La madrina dell’International Coffee Forum ha trasformato il lavoro rurale in emancipazione e futuro
Ci sono storie che cominciano tra le piante di caffè e arrivano lontano. Quella di María Ysabel Balbuena, madrina della seconda edizione dell’International Coffee Forum, nasce nella Repubblica Dominicana e approda a Napoli il 1° ottobre, quando al Palazzo dell’Immacolatella Vecchia riceverà un International Coffee Award speciale.
Una scelta che parla di comunità
Balbuena è fondatrice e presidente di ADOMUCA, associazione che ha aiutato le coltivatrici dominicane a diventare proprietarie del proprio lavoro, del reddito e delle decisioni sulle risorse. Per oltre trent’anni ha difeso il ruolo delle donne lungo la filiera, perché la loro presenza non restasse invisibile. Il premio “Mujeres que Cambian el Mundo”, ricevuto nel 2016, ha riconosciuto questo percorso.
La sua nomina coincide con la Giornata Internazionale del Caffè e con due giornate, il 1° e il 2 ottobre, dedicate a chi coltiva, lavora, racconta e serve la bevanda. Balbuena ha definito un grande onore la scelta, dedicandola alle produttrici della Repubblica Dominicana e alle donne che sostengono ogni giorno le comunità rurali.
Un forum con molti modi di stare insieme
L’International Coffee Forum non sarà soltanto un appuntamento per professionisti. Accanto ai sei panel congressuali, con 24 relatori e sei speaker d’apertura, ci saranno musica, danza, libri, assaggi e dimostrazioni.
La prima giornata comincerà con il confronto sui mercati globali e sull’espresso di qualità. Andrea Illy, Riccardo Monti, Vittoria Percuoco ed Enrico Vergnano discuteranno di export, tracciabilità e tecnologia. Poi Alessandro Borea, Michele Sergio, Marco Simonetti e Roberto Nocera parleranno del bar come spazio di esperienza. La mattinata si chiuderà con Mauro Cipolla, Vincenzo Sansone, Valentina Palange e Davide Cobelli, impegnati sul rapporto tra analisi sensoriale e certificazioni.
Il 2 ottobre si guarderà alla casa, agli effetti dei composti bioattivi e al futuro sostenibile della filiera. Marco Schiavon, Fulvio Di Santo, Antonio Fresa e Rosario Carafa affronteranno il consumo domestico; Mauro Mario Mariani, Carmen Stanziola, Ciro Lollo e Lorenzo Sarvello il lato salutare; Mario Rubino, Fabrizio Sarghini, Andrea Zocchi e Nicola Mastromartino agroforestazione, risorse idriche e rigenerazione. Fabio Russo modererà tutti gli incontri.
La cultura del caffè diventa racconto
“L’Italia in un caffè” porterà otto città in una performance di Guglielmo Campajola e Gianni Cocco. Carmen Clemente proporrà quattro sessioni di Latte Art su montatura, bevande vegetali, choco art e cappuccino arcobaleno.
Il tributo a Pino Daniele sulle note di “‘Na tazzulella ‘e cafè” coinvolgerà il pubblico con strumenti popolari e oggetti del rito quotidiano. The Dance Gallery, invece, dedicherà “El último café” al tango di Cátulo Castillo, con la coreografia di Francesco Somma. Ci saranno anche i libri di Gianni Cocco, Mauro Cipolla e Igles Corelli, la caffeoveggenza di Maurizio Caso Panza e le canzoni di Antonio Carluccio.
Un invito aperto
Il Gran Caffè Gambrinus, partner dell’evento, proporrà due creazioni dedicate al Forum, mentre Michele Pepe porterà il suo “Pancaffè”. L’installazione “Coffee ‘n time!” mostrerà in tempo reale i numeri del caffè nel mondo. Sono previsti quattordici International Coffee Award 2026, ingresso gratuito, una capsula portafortuna per ogni partecipante e la presenza di studenti campani e operatori da tutta Italia.




