da Giuseppe Anepeta a Gianfranco Lombardi, da Roberto De Simone a Gianni Aterrano, e molti altri. Un omaggio a chi ha diretto non solo orchestre, ma il cuore di una città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Napoli che canta a più voci</strong><br>Lo spettacolo tiene insieme tutte le lune di Napoli. C’è quella notturna e innamorata della canzone classica, con le firme di Edoardo Nicolardi, Ernesto De Curtis, Mario Pasquale Costa, Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo. C’è la Napoli che ha stregato gli scrittori d’Europa, musa di pagine e partiture. E c’è la Napoli dei bassi, dove il sacro bussa alla porta del profano e Libero Bovio, Enrico Cannio, Claudio Mattone raccontano la vita a fior di pelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dodici cartoline da Napoli” non è solo concerto. È lettera d’amore spedita senza francobollo, è memoria che si fa speranza, è poesia che cammina in tre quarti, come ci racconta <strong>Francesca Curti Giardina</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.ilmonito.it/wp-content/uploads/2026/04/89513c6c-7cda-46fe-9271-677445e02375-601x900.avif" alt="" class="wp-image-362188"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’ INTERVISTA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cantante, musicoterapista e attrice, Francesca Curti Giardina ha fatto della sua voce una casa, del palcoscenico un altare quotidiano, e della musica melodia in memoria. Napoli è la terra che culla la sua arte, donata al pubblico con intensa devozione in spettacoli cucitile addosso per trasformare il canto in palpito emozionale, proprio come avviene nello spettacolo “Dodici cartoline per Napoli”.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Francesca, cos&#8217;è Napoli per lei: più un luogo o più uno stato d&#8217;animo?  </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sicuramente uno stato d&#8217;animo che ha in sé tanti luoghi: della memoria, della famiglia, degli amici, della cultura. Napoli, escludendo la retorica, è passione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Pensando allo spettacolo che porterà in scena al Trianon, qual è il suono che le fa dire: &#8220;Questa è Napoli?&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E&#8217; il suono di &#8216;Era de Maggio&#8217;. Ti spiego il perchè: sono orfana di mamma da piccola e sono rimasta con un papà che ora non c&#8217;è più, ma che amava la musica e mi diceva sempre che dovevo cantare &#8216;Era de Maggio&#8217;. Sarà per questo, sarà perchè è una canzone meravigliosa, ma è una musica che mi lega alle mie radici e alla dolcezza di Napoli; alla sua eleganza, e alla capacità di farsi cultura che non urla.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-A tal proposito, sostiene che Napoli la accolga o la metta più alla prova come artista?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In certi momenti mi accoglie e in altri mi mette più alla prova, perchè a volte non è facile essere accolta per la musica colta, per la raffinatezza. E&#8217; un po&#8217; un discorso a metà, in quanto la tradizione di cultura, a volte è supportata ed a volte no.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-A suo avviso, può una melodia della canzone napoletana cambiare il modo in cui vediamo la città? Se si, tra le canzoni che si ascolteranno nello spettacolo, quale potrebbe essere quella che ha davvero il potere di cambiare la città?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per me sì, e potrebbe essere &#8211; sottolineo il condizionale perchè sarebbe bello avvenisse &#8211; Na canzuncella doce doce, una canzone del 1989 di Claudio Mattone, interpretata durante l&#8217;ultima apparizione televisiva alla quale Carosone partecipò. Per il testo soprattutto, perchè le parole sono significative rispetto a ciò che chiedevi; e poi per la musica.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.ilmonito.it/wp-content/uploads/2026/04/66919035-e0f8-4a0b-808d-1412c1ab237c-629x900.avif" alt="" class="wp-image-362189"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">&#8211; <strong>In scena il 9 maggio canterà in &#8220;Dodici Cartoline da Napoli&#8221;. Se lei potesse scrivere una cartolina a qualcuno ora, a chi scriverebbe?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Scriverei al Maestro Vessicchio che ci ha lasciato recentemente e ha rappresentato la Napoli elegante di cui parlavo prima, e che dovrebbe sempre più rinascere. Ogni cartolina dello spettacolo ha una dedica particolare. Sono spedite metaforicamente a delle persone che conoscerete a teatro. La regia di Gino Aveta le ha messe insieme puntando alle emozioni. Anche la scaletta dei brani è stata improntata su questo, perchè il pubblico possa emozionarsi.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Nello spettacolo, come cercherà di mettere insieme tutte le cartoline dedicate alla città?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Voglio dare un&#8217;immagine della città positiva, non aggressiva, piena di cose da raccontare, piena di curiosità ed aneddoti, di parole dolci ed appassionate, oltre che di voglia di lottare. Nello spettacolo ci sono delle canzoni il cui testo racchiude anche una voglia di ribellione per la rinascita. Vorrei e spero che le persone, una volta uscite dal teatro, possano portare con sé la voglia di portare avanti la Napoli bella.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Quanta verità lei cerca di mettere in una canzone, partendo dalla sua esperienza di vita?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Parto dal presupposto che se non c&#8217;è verità, come si fa a cantare! Ne parlavo proprio con Alessandro Lopez, il fratello di Massimo e ci confrontavamo su cosa fosse per noi il teatro e l&#8217;arte. Entrambi ci trovavamo d&#8217;accordo sul fatto che siano una magica finzione tinteggiata di realtà. Se non ci mettiamo sul palco nudi, per come siamo, alla gente arriva poco. Credo che mostrarsi per quello che si è, sia davvero importante. La finzione può riguardare le quinte, gli oggetti di scena, i dialoghi teatrali, che ci saranno all&#8217;interno di questo spettacolo; però poi alla fine deve rimanere l&#8217;artista con la sua verità. E se questa verità non arriva, secondo me ci sono meno possibilità di conquistare un pubblico.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;<strong> Quale brano meno conosciuto che canterà in scena, crede debba maggiormente essere divulgato dell&#8217;antologia napoletana?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8216;Scetate&#8217; è un brano che fa parte dello spettacolo e che quando intono nei miei laboratori di musicoterapia (sono musicoterapista e lavoro con la diversa abilità e non, in ogni fascia di età), mi chiedono di ripetere perchè non l&#8217;hanno mai conosciuto. Il brano ha in sé delle scale musicali arabe, che si sentono nettamente e che fanno parte di ciò che Napoli ha vissuto storicamente, sociologicamente. A questa canzone, il Maestro Andrea Sensale che mi accompagnerà alla chitarra in scena, tiene particolarmente.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Ritornando al suo incontro con la musica, quando ha sentito di essersene veramente innamorata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E&#8217; successo da poco che abbia capito consapevolmente quanto realmente la musica possa farmi del bene. Faccio anche un lavoro terapeutico con la musica, e vedo ogni giorno come compia dei piccoli grandi miracoli, facendo risuonare le armonie che abbiamo dentro. Poco tempo fa mi sono resa conto del dono che ho avuto e di cui sono paga, a prescindere da quello che la mia carriera potrà restituirmi.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.ilmonito.it/wp-content/uploads/2026/04/37768896-cef0-43e9-8fee-4ea75bda64bc-686x900.avif" alt="" class="wp-image-362395"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Ci sono altri impegni che porterà avanti dopo lo spettacolo al Trianon?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>C&#8217;è un progetto molto bello ed importante che si è consolidato con il Museo civico Gaetano Filangieri a Napoli. Si chiama &#8216;Napule è&#8217;. Prevede un appuntamento mensile nel museo che diventa custode della canzone classica napoletana, da domenica 30 maggio a domenica 27 dicembre. Canterò con Andrea Sensale alla chitarra e Cinzia Martone al pianoforte.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Se la sua vita artistica potesse dare a un monito a chi la segue, quale sarebbe?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Di aiutare gli altri con il proprio sorriso, e di portare un sorriso musicale sempre. Io sorrido sempre. L&#8217;importante è lasciare alle persone che incontri un sorriso come scia luminosa da lasciare all&#8217;altro. E dunque direi: sorridete di più.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Una frase dello spettacolo che per lei rappresenta un dono, qual è?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Di Napoli hanno parlato in tanti, ma a mio avviso aveva ragione Goethe (citato nel mio spettacolo),&nbsp; quando diceva che Napoli è la città più bella dell&#8217;universo.</em></p>
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		<title>Opera Zombi fino al 17 maggio 2026 al Teatro TRAM</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/27/opera-zombi-alteatrotram-parlami-eu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clelia Moscariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 13:52:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Tram]]></category>
		<category><![CDATA[Zombi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 25 aprile al 17 maggio 2026, Teatro TRAM e Teatro dell’Osso presentano “Opera Zombi”. La recensione Dal 25 aprile al 17 maggio 2026, Teatro TRAM e Teatro dell’Osso presentano “Opera Zombi”, uno spettacolo che esplora il paradosso della morte: il termine della vita umana e l’inizio di una nuova esistenza attraverso le mani e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal 25 aprile al 17 maggio 2026, Teatro TRAM e Teatro dell’Osso presentano “Opera Zombi”. La recensione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 25 aprile al 17 maggio 2026, Teatro <a href="https://www.parlami.eu/tag/tram/" id="5066">TRAM</a></strong> e <strong><a href="https://www.teatrodellosso.it/" id="https://www.teatrodellosso.it/">Teatro dell’Osso</a></strong> presentano “Opera Zombi”, uno spettacolo che esplora il <strong>paradosso della mo</strong>rte: il termine della vita umana e l’inizio di una nuova esistenza attraverso le mani e i ricordi dei posteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un’<strong>atmosfera</strong> che oscilla continuamente tra il <strong>tragico</strong> e il <strong>comico,</strong> la rappresentazione originale ed estrosa racconta le vicende de <strong><em>Il Vivo e Il Morto</em></strong>, protagonisti alle prese con il mistero del <strong>trapasso</strong> e del <strong>viaggio</strong> “<strong>oltre</strong>”. Intorno a loro si intrecciano le <strong>storie</strong> di <strong>quattro celebri cadaveri: Voltaire, Paganini, Mussolini</strong> ed <strong>Einstein.</strong> Con un racconto fatto di <strong>rocambolesche situazioni, macabri dettagli</strong> e <strong>ironia tagliente, </strong>il <strong>pubblico</strong> viene condotto in un <strong>percorso unico</strong> che attraversa <strong>memoria collettiva, decadenza fisica</strong> e <strong>riflessione</strong> sull’<strong>inevitabilità </strong>della morte<strong><em>. Opera Zombi</em></strong> si addentra nel sottile confine tra vita e morte in maniera inaspettata e spesso spiritosa, evitando sia le <strong>trappole </strong>della <strong>retorica</strong> sia un&#8217;<strong>approccio</strong> eccessivamente <strong>lugubre</strong>. L’obiettivo principale è indagare ciò che rimane di noi dopo la fine della nostra <strong>esistenza biologica</strong>: nei ricordi di chi resta, ma anche nelle <strong>reinterpretazioni</strong>, nelle <strong>manipolazioni</strong> e nei <strong>cambiamenti </strong>che i vivi attuano sui morti. In questo contesto, i <strong>cadaveri</strong> acquisiscono nuova <strong>linfa narrativa</strong>, trasformandosi in <strong>personaggi </strong>che, al di là della loro volontà, continuano ad agire nello scorrere del <strong>tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la <strong>scenografia</strong> curata da <strong>Giorgia Lauro</strong> e il <strong>disegno luci</strong> di <strong>Tommaso Vitiello</strong>, <strong><em>Opera Zombi</em></strong> fonde <strong>linguaggi diversi</strong> — dal <strong>grottesco</strong> al <strong>comico</strong>, passando per momenti intensamente<strong> lirici</strong> e a tratti <strong>inquietanti —</strong> lo spettacolo invita il pubblico a riflettere su un <strong>tema universale</strong> ma frequentemente <strong>rimosso</strong>, quello della<strong> mortalità</strong>. Le <strong>figure storiche</strong> scelte rappresentano perfettamente questo “assurdo<strong>”: corpi</strong> ormai morti, ma che continuano a essere al centro di <strong>dibattiti,</strong> interpretazioni e memorie. Tra <strong>risate amare</strong> e<strong> brividi </strong>a fior DI pelle, lo spettatore si interroga sul <strong>legame</strong> profondo tutto umano esistente tra <strong>memoria </strong>e <strong>oblio,</strong> tra ciò che rimane dei corpi e la persistenza dei <strong>ricordi</strong>.</p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary></summary>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="741" height="1024" fetchpriority="low" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-741x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-16122" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-741x1024.jpeg 741w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-217x300.jpeg 217w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-768x1061.jpeg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-1112x1536.jpeg 1112w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-150x207.jpeg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-300x415.jpeg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-696x962.jpeg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26-1068x1476.jpeg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-18-at-10.19.26.jpeg 1158w" sizes="(max-width: 741px) 100vw, 741px" /></figure>
</details>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, come suggerisce <strong>Mirko Di Martino</strong>, <strong><em>I veri zombi non sono i cadaveri, ma siamo noi vivi, intrappolati nella nostra difficoltà a lasciar andare, sempre pronti a modellare, trattenere o sfruttare ciò che dovrebbe trovare pace. Opera Zombi, in fondo, ci parla proprio di questa nostra incapacità, così come del bisogno innato di dare un senso alla fine.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Geniale, come sempre, d’altronde<em>, </em>il testo drammaturgico diMirko Di Martino, <em>alias</em>, <strong>direttore artistico</strong> del <strong>Tram</strong>, che anche come autore teatrale, continua a non smentirsi mai, pur nella difficoltà di esplorare codici nuovi e innovativi. E, allo stesso modo, eccezionalmente <strong>validi, credibili e convincenti</strong>, si dimostrano, nell’interpretazione di diversi linguaggi recitativi e nella versatilità provata all’interno dei vari “<strong>cambi d’abito”</strong> previsti dalla originale surreale <strong><em>pièce</em>,</strong> gli <strong>attori c</strong>he all’interno della rappresentazione suddetta, duettano in modo pressoché ininterrotto sulla vita e la morte, <strong>Antonio D’Avino e Nello Provenzano.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Date degli spettacoli</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">25, 26 aprile; 2, 3, 9, 10, 16 e 17 maggio 2026&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Orari</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato: ore 20:00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica: ore 18:00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Biglietti</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Intero: €13,00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ridotto (under 26 e over 65): €10,00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studenti: €9,00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Card:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; 4 spettacoli a scelta: €36,00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; 8 spettacoli a scelta: €64,00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Info e prenotazioni</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">WhatsApp: 342-1785930&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Email: tram.biglietteria@gmail.com&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Fonte immagine: Ufficio stampa</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/27/opera-zombi-alteatrotram-parlami-eu/">Opera Zombi fino al 17 maggio 2026 al Teatro TRAM</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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		<title>Sirene, Sciantose, Malafemmene e altre storie di donne veraci: a teatro con Monica Sarnelli il perfetto spazio narrativo del femminile</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/23/sirene-sciantose-malafemmene-e-altre-storie-di-donne-veraci-a-teatro-con-monica-sarnelli-il-perfetto-spazio-narrativo-del-femminile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 21:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Sarnelli]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Sciantose]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Italia Acerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è qualcosa di profondamente magico nel raccontare le donne attraverso uno sguardo che finalmente le restituisca a se stesse. Sirene, Sciantose, Malafemmene e altre storie di donne veraci, scritto da Federico Vacalebre e diretto con sensibilità e potenza da Carlo Cerciello, si muove esattamente in questa direzione, chiudendo il tour dell’anno con un lavoro che [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C’è qualcosa di profondamente magico nel raccontare le donne attraverso uno sguardo che finalmente le restituisca a se stesse. Sirene, Sciantose, Malafemmene e altre storie di donne veraci, scritto da Federico Vacalebre e diretto con sensibilità e potenza da Carlo Cerciello, si muove esattamente in questa direzione, chiudendo il tour dell’anno con un lavoro che è insieme celebrazione e riscrittura del femminile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img decoding="async" src="https://www.ilmonito.it/wp-content/uploads/2026/04/677761114_1509198050566042_8118446842148033328_n-200x300.avif" alt="" class="wp-image-360776"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo con Monica Sarnelli, che accompagna anche l’ultimo appuntamento di stagione del Teatro Italia di Acerra, si configura come una sorta di affresco emotivo e culturale: una “cartolina” dedicata alle donne di Napoli, ma tutt’altro che nostalgica o decorativa. È piuttosto un atto di restituzione, una presa di parola che scardina stereotipi e riapre narrazioni rimaste troppo a lungo incatenate a uno sguardo maschile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo percorso, la voce di Monica Sarnelli diventa elemento centrale e imprescindibile. Non è solo interpretazione: è corpo, memoria, identità. La sua vocalità attraversa le epoche e i registri, evocando le figure delle sirene, delle sciantose, delle “malafemmene” senza mai cadere nella caricatura. Ogni brano cantato in napoletano o in italiano, è una tessera che ricompone un mosaico complesso, fatto di dolore, ironia, resistenza e dignità. E’ un codice di comprensione e lettura che Monica rende miniatura dorata su cui far passare il polpastrello ammirato per la bellezza dei contorni e l’essenza del messaggio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti dello spettacolo è proprio la riflessione sulla canzone napoletana come spazio narrativo storicamente dominato da autori uomini. Per decenni, infatti, il maschile ha tracciato una mappa concettuale del femminile, per definirne contorni, desideri e contraddizioni attraverso parole e melodie. Questo lavoro ribalta la prospettiva: prende quel repertorio e lo attraversa criticamente, restituendolo a una voce femminile che lo abita, lo interroga e, in qualche modo, lo riscrive.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-16074" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-1024x683.jpg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-300x200.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-768x512.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-1536x1024.jpg 1536w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-150x100.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-696x464.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-1068x712.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n-1920x1280.jpg 1920w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/679278382_10243299322568210_8191621538116934577_n.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La regia di Cerciello accompagna tale processo con rispetto e intelligenza, evitando ogni eccesso e lasciando che siano i corpi, le parole e soprattutto la musica a costruire il senso. Ne emerge uno spettacolo coerente, stratificato, capace di parlare al presente senza rinunciare alla profondità della tradizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sirene, Sciantose, Malafemmene non è solo un omaggio: è un gesto poetico inserito in un perfetto spazio narrativo. Le anime che si fanno musica, prosa e scena, sono quelle di donne come Cinzia Cordella, magnetica, asciutta e penetrante nel suo spazio teatrale accanto alla Sarnelli; e di Annarita Di Pace, Isabella Parmiciano, Tiziana Traverso, Monia Massa, Eunice Petito, strumenti che suonano non solo in senso pratico, ma con la loro esperienza di donne.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img decoding="async" src="https://www.ilmonito.it/wp-content/uploads/2026/04/678416865_1509195847232929_5037699705666093837_n-227x300.avif" alt="" class="wp-image-360775"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo dà piena luce al mondo femminile. E’ ricamo di bellezza e canzone, di profondità e visione. Le protagoniste con le loro storie sono un invito ad ascoltare le nostre voci non più filtrate, non più raccontate da altri, ma finalmente libere di cantarsi da sole. E la voce di Monica Sarnelli diventa strumento drammaturgico. Non vuole ammaliare, vuole svelare. L’artista non usa il belcanto fine a se stesso. Modula timbro e attacco per “diventare” ogni donna: suadente sirena, carnale sciantosa, forte e volitiva malafemmina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Sarnelli ancora una volta sa farsi inchiostro, lasciando traccia significativa con tratto pieno. Entra, affascina e conquista lo spazio all’interno e fuori dal palco. Cambia l’aria con le sue note. Mostra che le donne di Napoli non sono archetipo. Sono vita, palpito, cammino, parlato…e poi ancora carezza e scelta, e dunque lingua vera con pagine scritte e non, che non vanno stropicciate ma venerate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elegante e sincera nel suo canto, l’artista con 45 anni di carriera, porta avanti sul palco lo spirito di tutte le donne, come scelta di vita, condivisa non a caso, con tante altre colleghe che abbracciano il suo stesso spirito e ideale: quello dell’esistenza come espressione del cuore puro e della sensibilità delle donne.</p>
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		<title>Dal 18 aprile, per due settimane di sold out al Teatro Cilea, arriva TODO CAMBIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clelia Moscariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 18:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Fornari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Cilea]]></category>
		<category><![CDATA[Todo Cambia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 aprile, per due settimane di sold out al Teatro Cilea, arriva TODO CAMBIA, lo spettacolo di Luca Lombardo, con la regia di Augusto Fornari, che sta conquistando pubblico e critica con un linguaggio unico capace di fondere trasformismo, magia, clownerie e teatro contemporaneo. Dopo un tour in continua crescita, Napoli accoglie lo spettacolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/20/dal-18-aprile-per-due-settimane-di-sold-out-al-teatro-cilea-arriva-todo-cambia/">Dal 18 aprile, per due settimane di sold out al Teatro Cilea, arriva TODO CAMBIA</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>18 aprile</strong>, per due settimane di <strong><em>sold out</em></strong> al <strong>Teatro Cilea</strong>, arriva <strong>TODO CAMBIA</strong>, lo spettacolo di <strong>Luca Lombardo</strong>, con la regia di Augusto Fornari, che sta conquistando pubblico e critica con un linguaggio unico capace di fondere trasformismo, magia, clownerie e teatro contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un tour in continua crescita, Napoli accoglie lo spettacolo con tutte le date esaurite, confermando un entusiasmo raro per un progetto teatrale originale e fuori dagli schemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In scena, Luca Lombardo porta oltre 30 cambi d’abito istantanei, costruendo un racconto visivo e poetico che attraversa personaggi iconici, suggestioni cinematografiche e momenti di forte impatto emotivo. Ma <em>TODO CAMBIA</em> non è solo virtuosismo tecnico. È un viaggio dentro l’essere umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dello <strong>spettacolo</strong> c’è un contrasto potente e universale: quello tra il bambino sognante che eravamo e l’adulto nevrotico che siamo diventati. Un dialogo continuo tra immaginazione e realtà, tra leggerezza e inquietudine, tra desiderio di cambiare il mondo e paura di cambiare davvero.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="746" height="714" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-17.15.51-copia.jpeg" alt="" class="wp-image-15929" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-17.15.51-copia.jpeg 746w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-17.15.51-copia-300x287.jpeg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-17.15.51-copia-150x144.jpeg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-17.15.51-copia-696x666.jpeg 696w" sizes="auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo è vivo, imprevedibile, in continua evoluzione. Cambia ogni sera, anche nella durata, perché si nutre dell’energia del pubblico e di ciò che accade in scena, rendendo ogni replica diversa dalla precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio il pubblico diventa parte integrante di questo viaggio. Durante lo spettacolo, le persone vengono coinvolte in modo diretto, spinte – sempre con leggerezza e ironia – a confrontarsi con le proprie paure, le proprie preoccupazioni, i desideri rimasti in sospeso. Allo stesso tempo, è lo stesso artista a mettersi a nudo, condividendo fragilità, insicurezze e pensieri personali, creando un dialogo autentico e inaspettato con la platea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto avviene in un equilibrio delicato tra gioco e verità: si ride, si scherza, ma si arriva anche a guardare più da vicino i propri problemi, senza il timore di apparire deboli o fragili. Anzi, è proprio lì che lo spettacolo trova uno dei suoi momenti più profondi, invitando a liberarsi dal peso del giudizio e a riconoscersi, semplicemente, umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i momenti più sorprendenti e toccanti, c’è quello in cui un ignaro spettatore diventa protagonista di un gesto inaspettato: durante un monologo che parte da una convinzione radicata — “nessuno fa niente per niente” — la scena si ribalta e si trasforma in un atto concreto. Senza preavviso, uno spettatore riceve davvero un regalo: una vacanza messa a disposizione da Fruit Viaggi per uno dei Fruit Village. Un’iniziativa che si rinnova per ogni data dello spettacolo, trasformando il teatro in un luogo dove la sorpresa diventa realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin dalle prime battute emerge il cuore del <strong>progetto</strong>: la difficoltà e al tempo stesso la necessità del cambiamento, personale e collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">TODO CAMBIA è uno spettacolo che diverte, sorprende e, senza mai perdere leggerezza, lascia spazio a una riflessione profonda sul nostro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’epoca in cui tutto corre e tutto cambia, Luca Lombardo sceglie di fermarsi un attimo e chiedere al pubblico una cosa semplice ma rara: guardarsi dentro. E magari uscire da teatro… leggermente cambiati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Immagine da Ufficio Stampa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/20/dal-18-aprile-per-due-settimane-di-sold-out-al-teatro-cilea-arriva-todo-cambia/">Dal 18 aprile, per due settimane di sold out al Teatro Cilea, arriva TODO CAMBIA</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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		<title>“La Salita”, il film di Massimiliano Gallo è cinema che ha a cuore il Teatro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo De Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[La Salita]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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<iframe loading="lazy" title="La Salita - Trailer ufficiale" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/QGqwvGzRA1g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La Salita</em></strong>&nbsp;è quel punto raro in cui cinema e teatro si tengono per mano senza che uno prevarichi l’altro. Merito di<strong>&nbsp;Massimiliano Gallo</strong>, che dirige con respiro pieno e delicato il suo film di esordio registico, affidando il racconto a interpreti stimati che il palcoscenico lo vivono come vocazione, perché ce l’hanno nel sangue.<br>Il girato celebra Eduardo, ma soprattutto dà corpo a una storia vera di rieducazione e speranza costruita attraverso il teatro. Lì, a Nisida, nel carcere rieducativo, la lezione di Eduardo risuona chiara: “Le pause non sono vuoti e danno forza all’enunciazione”. E la salita del titolo diventa metafora spietata e limpida: parla a chi è partito svantaggiato, a chi cerca redenzione, a chi vuole riprendersi il diritto di scegliere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come è noto, Eduardo portò il teatro all’interno dell’ Istituto di detenzione minorile, trasformando la scena in uno spazio di consapevolezza.&nbsp;<em><strong>La salita&nbsp;</strong></em>si nutre di quella stessa intuizione: il teatro come strumento di libertà interiore, come disciplina capace di restituire dignità e identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gallo costruisce una regia che potremmo definire “teatrale” nel senso più alto del termine: i corpi sono centrali, i dialoghi hanno un peso specifico netto, e gli spazi, compresa l’estensione del mare, diventano vere e proprie quinte sceniche. Non c’è mai compiacimento estetico fine a sé stesso; ogni scelta visiva sembra rispondere a un’esigenza drammaturgica. La macchina da presa osserva, accompagna, ma non invade: è come se lo spettatore fosse seduto in platea, chiamato a partecipare emotivamente senza filtri agli sguardi, ai non detti interiori di chi finisce in carcere, imparando ad andare oltre le emozioni palesate dai personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La produzione della pellicola è curata da Panamafilm e F.A.N. con Rai Cinema e vede al centro del girato l’ex Base Nato di Agnano, e gli spazi esterni dell’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cast si rivela uno dei punti di forza più evidenti dell’opera. Gallo, oltre a dirigere, sceglie. Lo fa con le storie da raccontare, con i tempi e con i volti di attori esordienti, misti a veterani del palco come Mariano Rigillo che interpreta Eduardo De Filippo, Roberta Caronia nel ruolo di Beatrice, Maurizio Casagrande nel ruolo di Carlo Croccolo, Alfredo Francesco Cossu nei panni di Emanuele e Antonio Milo in quelli di Giovanni, Shalana Santana, Gianfelice Imparato nei panni del direttore del carcere, Paolo Cresta nel ruolo del boss Apicella, Francesco Siciliano, Greta Esposito, Maria Bolignano, Antonella Morea, Gea Martire, Angela De Matteo, Lucianna De Falco, Stefania Blandeburgo, Marianna Mercurio, Gennaro Di Biase, Diego D’Elia e Alessandro De Renzi, Manuel Mazia, Francesco Piccirillo, Luisa Esposito, Giuseppe De Simone, Ludovica Ferraro, Marisa Carluccio ed Eleonora Vanni. E poi c’è lui, lo stesso Massimiliano Gallo nel ruolo di Emanuele adulto, che incarna tutto l’amore e la riconoscenza al teatro che di fatto l’attore e regista prova e testimonia ogni volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore tematico del film ruota attorno all’idea di “allenamento alla vita”. Così come sul palcoscenico si prova, si sbaglia, si ripete fino a trovare la verità di una battuta o di un gesto, allo stesso modo i protagonisti di&nbsp;<strong><em>La salita</em></strong>&nbsp;imparano a confrontarsi con sé stessi e con gli altri. Il teatro diventa palestra esistenziale: insegna disciplina, ascolto, responsabilità. E soprattutto, insegna a cadere e rialzarsi, a “salire”, appunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, il parallelo tra scena e vita non è mai didascalico, ma profondamente incarnato nei percorsi dei personaggi. Ogni prova teatrale diventa una prova morale; ogni esercizio, un passo verso una possibile redenzione. Gallo riesce a rendere tangibile questa trasformazione senza retorica, affidandosi alla forza dei volti e alla verità delle situazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera prima di Massimiliano al cinema, riflette sul potere formativo dell’arte e sulla possibilità di riscrivere il proprio destino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardare&nbsp;<strong>‘La Salita’</strong>&nbsp;è commuoversi e insieme convincersi che, passo dopo passo, puoi diventare ciò che desideri davvero, non quello che il caso o gli incontri sbagliati hanno deciso per te. Anche le pause o gli errori sono funzionali al riscatto, di qualsiasi fattezza essi siano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>&#8220;Inquilini&#8221; di Filippo Stasi è in scena al Teatro TRAM di Napoli</title>
		<link>https://www.parlami.eu/2026/04/12/inquilini-al-teatro-tram-di-napoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clelia Moscariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 22:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[Inquilini]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Tram]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Inquilini&#8221;, scritto e diretto da Filippo Stasi, al Teatro TRAM di Napoli, si impegna nella disamina dei rapporti umani nell&#8217;ambito della convivenza. La recensione. &#8220;Inquilini&#8221; indaga i rapporti umani e la loro complessità La regia essenziale di Inquilini punta tutto sull’attore e sul contatto diretto con il pubblico, creando un’esperienza intima e immersiva. La casa [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Inquilini&#8221;, scritto e diretto da <a href="https://www.lesociologie.it/il-teatro-secondo-filippo-stasi-ovvero-il-desiderio-di-dare-un-volto-alle-verita/">Filippo Stasi, </a>al Teatro TRAM di Napoli, si impegna nella disamina dei rapporti umani nell&#8217;ambito della convivenza. La recensione.</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Inquilini&#8221; indaga i rapporti umani e la loro complessità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La regia essenziale  di <strong><em>Inquilini</em></strong> punta tutto sull’attore e sul contatto diretto con il pubblico, creando un’esperienza intima e immersiva. La casa diventa così metafora di una condizione esistenziale condivisa, dove la sicurezza della routine si intreccia con la sensazione di prigionia in un equilibrio senza soluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Inquilini&#8221;</strong>, scritto e diretto da<strong> Filippo Stasi</strong>, è in scena al <strong><a href="https://www.parlami.eu/2026/04/07/inquilini-al-teatro-tram-un-viaggio-nelle-relazioni-umane/" id="15588">Teatro TRAM</a></strong> di <strong>Napoli </strong>e rappresenta una profonda riflessione sulle dinamiche della <strong>convivenza </strong>e delle <strong>relazioni umane</strong> in uno <strong>spazio condiviso</strong>. Lo spettacolo porta sul palco <strong>sei personaggi,</strong> interpretati da <strong>Daniele Arfè, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno</strong> e <strong>Michele Pedata</strong>, che vivono in una casa che si evolve da semplice luogo fisico a uno spazio mentale. Questo ambiente sospeso accoglie abitudini quotidiane, silenzi e sottili tensioni che si accumulano fino a creare <strong>gabbie invisibili</strong>. Attraverso dialoghi intensi e pause ricche di significato, &#8220;Inquilini&#8221; esplora il delicato bilanciamento tra il desiderio di restare e quello di andarsene. La porta d’uscita resta sempre aperta, ma varcarla comporta affrontare una scelta cruciale: cambiare o rimanere intrappolati dalle proprie paure.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-1024x682.jpg" alt="&quot;Inquilini&quot; di Filippo Stasi è in scena al Teatro TRAM di Napoli" class="wp-image-15708" srcset="https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-1024x682.jpg 1024w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-300x200.jpg 300w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-768x512.jpg 768w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-1536x1023.jpg 1536w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-150x100.jpg 150w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-696x464.jpg 696w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23-1068x712.jpg 1068w, https://www.parlami.eu/wp-content/uploads/2026/04/12633e40-9bbc-4adb-bf77-0692fd494c23.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le dichiarazioni del regista, Filippo Stasi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista Filippo Stasi descrive lo spettacolo come una risposta alla necessità di raccontare una <strong>generazione sospesa </strong>tra la <strong>voglia di cambiare</strong> e la<strong> difficoltà</strong> di agire concretamente. <strong><em>Mi interessava indagare ciò che non viene detto, quei silenzi che spesso parlano più delle parole, </em></strong>ha spiegato Stasi, aggiungendo che il testo ha preso forma durante il periodo della <strong>pandemia</strong>, riflettendo l’&#8221;<strong>effetto capanna</strong>&#8221; che molti hanno sperimentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione non offre risposte definitive, ma pone un quesito universale e senza tempo: fino a che punto siamo davvero liberi di abbandonare le nostre abitudini?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sei personaggi sembrano bloccati in uno stato di<strong> immobilità,</strong> prigionieri delle proprie <strong>ossessioni. </strong>Vivono <strong>anestetizzati,</strong> ridotti alla sola <strong>soddisfazione </strong>dei <strong>bisogni primari </strong>come mangiare o dormire per evitare di affrontare i loro <strong>pensieri.</strong> La casa è ritratta come una vera e propria &#8220;<strong>prigione</strong>&#8220;, anche nella componente <strong>scenografica</strong> curata da <strong>Francesca Sorrentino</strong>: sedie, tavoli e altri arredi diventano metafore visive delle gabbie interiori che li soffocano. A questo si aggiungono i <strong>costumi:</strong> sempre gli stessi <strong>pigiami logori</strong> e consunti, simbolo tangibile di un’<strong>anima tormentata</strong> e incapace di <strong>cura</strong> o <strong>evoluzione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo è sostenuto da<strong> Piccola Città Teatro </strong>ed è in scena al Teatro TRAM di Napoli il <strong>10 </strong>e l’<strong>11 aprile 2026</strong>. Gli orari prevedono rappresentazioni serali <strong>venerdì </strong>alle<strong> 21:00, sabato </strong>alle <strong>20:00</strong> e una<strong> replica domenicale</strong> alle <strong>18:00.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prezzi:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Biglietto intero: €13,00</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Ridotto (under 26 e over 65): €10,00</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Studenti: €9,00&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Abbonamenti: 4 spettacoli a scelta €36; 8 spettacoli a scelta €64</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni e prenotazioni:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; WhatsApp: 342-1785930&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Email: tram.biglietteria@gmail.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Fonte immagine: Ufficio stampa</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parlami.eu/2026/04/12/inquilini-al-teatro-tram-di-napoli/">&#8220;Inquilini&#8221; di Filippo Stasi è in scena al Teatro TRAM di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.parlami.eu">Parlami</a>.</p>
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