Il Movimento Libero e Autonomo prende posizione dopo le rivelazioni di Quarta Repubblica e chiede un intervento immediato sulle criticità del sistema formativo
Il caso GOL Campania è tornato al centro dell’attenzione pubblica dopo il servizio mandato in onda su Quarta Repubblica, che ha sollevato interrogativi sulla gestione dei rapporti tra enti formativi e funzionari pubblici. In particolare, il riferimento a contributi economici e dinamiche di “obbligo di gratitudine” ha generato un diffuso malcontento nel settore, già provato da anni di ritardi, procedure complesse e un clima amministrativo percepito come opaco. A intervenire con decisione è Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, che sottolinea la necessità di ampliare lo sguardo oltre la narrazione televisiva.
Secondo Troisi, il servizio ha mostrato una parte della realtà
Secondo Troisi, il servizio ha mostrato una parte della realtà, ma non il contesto complessivo in cui operano centinaia di enti costretti ad anticipare risorse, fronteggiare vuoti normativi e attendere pagamenti anche per tre anni. Si tratta di una situazione che ha messo in crisi numerose strutture e che rischia di aggravarsi con l’avvicinarsi della conclusione del programma GOL, finanziato dal PNRR. La critica principale riguarda l’assenza di trasparenza nei processi decisionali e la sensazione diffusa di controlli diseguali tra gli enti, con alcune realtà che hanno visto liquidati centinaia di corsi in tempi brevi, mentre altre faticano a raggiungere numeri minimi anche dopo mesi.
Il Movimento chiede maggiore attenzione istituzionale
Il Movimento chiede maggiore attenzione istituzionale, ricordando che il comparto formativo non può essere rappresentato da poche decine di casi isolati, ma da una rete ampia e variegata di enti che svolgono un ruolo fondamentale per l’occupazione e l’inclusione sociale. Troisi invita la Regione a prendere atto della gravità delle criticità emerse e a lavorare per ristabilire fiducia tra amministrazione, operatori e cittadini, adottando un sistema più trasparente, verificabile e uniformato. È una richiesta che punta a una riforma ampia, capace di evitare che episodi come quelli raccontati diventino la norma anziché l’eccezione.
Ripensare GOL Campania
Troisi individua nella trasparenza e nella digitalizzazione gli strumenti essenziali per una riforma strutturale del sistema formativo campano. Il Movimento propone un percorso concreto: pubblicazione dei criteri di controllo, supervisione indipendente sui processi di liquidazione, e procedure informatizzate che consentano agli enti di monitorare in tempo reale lo stato delle proprie pratiche. Questi interventi, secondo Troisi, permetterebbero di restituire credibilità a un settore che negli anni ha sopportato ritardi pesanti e dinamiche procedurali non sempre chiare.
Appello rivolto al nuovo governatore Roberto Fico
L’appello rivolto al nuovo governatore Roberto Fico e al direttore generale Paolo Gargiulo non è generico: il Movimento chiede una rottura netta con il passato e un’assunzione di responsabilità rispetto alle criticità più volte denunciate in sedi ufficiali. In questo scenario, il servizio televisivo può diventare un acceleratore di cambiamento: riportando alla luce episodi controversi, ha reso evidente la fragilità di un intero sistema che necessita di un nuovo equilibrio tra ruoli pubblici e operatori privati.
Il nodo più urgente riguarda la chiusura del programma GOL Campania
Il nodo più urgente riguarda la chiusura del programma GOL Campania, momento che rischia di lasciare senza sostegno centinaia di enti. Per evitarlo, Troisi propone una fase di transizione regolata e trasparente, accompagnata da strumenti di monitoraggio accessibili e criteri equi di valutazione. La sfida non riguarda soltanto la gestione dei fondi, ma la credibilità stessa della Regione agli occhi dei cittadini e delle realtà che da anni operano nel settore.
Rendere la formazione campana un modello di efficacia significa superare ambiguità, eliminare zone grigie e valorizzare le realtà che hanno lavorato correttamente. È questa la direzione auspicata dal Movimento: un sistema formativo che funzioni secondo regole certe, trasparenti e verificabili, finalmente allineato agli standard richiesti dal PNRR e dall’Europa.




