Di Caro e Scognamiglio: difficoltà del Napoli ad inizio stagione sottovalutate, dal 4-3-3 al 3-4-2?

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Andrea Di Caro, vicedirettore della Gazzetta dello Sport

“Il Psv è una squadra in forma che gioca bene, anche forte, ma nulla di trascendentale negli uomini, nelle individualità e nelle prospettive future. La Champions è un torneo difficile, da qui a prendere 6 gol ce ne passa. Le difficoltà del Napoli ad inizio stagione sono state sottovalutate, ma abbiamo visto il Napoli vincere con sofferenza o perdere. Le aspettative ad inizio stagioni erano ben altre perchè da una squadra scudettata con un mercato ricco nella quantità e nella spesa complessiva ci si aspettava di più. Vero, non sono arrivati tutti giocatori da 70 milioni, ma il Napoli ha dotato Antonio Conte di tutti i giocatori sin da subito. Detto questo, l’amalgama non si è trovata.

Forse il Napoli ha un po’ la pancia piena

Forse il Napoli ha un pò la pancia piena, forse sono arrivati giocatori, De Bruyne su tutti, che hanno portato leadership, ma ha anche un cambio dell’assetto tattico che aveva funzionato e forse ancora, chi è arrivato forse non sta rendendo. Le motivazioni possono essere tante, ma il Napoli deve recuperare il suo dna, fare delle scelte anche impopolari se servono e riportare tutti sullo stesso livello di pensiero e atteggiamento. Questa scoppola può portare al cambiamento: Conte è uno che quando è di fronte all’impresa dà il meglio di se stesso, quando deve aggiungere qualcosa che non c’è è imbattibile. Quest’anno pareva ci fosse tutto, abbiamo capito che così non è e quindi Conte può fare il suo miglior lavoro. 

La gara con l’Inter è un’occasione

La gara con l’Inter è un’occasione e se il Napoli batte l’Inter può ottimizzare i tempi. Se batte il Pisa o il Cagliari si riprende, ma non ha la prova del nove, se invece gioca una gara da vecchio Napoli e batte l’Inter significa che la strada si può riprendere. 

Sembra che tutti stiano dando un po’ meno

Sembra che tutti stiano dando un po’ meno, forse la consapevolezza di essere forti ti fa rendere di meno, possiamo metterci diverse ragioni, ma conta il risultato finale: il Napoli è meno intenso, brillante e avvelenato e non sta giocando neanche un bel calcio. Penso che alcuni giocatori debbano ancora inserirsi e non è facile entrare nei meccanismi di Conte. Ci sono un po ‘ di interrogativi legati al mercato del Napoli e se questi diventano esclamativi, il Napoli riprende il percorso, se restano interrogativi, il Napoli si complicherà la vita. Ma resto convinto che questo Napoli possa fare bene nelle due competizioni. Non vedo nessuno in grado di ammazzare questo campionato per cui il Napoli ha il tempo per rimettersi in carreggiata. 

Il Var?

Il Var? Ci sono degli episodi che fanno molto discutere, non vedo però che abbia modificato l’andamento della stagione. E quindi, se il Milan non batte la Fiorentina è perchè non convince mai del tutto”. 

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Domenico Scognamiglio, match analyst, sul Napoli

“Vedrei bene un Napoli in campo messo diversamente. Dal 4-3-3 attuale al 3-4-2-1 in cui l’unica pedina che cambia è Di Lorenzo che viene fatto fuori dall’undici titolare. I tre centrali con McTominay e De Bruyne dietro la punta quindi già in partenza in una posizione più congeniale alle loro caratteristiche.

Nella mia idea, la fase difensiva avrebbe un doppio play in costruzione

Nella mia idea, la fase difensiva avrebbe un doppio play in costruzione. Anguissa si alza, De Bruyne si abbassa e costruisci il 3+2 e non è uno stravolgimento perchè anche col sistema attuale Di Lorenzo si alza e il Napoli fa 3+2. Oppure Buongiorno accanto a Lobotka e questo permetterebbe di liberare De Bruyne e averlo tra le linee come faceva nel City, facendo da regista avanzato. La fase difensiva con De Bruyne è molto simile a quella che vediamo ora in cui Politano si abbassa, Di Lorenzo fa il braccetto di destra dall’altra parte c’è il terzino che diventa un quinto e sempre 5-3-1-1. Cambiando una pedina sembra cambiare tutto, ma in realtà si cambia davvero poco”. 

Vincenzo Vitiello
Vincenzo Vitiello
Giornalista Sportivo - Responsabile di Sport e Calcio. Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha diretto e/o collaborato con alcune importanti testate giornalistiche.

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