Una regione a rischio fuga dei giovani
In Campania il tema dell’occupazione giovanile resta centrale ma irrisolto, sospeso tra buone intenzioni e risultati discontinui. A riaccendere il confronto è Enrico Ditto, imprenditore e attivista impegnato da anni nella formazione professionale, che individua nel 2026 una data spartiacque per il destino della regione. Secondo Ditto, senza una scelta politica netta e duratura sul lavoro giovanile, il rischio concreto è quello di ritrovarsi, nel giro di pochi anni, con una Campania impoverita delle sue energie migliori.
Il problema, spiega, non è la mancanza di iniziative, ma la loro frammentarietà. Progetti brevi, sperimentazioni isolate e misure scollegate tra loro rendono difficile per i giovani orientarsi e pianificare il proprio futuro. La formazione, in questo contesto, viene spesso trattata come una risposta emergenziale e non come un investimento strutturale. Eppure è proprio dalle competenze solide e riconoscibili che nasce il lavoro stabile, capace di offrire prospettive credibili.
Ditto evidenzia come l’assenza di continuità alimenti sfiducia e dispersione, soprattutto tra chi sceglie di restare e investire sul territorio. Senza una programmazione pluriennale chiara, chi studia o si forma non ha la certezza che il proprio percorso venga valorizzato nel tempo. Per questo il lavoro giovanile dovrebbe diventare un asse stabile delle politiche regionali, sottratto alla logica degli annunci e delle scadenze elettorali.
Il 2026 come ultima chiamata
Nel ragionamento di Ditto, il 2026 rappresenta un’opportunità decisiva per cambiare metodo. Puntare sulla qualità delle politiche pubbliche significa anche ridefinire il rapporto con le imprese, che devono essere coinvolte sin dall’inizio nella costruzione dei percorsi formativi. Solo così strumenti come apprendistato e alternanza possono diventare veri ponti verso l’occupazione e non semplici passaggi formali.
Un altro elemento chiave è l’orientamento, inteso come accompagnamento continuo delle persone nelle scelte formative e professionali. Orientare non significa indirizzare in modo rigido, ma aiutare a leggere il contesto e le opportunità, riducendo errori e precarietà. In quest’ottica, Ditto rivolge un invito diretto al futuro presidente della Regione Campania, Roberto Fico, affinché metta il lavoro giovanile al centro dell’agenda politica.
La Campania, conclude l’imprenditore, dispone di talenti ed energie che non possono essere lasciati nell’incertezza. Il 2026 può segnare l’inizio di una stagione nuova, fondata su politiche serie, stabili e orientate ai risultati. I giovani chiedono visione e responsabilità, non promesse a breve termine.




