Cerbone, l’architetto napoletano alla guida della prevenzione nazionale

C’è un filo che lega Napoli al Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ed è quello della prevenzione. L’architetto Antonio Cerbone è stato infatti nominato Delegato esterno della Commissione “Protezione Civile. Prevenzione e gestione eventi calamitosi. Coordinamento emergenze”, un incarico che riconosce anni di impegno sui temi della sicurezza abitativa e che porta a livello nazionale l’esperienza maturata nell’Ordine partenopeo.

Dietro questa nomina c’è una storia fatta di lavoro concreto, sviluppato attraverso la Commissione Sicurezza Abitativa e Protezione Civile dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, che negli ultimi anni ha reso la prevenzione uno dei propri assi portanti.

Cosa significa questa nomina per la protezione civile

Il ruolo affidato a Cerbone tocca uno dei nodi più delicati della gestione del territorio: la capacità di anticipare i rischi prima che diventino emergenze. Una responsabilità che l’architetto ha accolto con parole misurate ma chiare: «Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e con la consapevolezza dell’importanza del ruolo che mi è stato affidato».

Il messaggio centrale della sua visione è semplice quanto radicale: non basta essere pronti a intervenire, bisogna lavorare perché non si arrivi mai a doverlo fare. «Intervenire tempestivamente è fondamentale, ma prevenire è essenziale», ha spiegato. «Dobbiamo costruire una cultura della sicurezza capace di tutelare persone, famiglie e comunità prima che si verifichino le emergenze».

Le lezioni dalle emergenze internazionali

Cerbone guarda anche oltre i confini nazionali per motivare l’urgenza del suo impegno. Le immagini che arrivano dalle regioni del mondo colpite da calamità naturali, secondo l’architetto, raccontano una verità che non si può derubricare a fatalità: servono investimenti costanti nella riduzione del rischio e una diffusione più ampia delle buone pratiche, sia tecniche che gestionali.

Sicurezza abitativa: una responsabilità che va oltre la tecnica

Uno dei passaggi più significativi delle dichiarazioni dell’architetto riguarda il modo in cui intende la sicurezza delle abitazioni. Per Cerbone non si tratta soltanto di normative da rispettare o calcoli strutturali da verificare. «La sicurezza abitativa non è soltanto una questione tecnica, ma un dovere civile e morale», ha detto. «Significa proteggere vite umane e contribuire a costruire territori più resilienti».

Una lettura che restituisce alla professione dell’architetto un ruolo sociale, oltre che tecnico: quello di chi progetta pensando prima di tutto alle persone che vivranno gli spazi costruiti.

Il riconoscimento a chi ha reso possibile questo percorso

Cerbone ha voluto condividere il valore di questa nomina con chi lo ha accompagnato nel percorso professionale. «Desidero ringraziare il Consiglio dell’Ordine, il past president napoletano Lorenzo Capobianco, il presidente Alessandro Panci e il Consiglio nazionale per la fiducia accordatami», ha affermato, richiamando l’importanza di un lavoro costruito insieme, non da solo.

Prevenzione come investimento sul futuro

A chiudere il suo intervento, l’architetto ha scelto parole che sintetizzano l’intero senso del nuovo incarico: «Affronterò questo incarico con spirito di servizio e massimo impegno, nella convinzione che la prevenzione sia il più autentico investimento sul futuro delle nostre comunità».

Una dichiarazione che assume il valore di un impegno pubblico: portare a livello nazionale un modo di intendere la protezione civile che a Napoli è già diventato prassi quotidiana, con l’obiettivo di renderlo patrimonio comune dell’intero Paese.

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