PRESENTAZIONE DI OTTO RADICI NELDESERTO AL GERMI DI MILANO

UN INCONTRO TRA FUMETTO E MUSICA PER RACCONTARE UN VIAGGIO E RISCOPRIRE L’UMANITÀ IN MEDIO ORIENTE: L’APPUNTAMENTO E’ PER MERCOLEDI 23 SETTEMBRE DALLE 19 CON GLI AUTORI EMANUELE LEONE, RAJAE BEZZAZ E IL MAESTRO LUCIANO D’ADDETTA AL GERMI – LUOGO DI CONTAMINAZIONE

Otto e Walter, rispettivamente scrittore e fotografo, protagonisti di questo viaggio in Iraq, non sono solo
testimoni di paesaggi e volti. Sono cercatori di verità.
Nel loro cammino incontrano persone, ascoltano voci, raccolgono storie, e così facendo restituiscono al
lettore un mosaico che è tanto vario quanto coerente: il mosaico dell’umanità. Il loro viaggio, in
compagnia della meravigliosa Leila, è, in fondo, il viaggio di ciascuno di noi: un cammino che parte dal
desiderio di conoscere e arriva alla consapevolezza che l’altro ci somiglia più di quanto avremmo
immaginato.
Ed è proprio lì, in quella somiglianza, che germogliano i piccoli semi di speranza che questo fumetto
vuole consegnare a tutti i suoi lettori.
Autore: Emanuele Leone, Co-autrice: Rajae Bezzaz
Autore delle musiche: il Maestro Luciano D’Addetta
TRE TALENTI, UN’UNICA VISIONE
Emanuele Leone ha il disegno nel sangue, letteralmente.
Nipote del pittore Naife Enrico Benassi, milanese classe 1976, ha trasformato quell’eredità in una
carriera che lo ha portato dalle pagine di Dylan Dog agli storyboard cinematografici, dalle collaborazioni
con Bonelli e BBC alla fondazione di Emacomics, l’associazione con cui dal 2015 apre le porte del
fumetto professionale a chi ha talento ma non mezzi. Con “Otto” ha voluto fare qualcosa di diverso:
raccontare una storia vera, in un luogo vero, con la delicatezza che solo il disegno sa avere.
Rajae Bezzaz è la coautrice di questo viaggio. Nata a Tripoli da genitori marocchini, arrivata in Italia a
nove anni, è oggi giornalista, scrittrice e volto televisivo, dal 2015 è inviata di Striscia la Notizia dove si
batte per dare voce agli invisibili. Con il suo libro “L’araba felice” ha già raccontato cosa significa vivere
ai confini di due mondi e culture. In “Otto” porta la sua esperienza unica: quella di chi conosce il Medio
Oriente dall’interno, con lo sguardo di chi è ponte tra due rive del Mediterraneo.
Luciano D’Addetta è il suono di questo viaggio. Compositore bergamasco pluripremiato, due Leoni di
Vetro
alla Mostra del Cinema di Venezia nel suo palmarès, ha creato una colonna sonora che non
accompagna semplicemente le immagini: le completa. Il suo brano “Il cavallo di Alì” è nato in riva al
mare, in un attimo di riflessione sulla libertà. Quello stesso senso di libertà che Otto e Walter cercano, e
trovano, nel deserto iracheno.

Fonte immagine: Ufficio stampa

La redazione

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