Clinical Games Campus 2026: così la realtà virtuale sta cambiando la formazione dei pediatri d’emergenza

Ad Acconia di Curinga, dal 14 al 17 maggio, cento medici specializzandi si allenano con simulazioni immersive, scenari di crisi e realtà virtuale. Il campus nazionale Simeup ridefinisce il modo in cui si forma un pediatra dell’emergenza

C’è un posto in Calabria dove, per quattro giorni, la formazione medica smette di assomigliare a una lezione e diventa qualcosa di molto più vicino alla realtà. Si chiama Clinical Games Campus, è organizzato da Simeup e nell’edizione 2026, partita il 14 maggio ad Acconia di Curinga, porta oltre cento medici specializzandi a confrontarsi con scenari d’emergenza pediatrica costruiti per mettere alla prova ogni risorsa clinica, emotiva e relazionale.

Non aule, non slide, non domande a risposta multipla. Simulazioni immersive, realtà virtuale, gestione di situazioni critiche che cambiano in tempo reale, decisioni da prendere sotto pressione con un team da guidare e un bambino da salvare. Fino al 17 maggio, Acconia di Curinga è il laboratorio più avanzato d’Italia per la formazione in emergenza-urgenza pediatrica.

Imparare facendo: il modello che funziona

Stefania Zampogna, past president Simeup e fondatrice dei Giochi, ha costruito questo campus su una convinzione precisa: «Si può imparare davvero solo vivendo esperienze autentiche. In questi anni abbiamo costruito un campus capace di trasformare la formazione in un’esperienza intensa, memorabile e condivisa, dove i ragazzi imparano ad affrontare insieme l’incertezza e la complessità della medicina reale».

Il modello integra simulazione clinica realistica, gamification, realtà virtuale e sviluppo delle soft skills: leadership, comunicazione efficace, capacità di adattarsi a scenari imprevedibili. Sono competenze che non si acquisiscono sui libri, ma che fanno la differenza nella gestione concreta delle emergenze.

Non solo tecnica: la dimensione umana della pediatria

Vincenzo Tipo, presidente Simeup, lo dice con chiarezza: «Formare un pediatra oggi significa allenarlo non solo alla conoscenza, ma alla capacità di decidere, comunicare e guidare un team nei momenti più critici». E Jacopo Pagani, direttore scientifico e cofondatore, aggiunge: «Alleniamo la capacità di adattarsi, di collaborare, di assumere ruoli diversi e di prendere decisioni efficaci anche quando lo scenario è complesso e cambia improvvisamente».

Francesco De Luca, coordinatore nazionale Simeup del campus, porta il ragionamento ancora più in profondità: «In emergenza pediatrica la competenza tecnica da sola non basta: servono empatia, comunicazione, equilibrio emotivo e capacità di prendersi cura del bambino e della sua famiglia anche nei momenti di maggiore stress e fragilità». Parole che restituiscono bene il senso di un progetto che forma professionisti capaci di stare accanto alle persone, non solo di trattare le patologie.

Cento specializzandi, venti atenei, una rete che cresce

Al campus partecipano specializzandi provenienti da oltre venti università italiane, affiancati da una faculty Simeup di oltre venti tutor ed esperti. Il progetto punta a uniformare su scala nazionale la qualità dell’assistenza pediatrica in emergenza e si ispira ai modelli internazionali più avanzati di formazione immersiva.

La Calabria ospita per il secondo anno consecutivo questo appuntamento, confermandosi un punto di riferimento operativo per la pediatria italiana e un luogo dove la formazione si trasforma in qualcosa di duraturo: competenze, reti professionali, cultura della cura.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_imgspot_img

Iscriviti alla newsletter

Uno spazio per condividere idee, storie e punti di vista. Iscriviti per restare in contatto.

spot_img

Ultimi articoli