Addio a Valentino, The Last Emperor della moda italiana

Si è spento ieri, all’età di 93 anni lo stilista Valentino Garavani,creatore dell’omonimo marchio e imperatore della moda italiana.Al suo fianco fino all’ultimo c’era Giancarlo Giammetti: socio, braccio destro e compagno di vita.

La camera ardente sarà allestita a Roma, in Piazza Mignanelli, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11:00 alle 18:00. Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Conosciuto come The Last Emperor, lo stilista lascia un marchio indelebile nella storia della moda internazionale: 45 anni di carriera trascorsi perlopiù sulle passarelle parigine.

Nel 1962 ci fu il suo debutto, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, una sfilata che lo affermò come la figura simbolo dell’alta moda italiana. In breve, Valentino divenne uno dei più popolari e apprezzati couturies e grazie alla cura, alla dedizione e alla raffinatezza che lo hanno contraddistinto dominò le passarelle finoal 2007, anno in cui decise di ritirarsi dalla direzione creativa della sua maison.

ROSSO VALENTINO, L’ ESERCIZIO DI STILE FIRMATO GARAVANI

Il suo Rosso Valentino resterà per sempre un simbolo dell’Italia nel mondo, una particolare sfumatura di rosso creata e usata dallo stilista per alcuni dei suoi abiti. Si tratta di un rosso molto acceso, un incrocio tra il carminio, il porpora e il rosso di cadmio, tendente all’arancione ma senza mai diventare arancione. 

La leggenda vuole che tutto ebbe inizio negli anni Cinquanta, quando, durante un viaggio a Barcellona, il giovane Valentino rimase colpito da un gruppo di donne vestite di rosso, in una sala illuminata artificialmente. In mezzo a mille sfumature quel colore restava intatto e fu così che il giovane studente lo scelse come il suo colore, sostenendo che il rosso è vita, passione, amore, è il rimedio contro la tristezza. Affermava che una donna vestita di rosso, soprattutto di sera, è meravigliosa; è tra la folla, la perfetta immagine dell’eroina.

Valentino ha sempre sostenuto che creare abiti per lui non fosse un mestiere, bensì una necessità vitale. Non si è mai definito un uomo eccezionale, ma semplicemente come l’esempio di chi aveva avuto il privilegio nella vita di fare quello che amava. Era un uomo fortunato: aveva avuto amore, celebrità e denaro. 

La chiave del suo successo è stata capire cosa volessero le donne: le donne vogliono essere belle e lui le rendeva tali. 

Definiva l’eleganza un equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa; essa non è legata alla ricchezza, ma è fatta di intelligenza. 

Salutiamo un uomo che non è stato solo un creatore di abiti, ma un maestro della bellezza, intesa come disciplina, stile di vita e linguaggio universale.

Mina Puca
Mina Puca
Giornalista dinamica, con una forte attenzione all'attualità e una particolare sensibilità per la fotografia. Si distingue per la sua capacità di raccontare storie complesse in modo chiaro e coinvolgente.

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