Pnrr campania, architetti: «serve una proroga per i cantieri»

La Federazione degli Ordini degli Architetti della Campania chiede al Governo un’iniziativa urgente in sede europea per evitare che centinaia di opere pubbliche restino incompiute dopo la scadenza del 31 agosto 2026.

A Napoli, come nel resto della regione, il tema riguarda direttamente la vita quotidiana della città: scuole, strade, spazi pubblici e progetti di rigenerazione urbana finanziati dal PNRR rischiano di fermarsi proprio nella fase finale, quella più delicata dal punto di vista tecnico e burocratico.

La richiesta arriva dalla Federazione regionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che riunisce i cinque Ordini provinciali campani: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. A firmare la posizione condivisa sono i presidenti Vincenzo De Maio, Emilio Franco (anche presidente della Federazione regionale), Tommaso Garofalo, Antonio Coppola ed Emmanuel Ruggiero.

Il nodo della scadenza

Le linee guida nazionali hanno fissato al 30 giugno 2026 il termine ordinario per chiudere gli interventi collegati al Piano, con possibilità di proroghe eccezionali non oltre il 31 agosto. Entro quella data devono essere completati anche collaudi, certificazioni e il caricamento della documentazione sulla piattaforma ReGiS, passaggio necessario per la rendicontazione verso Bruxelles.

Il problema, secondo gli architetti, è che questa concentrazione di adempimenti cade in un periodo dell’anno segnato da rallentamenti produttivi, difficoltà di reperimento dei materiali e carenza di manodopera, aggravati dalle limitazioni ai lavori nelle ore più calde.

Cosa succede a Napoli e in Campania

Sul territorio regionale sono attivi oltre mille cantieri PNRR che riguardano scuole, infrastrutture, edilizia pubblica, mobilità sostenibile e riqualificazione urbana. A Napoli, in particolare, molti interventi di rigenerazione dei quartieri e di adeguamento degli edifici scolastici si trovano in una fase avanzata ma non ancora conclusa.

«Non chiediamo di rallentare il PNRR e non chiediamo di giustificare inefficienze o ritardi ingiustificati», ha spiegato Emilio Franco. «Chiediamo che venga valutata con serietà la situazione reale dei cantieri. Il 31 agosto non può trasformarsi in una linea oltre la quale il lavoro svolto da amministrazioni, professionisti e imprese perde improvvisamente valore».

La richiesta al Governo

La Federazione chiede un intervento urgente presso le istituzioni europee per valutare un differimento del termine finale, oppure, in alternativa, un meccanismo nazionale di salvaguardia che consenta di completare le opere con risorse nazionali o fondi di coesione.

«Un differimento dei termini, accompagnato da verifiche rigorose, consentirebbe di trasformare gli investimenti in opere finite, sicure e realmente utili alle comunità», sottolineano i presidenti degli Ordini campani, che chiedono a Governo, Parlamento e Regione Campania di affrontare la questione con urgenza, per tutelare cittadini, imprese e professionisti coinvolti.

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