ROMA – La forza della memoria, il potere della percezione e un messaggio eversivo contro ogni forma di pietismo assistenziale. Con queste premesse la sceneggiatura “L’Architetto del Vento”, firmata dal giornalista e autore Valerio Tramontano, conquista un posto tra le opere finaliste della categoria Short Category della nona edizione di “Uno Sguardo Raro”, il Festival Internazionale del Cinema sul Tema delle Malattie Rare e dell’Inclusione Sociale, in programma a Roma dal 16 al 21 novembre 2026. L’opera si inserisce in una delle vetrine cinematografiche più attente al racconto della fragilità, distinguendosi per una cifra stilistica che unisce lirismo visivo e rigorosa riflessione deontologica sulla rappresentazione della disabilità. La narrazione segue la vicenda di Alessandro, 35 anni, ex stella del calcio oggi costretto su una sedia a rotelle. Alessandro non corre con le gambe, ma con la memoria emotiva, dimostrando che la libertà risiede prima di tutto nella percezione di sé.
Il messaggio che l’opera affida al pubblico e alle giurie del Festival è netto: superare la narrazione della disabilità come mero “oggetto di assistenza” per affermare la persona come soggetto attivo di produzione culturale. Sul set la distinzione tra chi guida e chi viene guidato scompare, lasciando spazio alla sola dimensione dell’opera d’arte condivisa. I vincitori e i premi speciali della rassegna saranno proclamati nel corso delle giornate romane del Festival (16-21 novembre), in una cornice da sempre tesa a valorizzare le storie capaci di guardare la realtà con uno “sguardo raro”, libero da stereotipi e pregiudizi.

(Valerio Tramontano)




