Mavi è nata molto prima di venire al mondo. È nata in un desiderio custodito per anni, nelle domande senza risposta, nelle rinunce, nelle paure e nella certezza che l’amore da solo dovesse bastare. Mario Santamaria e Pierluigi Valsecchisono i genitori di Mariavittoria, che dalla sua gestazione e nascita in Messico, è stata la vittima innocente di cavilli burocratici capaci di negare per un certo periodo persino la sua esistenza in Italia. Una lunga battaglia per il travagliato riconoscimento di papà Pierluigi, vinta grazie al forte legame della coppia che è riuscita a superare gli ostacoli. “Mavi, una scelta d’amore” è il racconto di questa storia dai risvolti rocamboleschi, che sofferma l’attenzione sull’assenza di leggi in questo Paese che tutelino i diritti alla genitorialità delle famiglie arcobaleno e dei più piccoli.
Il desiderio di diventare genitori
Il libro, edito da PAV nella collana dedicata all’universo lgbtqia+, è in libreria e online da sabato 19 settembre e alterna le voci dei due papà che lasciano alla bambina una testimonianza autentica, a partire dai background di partenza. Mario, una carriera nel sociale e un intuito imprenditoriale, Pierluigi, barista, prima dipendente e poi titolare di un’attività. La loro storia ha inizio per caso: si incontrano grazie “a due euro”. Si innamorano. Dal legame nasce il desiderio di diventare genitori e così dal contesto della provincia di Brescia partono per un viaggio che li porterà dalla Russia fino al Messico.
Il vuoto normativo
Il romanzo autobiografico mette in evidenza tutte le criticità di una volontà che in Italia è avversata dalla mancanza di norme e dalla politica, e che anche all’estero presenta le sue difficoltà. Il concepimento e la nascita di Mavi sono accompagnati da una scia di eventi inattesi da cui scaturiscono rabbia, frustrazioni, ansie, e la determinazione a non abbandonare la strada intrapresa. “Mavi, una scelta d’amore” si trasforma in un appello per colmare un vuoto legislativo affinché il desiderio di maternità e paternità delle coppie omogenitoriali possa avere una sua compiutezza, un un messaggio volto ad abbattere i pregiudizi ancora radicati: un bambino deve prima di tutto crescere nell’amore.




