Nicoló Govoni, cremonese di origine, a soli 32 anni è l’anima cofondatrice di Still I Rise e crea scuole gratuite in territori sensibili e difficili, garantendo il baccalaureato internazionale. È attivo col progetto in Siria, Colombia, Yemen, India, Kenya, Sudan e non solo. Fino ad ora ha supportato direttamente 5mila persone, con un percorso iniziato 5 anni fa come attività di volontariato nelle baraccopoli, prima di trovare piena possibilità di realizzazione. L’organizzazione indipendente che attualmente vanta 150 professionisti in collaborazione, non accetta fondi pubblici e sovranazionali, ma da aziende, fondazioni ed individui (per il 70%). L’idea di scuola diffusa è quella attiva della pedagogia, che lascia i bambini e ragazzi essere protagonisti delle loro lezioni, leggendo un libro a settimana( unico compito scolastico a casa), per un totale di 48 libri l’anno. Sono gli stessi alunni, educati a seguire 13 valori fondamentali, partendo dalla solidarietà, a dare due volte l’anno voti agli insegnanti. La loro lezione non è frontale, ma si costruisce sull’autonomia dei discenti durante il percorso formativo.
Candidato al Premio Nobel per la pace 2020, Nicolò ha creato Still I rise come movimento di protesta dopo aver visto l’aberrante modo in cui venivano trattati i profughi, avviluppati dalla violenza. L’idea di Govoni è quella di replicare il modello scolastico inclusivamente libero anche in Italia, partendo dalle realtà complesse di Napoli, formando docenti sul territorio, pronti a seguire il metodo di Still I rise. Ed il Comune di Napoli ha accettato il partnariato per poter formare i primi docenti secondo il modello che in Italia esiste solo a Milano, e in istituti costosissimi.

La magnifica notizia è stata comunicata durante la serata di gala organizzata da Fabiana Pica, a Villa Di Donato, dimora settecentesca senza eguali. A raccontare la centralità di Napoli nel progetto Still I nRise, è stato proprio Nicolò Govoni, insieme all’Assessore Maura Striano. Il mondo delle associazioni con Angeli del Bello di Francesco Muzio, l’Accademia della Creatività Territoriale, Octopus Record, Le creazioni di Sara, insieme a tante altre realtà ha partecipato al momento divulgativo benefico, animato dalla musica di Ciro Scialla. Anche l’arte si è resa fruitrice del messaggio Govoni. Con l’acquisto di opere esposte in villa realizzate da Alessandro Flaminio, Bernardo Tuccillo, e la rete di artigianato Io Compro Campano, è stato possibile sostenere Still I Rise, realtà in crescita, grazie alla buona volontà di tante persone che credono nel potere della sensibilità, come ci racconta Nicolò Govoni.

L’INTERVISTA – NICOLO’ GOVONI, L’ANGELO DELL’ISTRUZIONE NEL MONDO’
- Nicolò, con Still I Rise propugni il metodo della scuola attiva che la pedagogia dewiana ha cercato di lanciare come modello. Conoscevi la storia della pedagogia quando hai scelto di attivare questo metodo nel mondo?
Ho avuto come formazione quella giornalistica, perchè sono laureato in Giornalismo, per cui in una materia non attinente alla pedagogia. Ho avuto però la fortuna di essere circondato da persone che sono laureate in questo e mi sta molto a cuore. Still I Rise non è Nicolò Govoni. Siamo ad oggi più di 150 professionisti con contratto, che fanno questo di lavoro e più di 450 volontari. Io sono un po’ il frontman ma si tratta di un team che va oltre me. Abbiamo un dipartimento di educazione che si occupa del metodo. Io lo diffondo e faccio da portavoce, però c’è tutto un corpo di professionisti con la missione di sviluppare la didattica, che può attingere alle fonti della pedagogia. - Parliamo di pace e luoghi sensibili. Costruire cultura significa educare alla libertà e alla pace che diventa rete. Questo è un momento sensibile. C’è stata anche una tua candidatura al Nobel per la pace. Come l’hai recepita, ed oggi quale messaggio vorresti fare arrivare alla politica e ai giovani?
- La nomina al Nobel risale al 2020. E’ stato un momento sorprendente ed anche molto bello, che non può che essere circoscritto a un evento di cui non posso farmi fregio. Penso che sia uno sprone, più che un riconoscimento, perchè cinque anni fa chi cavolo ero…e chi cavolo sono! Quello che posso dire da signor nessuno (e mi interessa parlare di più ai giovani che alla politica), è un messaggio contro il fatalismo e contro il pessimismo. Io vedo purtroppo intorno a me, una generazione più giovane della mia che sempre di più è in preda a una indifferenza indotta (non perchè siano indifferenti di matrice, ma perchè vengono bombardati da notizie negative che ti impediscono di essere ottimista). Quando ti viene raccontato che il futuro è una cosa da temere, la cosa migliore che puoi fare è startene fermo. Questo non solo è deleterio per le persone e per tutto il Paese, ma è anche propedeutico a un certo tipo di politica. Ai ragazzi dico: “Non crediamo a quello che ci viene detto come se fosse l’unica versione possibile. Ci sono tantissime evidenze di cambiamento in positivo nel mondo. I dati parlano chiaro sulla povertà ad esempio, che negli ultimi anni sta crollando; e sulla sicurezza che sta aumentando. Il mondo sta diventando un luogo imperfettamente migliore. Questo non lo dico io, e nel momento in cui accettiamo che il mondo si può cambiare, allora non c’è più una scusa per non farlo”.





Bravissima Pina, la tua intervista delicata ha colto l’anima di un progetto bellissimo, quello di Nicolò Govoni e tutti noi di Stile I Rise..ci auguriamo presto di poterne vedere i frutti anche a Napoli con una scuola inclusiva che offre un’educazione scolastica di eccellenza per i bambini vulnerabili più meritevoli🧡