La Campania si avvicina a un riassetto profondo del proprio sistema di mobilità. Salerno si consolida come secondo polo crocieristico e aeroportuale della regione, Capodichino è atteso da lavori importanti a fine 2026 e Grazzanise si affaccia sulla scena con una possibile funzione civile e commerciale. Uno scenario che apre prospettive inedite per il territorio, ma che richiede una regia istituzionale capace di governare la transizione senza lasciare indietro nessuno. Ne parla Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania e CEO di Worldtours, con una lettura tanto concreta quanto necessaria.
Salerno: i numeri di una crescita già in corso
Il 2026 segna un passaggio significativo per il porto di Salerno. L’Amalfi Coast Cruise Terminal, il terminal crocieristico progettato da Zaha Hadid, punta a 400.777 passeggeri e 183 approdi nel corso dell’anno, con l’ambizione di raddoppiare i volumi rispetto al 2025. Sono numeri che si traducono in occupazione reale. Applicando i moltiplicatori elaborati dalla Cruise Lines International Association — un posto di lavoro ogni 24 crocieristi nella filiera allargata — la stessa concessionaria stima un coinvolgimento di oltre 16.000 unità tra trasporti, logistica, ristorazione e servizi. Dal terminal si raggiungono le principali mete della Campania meridionale: Amalfi, Pompei, Capri, Positano, Ravello, Paestum, la Costa Cilentana e Napoli. L’occupazione cresce soprattutto nella mobilità verso l’entroterra e le coste, non nelle grandi strutture centralizzate.
Il trasporto non di linea come infrastruttura reale del turismo
Conte insiste su un aspetto che spesso sfugge alla narrazione ufficiale: la vera ricaduta economica di un flusso crocieristico si misura sul territorio attraverso il trasporto di prossimità. Transfer, escursioni, noleggio con conducente, tour organizzati. Senza quella rete, i passeggeri restano numeri su un foglio e i borghi dell’entroterra restano fuori dal perimetro del beneficio reale. “È qui che si gioca la quota più diffusa dell’occupazione”, spiega Conte. Un modello in cui la Legge regionale 10/2024 definisce le regole del comparto, offrendo un quadro normativo al trasporto non di linea come servizio strutturato a sostegno dei flussi turistici.
Capodichino, Grazzanise e il disegno del futuro
Da novembre 2026 Capodichino sarà interessato da lavori di pista che, per circa un mese, richiederanno una redistribuzione del traffico aereo. È una finestra temporanea ma significativa, che rende ancora più evidente la necessità di avere un secondo polo funzionante. Sullo sfondo avanza anche l’ipotesi Grazzanise, inserita nel nuovo Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 con una funzione complementare ai due scali principali. Una prospettiva ancora legata all’attuazione del Piano, ma che disegna già lo scenario di una Campania a tre poli. “Ben vengano due città forti e raggiungibili, addirittura tre se Grazzanise andrà davvero in porto”, dice Conte. “Proprio la pluralità degli scali impone una transizione governata.”
Nessun polo deve crescere a spese di un altro
Il punto più delicato del ragionamento di Conte riguarda il rischio di un riequilibrio che si riveli, nei fatti, una redistribuzione senza crescita netta. Napoli ha sostenuto per anni il peso dell’intero sistema regionale. Un policentrismo mal governato potrebbe semplicemente spostare altrove posti di lavoro e flussi, senza generarne di nuovi. “Chiediamo alle istituzioni di farsi garanti di una sorta di patto di stabilità, occupazionale e territoriale, che accompagni la nascita di questo sistema a più poli.” La crescita di Salerno deve aggiungere, non togliere. È la condizione minima perché l’opportunità logistica si trasformi in sviluppo reale e duraturo per tutta la Campania.




