A Castellammare apre l’Urban Center: la città si racconta

C’è un nuovo spazio a Castellammare di Stabia dove il futuro della città non si decide più soltanto nelle stanze del Comune, ma si discute insieme a chi quella città la abita ogni giorno. Si chiama Urban Center – La casa dei progetti ed è stato inaugurato al Palazzetto del Mare, in via Bonito, davanti a una platea di cittadini, tecnici, docenti universitari e rappresentanti delle professioni.

L’iniziativa, resa possibile grazie al cofinanziamento della Regione Campania, nasce con un obiettivo chiaro: dare a Castellammare uno spazio permanente per parlare di architettura, di rigenerazione urbana e di trasformazione del territorio, mettendo finalmente al centro la voce dei cittadini.

Uno spazio che in Europa esiste da decenni

Il modello dell’Urban Center non è una novità assoluta, anzi. In molte città europee esistono da anni strutture simili, conosciute anche come “Case della Città”, pensate per raccontare i progetti urbani attraverso mostre, incontri pubblici, workshop e momenti di co-progettazione aperti a tutti. A Castellammare la gestione di questo nuovo spazio sarà affidata al Settore Urbanistica del Comune, coordinato dall’assessore Giuseppe Guida.

Coppola: «La partecipazione avvicina i progetti ai bisogni reali»

Tra gli interventi più significativi della giornata inaugurale, quello di Antonio Coppola, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, che ha voluto sottolineare quanto la partecipazione civica sia oggi un ingrediente imprescindibile per qualsiasi progetto urbano di successo.

«La partecipazione non è un elemento accessorio dei processi di rigenerazione urbana, ma una condizione essenziale per costruire interventi condivisi, più efficaci e capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità», ha spiegato Coppola, ringraziando il sindaco Luigi Vicinanza e l’amministrazione comunale per aver puntato su un progetto che «mette al centro il dialogo con la città».

Nel suo intervento, il presidente degli architetti napoletani ha voluto anche chiarire cosa significhi davvero rigenerare un territorio, andando oltre la semplice riqualificazione estetica: «Rigenerare significa migliorare la qualità della vita, recuperare spazi, rafforzare l’identità dei luoghi e creare nuove opportunità di sviluppo. È un percorso positivo e, in molti casi, necessario per restituire valore ai territori».

Guardando al panorama internazionale, Coppola ha aggiunto: «L’esperienza degli Urban Center è ormai consolidata in numerosi Paesi europei, dove questi spazi rappresentano strumenti fondamentali di confronto tra amministrazioni, tecnici e cittadini. L’auspicio è che anche Castellammare possa diventare un modello di partecipazione e buona progettazione».

Il sindaco Vicinanza: «Un passo importante per il cambiamento della città»

Per il primo cittadino di Castellammare, Luigi Vicinanza, questo nuovo spazio rappresenta molto più di un semplice taglio del nastro: è il segnale tangibile di un cambiamento già in atto. «L’inaugurazione dell’Urban Center evidenzia le trasformazioni in atto e rappresenta un momento di particolare rilevanza per la città, configurandosi come l’avvio di uno spazio permanente dedicato al confronto, alla partecipazione e alla diffusione della cultura del progetto, dell’architettura e della rigenerazione urbana», ha dichiarato.

Concetto ripreso anche dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Guida, tra i principali promotori del progetto, secondo cui le città hanno bisogno di luoghi capaci di rendere visibili i progetti e le visioni del futuro urbano, proprio come accade da anni nelle esperienze europee più consolidate.

Un progetto sostenuto da università e istituzioni

All’evento inaugurale hanno preso parte anche Andrea Prota, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, Carlo De Luca, presidente di IN/ARCH Campania, Marella Santangelo, direttore del Dipartimento di Architettura della Federico II, Ornella Zerlenga, direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, Paola Ricciardi della Soprintendenza ABAP e Pasquale De Toro, presidente della Sezione Campana dell’INU.

Una presenza così ampia e trasversale racconta bene la posta in gioco: l’Urban Center non nasce come iniziativa isolata, ma come tassello di una strategia più ampia che coinvolge Regione Campania, università e ordini professionali, tutti convinti che il futuro delle città passi da qui, da spazi dove i progetti si possano vedere, discutere e migliorare insieme a chi quei luoghi li vive davvero.

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