Per qualcuno ha pagato il cambio di modulo, per altri la convivenza con Kevin De Bruyne. Per i più ottimisti, quello vissuto da Scott McTominay in questo avvio di stagione è stato solo un momento di appannamento o, più semplicemente, un rallentamento. Rispetto agli standard elevatissimi a cui ci aveva abituato lo scorso anno, lo score di quest’anno è sicuramente inferiore. Bisogna però essere obiettivi. La stagione è appena iniziata e non può dirsi che sia del tutto negativa, anzi. Il calcio non si compone solo di freddi numeri ma il tutto va analizzato a 360 gradi.
Segnali di risveglio dopo la sosta Nazionali per McTominay
Nelle scorso ore è infatti arrivato il gol nel successo della Scozia sulla Bielorussia, un 2-1 che porta la sua firma. Questo deve essere interpretato come l’inizio della sua ripresa. Un moto di risveglio, un monito all’intera Serie A ed ad Antonio Conte, il quale avrà sicuramente gioito alla notizia. McTominay. aveva evidenti difficoltà a segnare, la porta non la inquadrava con precisione come una volta, ma certi momenti capitano ed il gol di ieri potrebbe aver cacciato via ogni fantasma.
Un’estate complicata quella per McTominay
La stagione di McTominay non è iniziata nel migliore dei modi, questo è evidente, ma perché? Una preparazione estiva incompleta, condizionata da piccoli acciacchi e da un carico di lavoro ridotto rispetto ai compagni, ha sicuramente determinato un ritardo sulla sua forma generale. Il centrocampista scozzese è arrivato all’avvio della Serie A senza aver potuto accumulare il ritmo partita e la fiducia necessari per esprimere al meglio le sue caratteristiche: corsa, intensità e inserimenti.
È un aspetto spesso sottovalutato:
Il precampionato, spesso ridimensionato dall’opinione pubblica, in realtà, non è solo preparazione fisica, ma anche psicologica. Saltare settimane di lavoro significa arrivare in ritardo nel processo di costruzione della condizione mentale e del feeling con la squadra, soprattutto alle porte di una stagione con grandi novità tattiche e tecniche.
Non una questione solo tattica
In molti hanno interpretato il momento no di McTominay come una conseguenza del suo ruolo in campo, della mancanza di un sistema tattico che lo valorizzi pienamente. In parte può essere vero, ma il problema principale sembra giustificarsi altrove. Si tratta di un calo probabilmente più fisico per un giocatore che deve ritrovare fiducia, gamba e serenità, per un giocatore che viene da una stagione quasi poetica, che lo vedeva leggiadro e sicuro di sé, una stagione in cui ogni pallone che passava tra i suoi piedi veniva trasformato in oro.
Tempo, la parola chiave
La soluzione non è forzare, ma aspettare. Dargli tempo per ritrovare il ritmo, la brillantezza e la fiducia nei propri mezzi. Quando il corpo tornerà a rispondere, anche la mente seguirà, e con essa tornerà il giocatore dinamico e determinante che tutti conosciamo. Chi conosce lo scozzese sa che non è tipo da arrendersi: ha sempre risposto ai momenti difficili con il lavoro e con il silenzio, senza cercare alibi. McTominay è sempre stato un punto di riferimento silenzioso ed al contempo un grande esempio di professionalità. Anche questa breve fase di appannamento rappresenterà per lui l’occasione di un’ulteriore crescita personale, che lo porterà a brillare fra le stelle del firmamento calcistico ancora di più.




