Addio a Giorgio Armani, re dell’eleganza italiana per mezzo secolo

La moda italiana perde il suo re. Giorgio Armani si è spento all’età di 91 anni, dopo un ricovero ospedaliero taciuto al Mondo. L’annuncio arrivato nel pomeriggio del 4 settembre da parte dell’azienda, comunica funerali in forma privata fissati per domenica 7 settembre, a Milano. Lutto cittadino proclamato nel capoluogo meneghino lunedì 10 settembre.

La camera ardente accoglierà invece, amici ed estimatori dello stilista sabato 6 settembre, dalle ore 9.00 alle 18.00, presso l’Armani Teatro di Milano in via Bergognone 59.

Dipendenti e colleghi salutano con cordoglio lo spirito comunitario di uno stilista che per 50 anni ha dettato tendenze, guidato ed ispirato operatori della moda, oltre ad aver conquistato star system, miriadi di donne ed uomini innamorati del suo stile elegante, legato all’immagine altamente pulita e professionale della persona.

Recentemente lo stilista aveva scritto sui social: “Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e la realtà”. Valori riconoscibilissimi nello stile Armani, divenuto dagli anni Settanta in poi, sinonimo di affidabilità del Made in Italy.

ARMANI, MEZZO SECOLO DI TENDENZA E INCONFONDIBILE ALLURE

Lungimirante nel disegnare un nuovo stile della moda uomo e della moda donna, Giorgio Armani ha puntato i riflettori sull’essenziale eleganza italiana. Lo stilista piacentino trasferitosi a Milano nel 1949, amava disegnare già sui banchi di scuola, quando al liceo si distraeva in classe con questa occupazione durante le lezioni. La Facoltà di Medicina lo distolse per poco da questa vocazione, culminata in una carriera iniziata presso La Rinascente nel 1957. Il massimo successo arriva con il film “American Gigolò”, in cui Armani veste Richard Gere, rendendolo affascinante nei suoi completi maschili. Lo stilista conquista il mondo del cinema, diventando importante riferimento per i più grandi red carpet del settore in cui impera ancora oggi.

La moda uomo è il trampolino di lancio che lo spinge a fondare il marchio Armani nel 1975. Il campo di prova diventa il pret-à-porter. Emporio Armani ed Armani Jeans sono i marchi che avvicinano Re Giorgio alla gente comune, con capi pensati per la vita di tutti i giorni.

Mostre – evento accompagnano la fama dello stilista dal Duemila in poi, rendendolo una icona artistica a 360 gradi. La passerella Armani è infatti teatro di nero, tailleur, grigio, bianco e oro, oltre che di velluto, che non mancano mai nelle sue collezioni.

Armani sceglie di vestire nel tempo importanti messaggi umanitari, come la famosa campagna “Armani veste la Pace; si pone contro il fast-fashion, concezione moderna che svilisce il senso sartoriale e valoriale della moda, e lancia imput riflessivi determinanti sull’eleganza: “La legge del lusso non è aggiungere, ma togliere – afferma re Giorgio – L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”. Eretico, come amava autodefinirsi, Armani ha saputo con la sua stessa personalità incarnare l’essenza della bella italianità, fatta di rigore e sregolatezza miscelati sapientemente in una eccezionalità senza pari che la moda italiana e non solo, ricorderà per sempre.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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