“Tra donne” di Rita Nappi “deComporre” edizioni vedrà la luce il 28 di marzo alla associazione “le note di Napoli” il libro è uno spaccato in versi della capacità tutta al femminile di resistere e reinventarsi.
Dice nella prefazione “Maria Laura Annibali:” “Un inno alla straordinaria capacità che noi donne abbiamo di vedere oltre, tra alti e bassi, tra nebbie e squarci di sereno, come la stessa autrice- ci suggerisce.”
[…]
Raggiungo apici,
/
vette d’immagini senza
tramonto,
/
poi scendo d’improvviso
/
verso un
baratro tremendo,
/
temendo di cadere
/
e per-
dere l’equilibrio.
//
Ma rialzo il capo,
/
mi tengo
stretta.
//
È così: intermittente, gracile,
/
delicata
/
e sempre inaspettata.
Mai vinte”
Maria Laura Annibali
“Agli amori universali al plurale e al femminile.
A chi resta.
A chi è passata”.
Il Libro tutto al femminile vede la copertina di Maria Lepkowsca
La prefazione appunto di Maria Laura Annibali, Introduzione di Franca Alaimo e postfazione di Sandra Cervone.
Il testo è talmente bello da essere stato tradotto in francese per la università della Louisiana e “Chissà come baci” inserita nella rivista “Feux Follets” del dipartimento Francofono di lingue e letterature moderne della università della Louisiana a Lafayette (Usa).
La poesia Atlante è stata inserita nella antologia “di miele e di spine” con altri poeti contemporanei come Maria Grazia Calandrone-Laura Pugno-Milo De Angelis David La Mantia.
Il libro sarà presentato il 28 marzo dalla associazione “Le note di Napoli” ed è stato proposto per la sua bellezza al premio “Strega”.
Dunque, il 28 marzo al centro storico via banchi nuovi 8, Rita Nappi ha scelto me come relatore-moderatore del suo libro (speriamo di esserne all’altezza).
Rita è già conosciuta in the world per aver partecipato a premi nazionali ed internazionali, andando a memoria con “I poeti viandanti” un tour tutto italiano che l’ha portata in giro per le piazze d’Italia e ancora “I miei.
Orizzonti diversi” (anno 2015) e poi “Agri fogli” (2021) terribile spaccato di sofferenze e liberazioni mentali.
La nostra “Brigantessa “chiamata così per le sue lotte in difesa del mezzogiorno e della terra dei fuochi con le associazioni del campo avrà sicuramente modo di stupirci ancora.
Perché le sue non sono soltanto poesie, ma un trapano attraverso il quale scava nel subconscio di ognuno di noi e con il quale ci obbliga ad aprire gli occhi e vedere le cose come sono non come sembrano.
Che Rita Nappi sia un fenomeno da seguire è pacifico che non tocca a noi spoilerare altro altrettanto logico. Il 28 non è lontano andiamo dunque a vedere Rita stavolta come ci stupirà.
DI Ciro Tumolillo





