Lo psichiatra Barretta spiega il meccanismo che trasforma la paura in carenza durante il fermo dei camion
Basta una foto inoltrata in una chat per far svuotare un supermercato. È la lettura di Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, sulle scene viste in questi giorni nel Mezzogiorno durante il fermo degli autotrasportatori contro il caro gasolio. Il camion fermo svuota il magazzino, ma è la fotografia dello scaffale vuoto a svuotare lo scaffale.
Il meccanismo della paura condivisa
Quando migliaia di persone ricevono la stessa immagine e decidono insieme di comprare per tre settimane, la carenza temuta diventa reale. Secondo Barretta il panico nasce dallo scarto tra i tempi immateriali di chat, gruppi e notifiche e quelli della merce, che viaggia molto più lentamente.
Una protesta che pesa su quattro regioni
Il fermo ha rallentato le consegne in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, con ortofrutta e banchi frigo i più colpiti. A Napoli Confesercenti Campania ha parlato di scaffali riforniti solo per metà, ma in vari punti vendita la corsa alle scorte ha peggiorato il quadro. Le associazioni di categoria hanno invitato a non fare incetta.
Le quattro radici del fenomeno
Il panic buying è stato analizzato soprattutto nelle emergenze sanitarie. Una revisione del 2020 sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, a opera di ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore, indica quattro cause: percezione della minaccia, paura dell’ignoto, bisogno di controllo e influenza della rete sociale. Per Barretta oggi agiscono tutte insieme.
Il costo emotivo delle scorte
«Fare scorte è un modo per riprendersi il controllo, ma è un controllo che si paga con l’ansia di tutti gli altri», spiega lo psichiatra. Chi esagera si calma per qualche ora, chi arriva dopo trova il vuoto e lo racconta, alimentando il ciclo. È una questione di salute emotiva e comportamentale della comunità.
Cosa resterà dopo il fermo
Il fermo dovrebbe finire a mezzanotte di oggi e il 27 ottobre è previsto il confronto con il ministero dei Trasporti. Gli scaffali si riempiranno in pochi giorni, ma per Barretta resterà l’abitudine: alla prossima vertenza la popolazione, che avrà visto due volte in sei anni i supermercati svuotarsi, reagirà ancora più in fretta.




