Si è fatta trovare pronta al suo ultimo appuntamento Ornella Vanoni, morta a Milano all’età di 91 anni. Un arresto cardiaco si è portato via lo spirito ilare della musica italiana, ormai volto fisso televisivo nel programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Proprio al conduttore ultimamente in diretta aveva dichiarato: “Mi trovi in forma; io fingo, ma sto malissimo”, segno che il peso dell’età era per lei tangibile.
ORNELLA VANONI, OLTRE LE CANZONI UN MOOD DI VITA
Addio ad Ornella Vanoni, signora della canzone italiana dalla voce di qualità. Ricercata, seduttiva, ironica, accompagnata da uno spirito che la rendeva sempre presente a se stessa e alla volontà di trangugiare l’esistenza a morsi, senza rimpianti. Lei, estiva nel cuore e nel canto, avviluppato da un non so che di leggerezza, ha venduto ben 55 milioni di dischi, collezionato 8 edizioni sanremesi e vinto ben due premi Tenco. Goliardica, innamorata della vita e sprezzante della morte, aveva dichiarato a tal proposito: “Non ho paura della morte. Capirò quando sarà il momento di andarmene, quando sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me. Non voglio fare come mia zia che è vissuta fino a 107 anni; un tormento. Aveva mente lucida e il corpo infermo. Guardava il soffitto e mormorava: “Signore portami via”.

MUSICA IN LUTTO, LE COLLABORAZIONI DELLA VANONI
Toquinho, George Benson e Vinícius de Moraes, le canzoni della Mala e “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria”, l’album rientrato tra i 100 dischi più belli della musica nostrana. Poi ancora Mogol, Paolo Conte, Dario Fo, Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Pacifico, Francesco Gabbani, Renato Zero, Franco Califano, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Gerry Mulligan rientrano tra le sue eccezionali collaborazioni, senza dimenticar Gino Paoli, suo grande amore e fortunato partner musicale.
Con Paoli nacque infatti il suo sodalizio “Senza fine”, citando la canzone che meglio li ha rappresentati. Un altro grande amore della Vanoni artista è stato sicuramente il teatro, che l’ha vista legarsi anche a Giorgio Strehler, di cui fu allieva al Piccolo Teatro dove ha studiato, fino a diventarne compagna negli anni ’50. Voce e volto di ‘Rugantino’, commedia musicale di Garinei e Giovannini, Ornella arrivò perfino a Brodway. Il tutto vissuto in sei decenni di cultura artistica italiana che scompaiono con una delle icone nostrane, fatta di libertà interpretativa che l’ha resa personaggio della naturalezza per settant’anni di carriera.




