Famiglie truffate trattate come occupanti abusivi
Nel cimitero di Poggioreale si consuma una delle vicende più paradossali degli ultimi anni: cittadini riconosciuti come vittime di una truffa vengono oggi raggiunti da un ordine di estumulazione delle salme dei propri cari. Un atto che arriva direttamente dal Comune di Napoli e che riaccende i riflettori sul caso delle cappelle funerarie acquistate illegalmente ma in buona fede.
Le famiglie coinvolte avevano seguito un percorso amministrativo condiviso con l’ente comunale, fondato sul riconoscimento della loro buona fede e sulla prospettiva di una regolarizzazione tramite diritto di prelazione. Un percorso confermato anche da documenti ufficiali, come il verbale della Commissione Trasparenza del luglio 2023, in cui l’amministrazione si impegnava a trovare una soluzione che non penalizzasse ulteriormente i cittadini.
Oggi, però, lo scenario è cambiato. Con un atto formale, il Comune chiede la rimozione delle salme, ignorando non solo il contesto giudiziario ma anche il principio di rispetto dovuto ai defunti. Una decisione che appare in netto contrasto con le precedenti dichiarazioni e che lascia le famiglie in una condizione di profonda incertezza, sia emotiva che giuridica.
Un dietrofront che cancella anni di affidamento
Per l’avvocato Gianni Rubinacci, che segue la vicenda sin dalle prime fasi, si tratta di un capovolgimento di senso. “Chi è stato truffato viene oggi equiparato a un abusivo”, afferma il legale, evidenziando come il Comune stia cercando di sanare a posteriori una gestione fallimentare senza distinguere le responsabilità.
Il rischio, secondo Rubinacci, è duplice. Da un lato, si apre una questione igienico-sanitaria di grande portata: estendere l’estumulazione a tutti i casi significherebbe movimentare centinaia di salme. Dall’altro, si incrina definitivamente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, perché viene meno il principio dell’affidamento legittimo generato da atti e comportamenti precedenti dell’amministrazione.
Nel mirino anche le richieste economiche avanzate dal Comune, ritenute sproporzionate e non coerenti con le normative comunali. Una scelta che, ancora una volta, sembra scaricare il peso degli errori pubblici su chi li ha subiti. Per questo motivo, la difesa chiede un intervento politico diretto che restituisca equilibrio e responsabilità a una vicenda che rischia di trasformarsi in un precedente inquietante.




