Assistente infermiere in Campania: una professione bloccata da 13 mesi di silenzio istituzionale

Il Movimento delle Scuole di Formazione Autofinanziate dà alla Regione trenta giorni di tempo per sbloccare lo standard formativo. In gioco il futuro lavorativo di migliaia di aspiranti candidati

C’è una professione che in tutta Italia sta già entrando negli organici sanitari, tranne che in Campania. Si chiama assistente infermiere, ed è il nuovo profilo socio-sanitario riconosciuto dal contratto nazionale della sanità. Peccato che nella nostra regione, per attivare i percorsi formativi necessari a formare questa figura, manchi ancora un tassello fondamentale: un provvedimento attuativo che la Giunta regionale avrebbe dovuto adottare da oltre un anno.

A denunciarlo è il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, che ha deciso di alzare la voce chiedendo alla Regione Campania di completare, entro trenta giorni, l’iter avviato con la DGR n. 543 del 6 agosto 2025.

Che cosa manca esattamente

La richiesta del Movimento è tecnica ma sostanziale: approvare lo standard professionale e formativo di dettaglio del profilo di assistente infermiere, inserire la qualificazione nel Repertorio Regionale dei Titoli e delle Qualificazioni e abilitare la generazione del Codice Unico Percorso sulla piattaforma SILF Monitoraggio, il sistema informatico attraverso cui la Regione gestisce i percorsi formativi accreditati.

Senza questi tre passaggi, nessuna agenzia formativa può realmente avviare i corsi, nonostante la Regione abbia già autorizzato, sulla carta, le agenzie accreditate a erogarli.

La voce del sindacato datoriale

Nicola Troisi, Segretario Politico del Movimento, racconta con parole dirette il senso di questa battaglia. «Non stiamo chiedendo un favore, stiamo chiedendo che venga completato un atto che la Regione ha deliberato da sola tredici mesi fa», afferma. Secondo la sua ricostruzione, la Giunta campana ha recepito l’Accordo Stato-Regioni nell’agosto 2025, ma da allora il percorso si sarebbe arenato.

«Il profilo è entrato nel contratto nazionale della sanità, le aziende lo cercano, i cittadini lo chiedono, e in Campania semplicemente non esiste», sottolinea Troisi. «Non esiste perché manca una firma».

È soprattutto il paradosso del disallineamento tra domanda di lavoro e offerta formativa a far discutere. «Si parla ogni giorno di disallineamento tra formazione e mercato del lavoro, e quando il mercato indica con precisione di cosa ha bisogno l’amministrazione impiega più di un anno per non produrre l’atto che serve», osserva il segretario, aggiungendo che a farne le spese sono soprattutto «i disoccupati campani che potrebbero qualificarsi e non possono».

Un percorso normativo già chiuso a livello nazionale

Se in Campania la situazione resta bloccata, a livello nazionale il quadro normativo relativo all’assistente infermiere risulta ormai definito e consolidato. Il TAR Lazio, con la sentenza n. 14262/2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il DPCM del 28 febbraio 2025, il decreto che ha recepito l’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 (n. 176/CSR) istitutivo di questo nuovo profilo professionale.

A rafforzare la solidità del percorso c’è anche il riconoscimento contrattuale: l’assistente infermiere è stato inserito nell’Area assistenti dei profili del ruolo socio-sanitario dal CCNL del Comparto Sanità 2022-2024, segno che la figura è già pienamente operativa nel sistema sanitario nazionale.

In Campania, l’Accordo è stato formalmente recepito con la DGR n. 543/2025, che ha autorizzato le agenzie formative già accreditate ai sensi della DGR n. 136/2022 a erogare i relativi percorsi. Tuttavia, come ammesso dalla stessa Regione attraverso un avviso pubblicato sul portale SILF, alla delibera «non è seguito alcun successivo provvedimento attuativo», e solo con la sua adozione sarà possibile attivare concretamente i corsi. Nel frattempo, avverte l’amministrazione, qualsiasi comunicazione in merito potrebbe risultare «fuorviante e potenzialmente ingannevole».

Le agenzie formative nel limbo

Il quadro si complica ulteriormente considerando che dal 23 luglio 2025 i precedenti profili di OSS e OSSS risultano oscurati nel Repertorio Regionale. Le agenzie accreditate si trovano quindi in una fase di stallo totale, senza la possibilità di lavorare né sulle vecchie qualifiche né su quella nuova.

La richiesta di un tavolo di confronto

Oltre all’adozione dell’atto attuativo, il Movimento chiede espressamente la convocazione di un tavolo tecnico con le agenzie formative accreditate, per affrontare insieme le criticità operative e individuare una soluzione condivisa in tempi rapidi.

«Manca solo la Campania», ribadisce Troisi, sottolineando come la nostra regione sia rimasta l’unica a non aver ancora completato questo passaggio amministrativo. «Restiamo a disposizione dell’Assessorato per ogni contributo tecnico utile ad accelerare l’adozione dell’atto».

La chiusura, però, non lascia spazio a fraintendimenti: «Se entro trenta giorni non arriva nulla, valuteremo ogni iniziativa a tutela delle agenzie accreditate e dei cittadini in attesa».

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