Da Afragola a Tokyo: la storia di Peppe Errichiello che commuove Cardito

C’è una parola che ricorre spesso quando si racconta la storia di Giuseppe Errichiello: riscatto. E venerdì sera, al Jarden Events di Cardito, quella parola ha preso forma davanti a oltre trecento persone arrivate per la presentazione di “Un napoletano al wasabi”, il memoir che racconta il suo percorso dall’infanzia difficile ad Afragola fino al successo internazionale come pizzaiolo a Tokyo.

Non è stata la classica presentazione di un libro. È stata piuttosto una serata costruita attorno a un’idea semplice ma potente: raccontare che i sacrifici, se accompagnati dalla volontà giusta, possono portare lontano. Anche a novemila chilometri di distanza.

Un’infanzia complicata, un riscatto costruito giorno per giorno

Il libro, scritto insieme a Luigi D’Antonio, non addolcisce nulla. Racconta con onestà un’infanzia segnata da un rapporto difficile con il padre, bilanciata dalla presenza fondamentale della madre Pina e dello zio Tonino, la persona che per prima gli ha insegnato il mestiere del forno.

Poi arriva la fase della strada, delle tentazioni, della disciplina imparata durante il servizio militare. E arriva Ayumi, la prima moglie, l’incontro che cambia tutto e che spinge Giuseppe a lasciare l’Italia per il Giappone, dove dovrà reinventarsi completamente.

A Tokyo la vita non è semplice: una cultura diversa da imparare, la nostalgia di casa che non se ne va mai del tutto. Ma è proprio lì che nasce “Napoli sta’ ca’”, il marchio che porterà Errichiello fino ai vertici della classifica 50 Top Pizza, la conferma che la strada intrapresa era quella giusta.

La città che ringrazia il suo cittadino

Ad aprire la serata è stato un momento carico di significato: il sindaco di Afragola, Gennaro Giustino, insieme al vicesindaco, ha consegnato a Errichiello una targa di riconoscimento della città, un gesto per dire grazie a chi ha portato il nome di Afragola dall’altra parte del mondo, diventando un esempio per i più giovani.

Il talk-show che ha animato la serata, condotto dal giornalista Francesco Russo, ha dato spazio al dialogo tra Errichiello e il coautore Luigi D’Antonio, ricostruendo insieme al pubblico le tappe di un percorso umano prima ancora che professionale.

Presente anche l’onorevole Maria Spena, capogruppo della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, che ha voluto essere parte di questa serata per portare il proprio sostegno personale al percorso di Peppe.

Una storia d’amore e un progetto per i più fragili

Accanto a lui, sul palco, la moglie Stefania Tuccillo, che ha condiviso con il pubblico il significato profondo dell’iniziativa benefica legata al libro. Attraverso l’associazione “Sol Levante”, tutto il ricavato della vendita del volume e delle donazioni raccolte durante la serata sarà devoluto a progetti dedicati a bambini con bisogni speciali e al sostegno di associazioni sportive di judo attive in Campania, realtà che ogni giorno lavorano per l’inclusione di giovani provenienti da contesti difficili.

Il maestro di judo Mario Palermo ha raccontato dal palco quanto lo sport possa rappresentare davvero un’occasione di riscatto, un parallelo naturale con la vicenda personale di Errichiello.

Quando una storia diventa comunità

La serata si è chiusa con un dj set e un momento conviviale che ha permesso agli ospiti di avvicinarsi al protagonista, scattare foto e farsi autografare la propria copia del libro. Un finale leggero dopo una serata intensa, organizzata da Just Live con Luigi Castaldo e M4 Associati con Max Soria. Il libro è pubblicato da LFA Publisher.

La storia di Peppe Errichiello dimostra che le radici, anche quando si vive lontano, restano il punto fermo da cui ripartire ogni volta.

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