ACNCC denuncia una prassi consolidata sullo scalo salernitano: una somma in contanti richiesta a ogni accesso, senza base giuridica chiara e senza parità di trattamento con le altre categorie del trasporto pubblico non di linea.
Venticinque euro in contanti, ogni volta, all’ingresso del porto. Una ricevuta cartacea che riporta una ragione sociale ma non spiega perché quella somma debba essere versata. Nessuna possibilità di pagare con il bancomat. E, dettaglio che pesa come un macigno, la stessa richiesta non viene rivolta ai taxi che accedono allo stesso scalo per lo stesso tipo di attività.
È questo lo scenario denunciato da ACNCC, l’associazione dei noleggiatori con conducente, che ha deciso di portare il caso davanti alla Guardia di Finanza con un esposto formale e di scrivere al neosindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per chiedere un intervento politico e istituzionale urgente.
Cosa succede al porto di Salerno ogni giorno
Gli operatori NCC che accedono allo scalo salernitano per accompagnare o prelevare clienti in arrivo o in partenza si trovano, sistematicamente, a dover pagare una somma in contanti. Il prelievo viene effettuato da chi gestisce gli accessi, ma la ricevuta che ne risulta non contiene alcun riferimento normativo, nessuna tariffa pubblicata, nessun atto amministrativo che ne giustifichi l’esistenza.
Secondo ACNCC, le ordinanze attualmente in vigore attribuirebbero agli NCC il diritto di parcheggiare liberamente al porto. Salerno Cruises, la società che risulterebbe concessionaria, avrebbe un titolo limitato all’accoglienza dei clienti, non al controllo degli accessi a pagamento. Il quadro giuridico, quindi, renderebbe la prassi non solo discutibile ma potenzialmente priva di fondamento.
L’Autorità Portuale avrebbe di recente inviato una richiesta ufficiale di chiarimenti alla concessionaria. «È un buon primo passo», ammettono da ACNCC, «ma attendiamo una risposta concreta. Dalle ricevute in nostro possesso stimiamo un giro d’affari di svariate centinaia di migliaia di euro generato da questo prelievo».
Perché i taxi non pagano e gli NCC sì
La disparità di trattamento è il cuore della protesta. Taxi e NCC svolgono, in questo contesto specifico, una funzione analoga: trasportare passeggeri da e verso lo scalo. Eppure solo gli NCC vengono chiamati a pagare. Una differenza che, secondo l’associazione, non trova riscontro in nessun atto normativo vigente e che configura una discriminazione di fatto nei confronti di una categoria già sottoposta a pressioni crescenti.
«Si moltiplicano gli oneri, si addebitano costi per ogni accesso, ogni operazione, ogni passaggio. Di contro, i disservizi che subiamo continuano ad aumentare», denunciano i vertici di ACNCC. Il riferimento al “bancomat” non è casuale: gli operatori vogliono sottolineare come la loro categoria sia diventata un punto di prelievo sistematico, senza che a questo corrisponda alcun miglioramento delle condizioni di lavoro o dei servizi ricevuti.
L’appello al sindaco e alle istituzioni
La lettera al neosindaco Vincenzo De Luca porta con sé un messaggio che va oltre la denuncia contingente. Il porto di Salerno è uno scalo strategico per il turismo del Sud Italia. La qualità del sistema che lo governa, dicono gli operatori, si misura anche nel modo in cui vengono trattate le categorie professionali che ne garantiscono il funzionamento quotidiano.
«Vogliamo credere alle parole dell’ex Governatore che vuole fare della nostra città la Montecarlo d’Italia», scrivono. «Il modo in cui si lavora nel settore, però, dice molto della credibilità del sistema Salerno davanti agli operatori esteri che vi sbarcano ogni giorno». La richiesta finale è chiara: regole certe, applicate in modo uniforme, e un intervento immediato da parte di Autorità di Sistema Portuale, Comune e forze dell’ordine.




