Quando la paura diventa una domanda legittima
A Bagnoli il tema ambientale torna al centro del dibattito cittadino, ma questa volta a parlare è la voce di un padre prima ancora che quella di un imprenditore. Enrico Ditto rompe il silenzio chiedendo al sindaco Gaetano Manfredi rassicurazioni chiare e verificabili sullo stato di salute dei cittadini.
Il suo intervento nasce da un sentimento condiviso da molti residenti: la paura. Paura per l’aria respirata quotidianamente, per i dati ambientali diffusi, per una comunicazione percepita come distante. Ditto rifiuta la logica dello scontro social e delle polemiche sterili, rivendicando il diritto a porre domande semplici ma fondamentali.
In un territorio come Bagnoli, segnato da un passato industriale ingombrante, ogni segnale di possibile rischio sanitario riapre ferite mai del tutto rimarginate. Per questo, minimizzare o ironizzare sulle preoccupazioni, secondo Ditto, equivale a negare la storia e il vissuto di chi abita il quartiere.
Bagnoli e rispetto istituzionale: una richiesta civile
Il nodo centrale resta la trasparenza. Ditto chiede se eventuali criticità fossero prevedibili e, in tal caso, perché non siano state affrontate per tempo. Ma guarda anche al futuro, sollecitando l’introduzione di strumenti di tutela come screening sanitari e controlli costanti.
Il rispetto per il cittadino, sottolinea, dovrebbe essere il punto di partenza di ogni amministrazione. Non si tratta di fermare lo sviluppo, ma di accompagnarlo con informazioni chiare e azioni concrete che restituiscano fiducia.
La storia di Bagnoli insegna che senza ascolto non può esserci rigenerazione vera. E che la paura, se ignorata, rischia di trasformarsi in distanza irreversibile tra istituzioni e comunità.




