Costacurta: “Non sono un estimatore di Leao”
“non sa giocare a calcio per come lo intendo io, è più uno showman”
‘ex difensore rossonero ha dichiarato in un’intervista a Il Corriere dello Sport: “Il Milan è da Scudetto? Secondo me, no. Ha la coperta corta. Se riesce a restare compatto può fare risultato. Per caratteristiche dei suoi, soprattutto dietro, è costretto a difendere basso”.
“Non sono un estimatore di Leao, non lo sono dalla prima ora, da quando aveva diciannove anni e qualcuno lo considerava un predestinato, un futuro Pallone d’oro. Io ho giocato insieme a tanti Palloni d’oro, tutta gente che metteva il proprio talento al servizio della squadra. Leao è enigmatico, non ho mai capito se le cose che fa siano fini a sé stesse. È uno showman. Nel calcio la bellezza deve risultare anche efficace, perciò interessante. E poi Leao non è più un ragazzino, a giugno farà 27 anni, non 20″.
Ci sono allenatori da nazionale e altri da club. Pochissimi sono in grado di fare bene entrambe le cose, si tratta di mestieri diversi. Sono convinto che Pep Guardiola, un fenomeno, in nazionale non si esprimerebbe al meglio, ha bisogno di lavorare con la squadra tutti i giorni. Antonio Conte, ad esempio, è riuscito a far bene sia in Nazionale, alla quale ha aggiunto tre cose, sia nel club. Non così Luciano Spalletti”.
“Per me il più grande allenatore nella storia del calcio è Carlo Ancelotti, subito dietro Johan Cruijff che il calcio l’ha cambiato e poi Arrigo Sacchi che ha provocato un autentico terremoto, è stato l’ispiratore del Rinascimento del calcio, e non solo di quello italiano, Arrigo è la figura-chiave, Leonardo Da Vinci”.
“Allegri? Non è nei primi cinque. Max conosce perfettamente il calcio e i calciatori, i tempi di gioco, sa come uscire da ogni situazione, la sue squadre sono capaci di soffrire nei momenti in cui è la sofferenza a prevalere. Non esistono squadre che non abbiano affrontato momenti difficili, ne ha avuti parecchi anche il mio Milan migliore. Allegri è uno che ti dà tante tracce da seguire”.
“Mourinho non mi ha conquistato, vedere le sue squadre non mi è mai piaciuto. Sto parlando di chi ha centrato il triplete, di un grande. Ma non ha mai migliorato le squadre che ha allenato”.
“Chivu è intelligente, può diventare un grande allenatore. È camaleontico, mi piace come modula l’atteggiamento tattico della squadra all’interno della stessa partita. Sono belle anche le risposte che dà quando è in diretta con noi a Sky. Chivu mi intriga”.
“Spalletti è come Sacchi, come Gasperini. Sono allenatori che hanno bisogno del day-by-day per entrare nella testa della squadra. Conte è davanti agli altri due”.
“Guardo tante partite dei campionati esteri, Inghilterra, Francia, Spagna, e confesso di divertirmi parecchio, in particolare con il Marsiglia, il Psg, il Lens, il Bournemouth, tutte squadre nelle quali si nota il grande lavoro di Roberto, Luis Enrique, Iraola e Sage. Da area a area, come direbbe De Zerbi, poi nell’area avversaria contano il presidente e il direttore sportivo”.