C’è una frase che Giovanni Nappi ha sentito ripetere per mesi, ogni sera, davanti alla televisione. Gliela diceva sua moglie, ispirata dal sorriso rassicurante di Gerry Scotti: anche in politica, come nella vita, la ruota gira. Quella frase, il 25 maggio a Casalnuovo di Napoli, si è trasformata in realtà.
Nappi è al ballottaggio. Un approdo che in pochi, pochissimi, avevano messo nel novero delle possibilità reali.
Quattro contro tredici: i numeri di una sfida impari
La matematica della politica elettorale raramente mente. Una coalizione di centrodestra schierata con tredici liste rappresenta una forza organizzativa difficile da contrastare, soprattutto quando dall’altra parte ci sono solo quattro liste a supportare un candidato. Eppure Casalnuovo ha restituito un esito che ha spiazzato osservatori, avversari e forse anche qualche sostenitore dello stesso Nappi.
Il candidato ha commentato il risultato con parole che mescolano affetto familiare, gratitudine e una determinazione che guarda già al secondo turno: «Il cuore mi scoppia di gioia. Avete fatto un miracolo politico. Con appena quattro liste contro tredici. Quando tutti dicevano che era già finita.»
La voce della gente che non si è arresa
Quello che emerge dal racconto di Nappi non è solo un risultato elettorale. È la fotografia di una comunità che ha deciso di credere in qualcosa quando sarebbe stato più semplice rassegnarsi. «Questo risultato è vostro», ha detto il candidato. «Della gente che ci ha creduto. Di chi ha scelto di non arrendersi.»
E ora il ballottaggio diventa il vero appuntamento con la storia, secondo Nappi: «Abbiamo già fatto qualcosa che sembrava impossibile. Ora facciamo la storia. Chesta è ‘a vota bbona.»
Una chiusura in dialetto che vale come manifesto: Casalnuovo di Napoli, al secondo turno, potrebbe regalare ancora qualche sorpresa.




