Oggi criticare Conte può sembrare lesa maestà. Certo dipende da come lo si faccia e su quali presupposti si basi la critica. Il Napoli di Conte obiettivamente sembra avere problemi di gioco, non entusiasma né tantomeno diverte, però è anche vero che è primo in classifica e in piena lotta per la qualificazione Champions. Tante sono le attenuanti a suo favore e tanti i se ed i ma che si prestano a letture importanti. Allora proviamo ad analizzare un pò le varie opinioni sul tema e le possibili motivazioni a supporto.
Maradona jr non ci sta ed attacca: Conte non si critica…
Addirittura secondo il figlio del Pibe de oro chi oggi critica Conte primo in classifica non è un vero tifoso del Napoli e provoca: secondo l’opinionista di radio Kiss Kiss Napoli oggi chi osa mettere in dubbio la posizione del mister leccese non vuole bene agli azzurri e non racconta il vero, anzi non è in buona fede. La sua opinione si basa sui risultati raggiunti certo, ma assume il contorno di un’opinione molto di parte, più da tifoso che da commentatore…
Invece Sabatini e Cruciani attaccano Conte pesantemente…
I due giornalisti da par loro si schierano contro Conte e le sue dichiarazioni. Lo fanno cavalcando temi spesso abusati dagli stessi. In particolare Cruciani, da sempre interprete del ruolo di bastian contrario della napoletanità, coglie l’occasione per sottolineare come le parole del mister leccese siano solo scuse, quasi a voler nascondere delle proprie mancanze in questo avvio di stagione.
Ma allora chi ha ragione?
Probabilmente Conte sì é inserito in un gioco mediatico dove interpreta il suo ruolo teso a scaricare certi pesi e certe pressioni dai calciatori. Un pò come un tempo faceva Mourinho all’Inter, cerca sapientemente di togliere le castagne dal fuoco alla squadra non abituata, probabilmente, a vestire il ruolo coattivamente affibbiatole della favorita. Da par loro certi media, palesemente schierati, e certi interventi di Marotta, ci fanno assistere ad un gioco a scacchi, fatto di dichiarazioni pungenti, illazioni e tante, probabilmente, inutili polemiche. Ma torniamo al tema centrale, Conte si può criticare o si rischia la lesa maestà ? Analizziamo obiettivamente questi primi mesi della stagione.
Conte sì …
Il mister leccese indubbiamente rappresenta un modo di interpretare la panchina vincente, concreto, teso al risultato ed alla costanza di rendimento. É un uomo capace di trasferire poi una mentalità fin da subito di livello internazionale ed il suo curriculum parla da sè. Mediaticamente poi ha un impatto devastante, non è mai banale, ed è capace di creare barriere a protezione della squadra, che si dimostra sempre pronta a dare tutto per il proprio mister. Pone poi in evidenza un gioco che, con determinanti interpreti, al netto degli infortuni, è redditizio ed equilibrato, spesso riuscendo a trarre il meglio, forse più delle loro stesse capacità reali, ai giocatori che gestisce.
Conte no …
Mediaticamente risulta spesso lagnoso, eccessivamente polemico con la società ed incontentabile sul mercato. Incapace di prendersi le proprie responsabilità, scarica sul mondo intero eventuali risultati negativi. Ecco, a volte, lo si vorrebbe più sereno e sposo di una società che per lui sta facendo tanto, tutto. La squadra poi in campo obiettivamente non entusiasma. Non gioca in un modo preciso e molti giocatori sembrano essere fuori ruolo e non adeguatamente messi nelle loro migliori condizioni. Storicamente ha sempre vinto giocando senza gli esterni alti, da quando sta a Napoli si è snaturato e non dà l’impressione di sfruttare al meglio il gioco sugli esterni. Inoltre due parole vanno spese anche in merito alla capacità atletica dei propri ragazzi, spesso apparsi logori e stanchi degli allenamenti duri e frequentemente, forse troppo, alle prese con continui infortuni muscolari a cui bisogna prima o poi dare delle risposte.
Quindi ? Conte va difeso o attaccato?
La verità è che mister Conte non va né difeso né attaccato, bensì va giudicato in buona fede e cercando sempre di trovare il giusto equilibrio e la giusta serenità. Difatti, se da una parte è vero che il Napoli sembra non avere un gioco brillante e coinvolgente, dall’altra parte non si può negare che stiamo sempre parlando di una squadra che comanda la serie A da due anni ed in piena lotta per la qualificazione al turno successivo in Champions League.
Conclusioni …
Pertanto, ciò che da oggi deve essere sempre più chiaro nell’ambiente azzurro, ciò che deve e dovrà essere la vera parola d’ordine a Castelvolturno e dintorni, è “equilibrio” nel giudizio e nelle valutazioni. Ciò che storicamente ha rallentato la crescita di una piazza, di una città, di un club è sempre stata l’incapacità di vivere con il corretto raziocinio il gioco del calcio. Da una parte capaci di grande slancio nelle epoche dorate, ma dall’altra anche di grandi depressioni nei momenti meno felici. Quindi, ciò che mister Conte dovrà fare per essere ricordato nella storia, sarà insegnare a questa piazza cosa significa essere grandi e cosa significa rimanere tali a lungo, dovrà insegnarci il valore dell’equilibrio e della capacità di rinnovare ogni anno passione, mentalità e voglia di vincere.




