Ncc e abusivismo a Napoli: le associazioni alzano la voce

Mentre la Prefettura inasprisce i controlli sulle licenze, tre sigle di categoria chiedono che la lente si allarghi su agenzie, strutture ricettive e Comuni che rilasciano autorizzazioni fuori dalle regole

C’è chi espone una targa NCC in regola con ogni adempimento e si ritrova a dover dimostrare continuamente la propria legittimità. E c’è chi trasporta persone senza alcun titolo, nell’ombra di una normativa che nessuno sembra voler applicare davvero fino in fondo. È questa la contraddizione al centro della nota congiunta firmata da Sistema Trasporti Campania, ACNCC e Federnoleggio Campania, tre sigle che rappresentano il comparto del noleggio con conducente nella regione e che intervengono dopo le ultime misure annunciate dalla Prefettura di Napoli.

Cosa sta succedendo a Napoli

La Prefettura ha avviato una verifica sulle pratiche presentate nei novantadue Comuni dell’area metropolitana e ha annunciato il potenziamento dell’unità operativa turistica della Polizia Locale. Obiettivo dichiarato: fare ordine in un settore che negli ultimi anni ha visto crescere il numero delle autorizzazioni in modo disomogeneo. Le associazioni non contestano il principio, anzi lo sostengono. Il problema è come si costruisce il perimetro di questa pulizia.

Chi resta fuori dai controlli

Amedeo Conte, Angelo Argenzio e Antonio Paone – i tre firmatari della nota – indicano con precisione tre categorie di operatori che sfuggono sistematicamente a qualsiasi forma di controllo.

Le agenzie di viaggio che esercitano trasporto di persone senza le autorizzazioni previste dalla legge. Le strutture ricettive che mettono a disposizione veicoli con conducente camuffandoli da servizi complementari all’ospitalità. I Comuni che rilasciano licenze NCC senza procedura a evidenza pubblica, saltando i bandi e le verifiche sui requisiti che la normativa rende obbligatori.

Su questo terzo punto la posizione è particolarmente dura: un titolo valido nasce sempre da un bando pubblico, con accertamenti sui requisiti morali, professionali e amministrativi del richiedente. Quando questo passaggio manca, l’irregolarità non è del conducente ma dell’ente che ha rilasciato l’autorizzazione.

Il rischio di colpire chi è in regola

C’è poi la questione della territorialità, tornata al centro del dibattito nelle ultime settimane. La legge 21 del 1992 è chiara: le autorizzazioni NCC hanno portata provinciale e consentono di operare sull’intero territorio della provincia, con la possibilità di avere più rimesse. Quando si parla di territorialità in modo generico, senza citare la norma di riferimento, si crea confusione e si espongono gli operatori regolari al rischio di subire contestazioni per comportamenti perfettamente leciti.

Le associazioni chiedono un tavolo prefettizio permanente, con la partecipazione di Prefettura, Regione, Comuni e categorie, in grado di risalire ai criteri di rilascio dei titoli e di garantire che i controlli su strada distinguano davvero tra chi è in regola e chi non lo è.

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