Quarto appuntamento con il Festival di Sanremo 2026 e, forse, finalmente la serata capace di unire spettacolo, leggerezza ed emozione in un unico grande racconto televisivo. È la notte delle cover e dei duetti, uno dei momenti più attesi dal pubblico, perché sul palco dell’Ariston si intrecciano generazioni, repertori iconici e collaborazioni inedite che trasformano la gara in un vero evento nello spettacolo.
La scaletta ufficiale promette ritmo e varietà e lo mantiene fino alla fine. Ad aprire le esibizioni dei trenta Big è il contagioso entusiasmo di Elettra Lamborghini con le Las Ketchup, sulle note intramontabili di Aserejé, mentre a chiudere la lunga maratona c’è Leo Gassmann con Aiello, con l’esibizione numero trenta. Ritmi e combinazioni impensabili in successione randomica, rendono la serata del 27 febbraio una delle più intense e, inevitabilmente, tra le più lunghe di questa edizione, con chiusura prevista da programma alle 1:35.
A guidare il racconto televisivo, insieme a Carlo Conti, c’è l’onnipresente Laura Pausini, protagonista anche di un medley dei suoi successi, affiancata dal ritorno sul palco di Bianca Balti, luminosa e carismatica, oltre che in gran forma. Una squadra pensata per dare ritmo, eleganza e leggerezza a una serata che si preannuncia densa di colpi di scena.
E proprio tra le sorprese spicca il mistero di Mister X, ospite segreto annunciato in scaletta con un nome che ha alimentato curiosità e ipotesi. Alessandro Siani ne veste i panni, svelando un enigma costruito ad arte come trovata per aumentare l’attesa della penultima serata sanremese. Il suo ingresso catalizza fin da subito l’attenzione del pubblico.
Non manca, inoltre, la presenza del prof Vincenzo Schettini, confermato nonostante le recenti polemiche; segno che la serata delle cover resta un territorio aperto, capace di accogliere musica e racconto mediatico insieme.


Emozioni e momenti indimenticabili
Le prime tre serate hanno già delineato un Festival imprevedibile, con ascolti solidi e una terza puntata capace di superare il 60% di share. Le classifiche provvisorie hanno visto protagonisti artisti come Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci, confermando un’edizione competitiva e ricca di identità artistiche differenti.
Ma la quarta serata è anche la notte delle emozioni più intime.
Tra i momenti più toccanti, il duetto tra Gianni Morandi e il figlio Pietro. Una performance che ha superato la dimensione musicale per diventare racconto familiare. Morandi, visibilmente commosso, ha affidato ai social parole di gratitudine e stupore, sottolineando quanto quell’esperienza rappresenti un ricordo destinato a restare per sempre. Un passaggio che ha conquistato il pubblico con autenticità e delicatezza.
Non sono mancati gli applausi per l’incontro tra Michele Bravi e Fiorella Mannoia, emozionati sulle note di un classico intramontabile, così come l’energia travolgente di Bambole di Pezza e Cristina D’Avena, capaci di trasformare un brano simbolo in una versione rock esplosiva.
Standing ovation anche per le reinterpretazioni più sorprendenti: da Dargen D’Amico e Pupo, che hanno saputo trasformare una canzone leggera in un momento dal forte significato, fino alla freschezza delle collaborazioni tra nuove generazioni e grandi maestri. Eccezionale Arisa che incarna la quintessenza angelica canora.
Bianca Balti, eleganza e messaggio
Un capitolo a parte merita l’ingresso di Bianca Balti, accolta con entusiasmo e ammirazione. La sua presenza ha un valore simbolico che va oltre la passerella. È eleganza, sorriso e consapevolezza di rappresentare un messaggio importante. Le parole della ex modella hanno ricordato quanto il palco possa diventare spazio di condivisione e forza, non solo spettacolo.

La lunga notte dell’Ariston
Con trenta esibizioni, il Premio alla carriera a Caterina Caselli, ospiti a sorpresa, collegamenti e momenti di spettacolo, la serata dei duetti si conferma una vera maratona televisiva. Una notte costruita per il grande pubblico, dove la musica incontra il racconto, e la gara si intreccia con l’intrattenimento puro.
L’attesa cresce fino alla chiusura prevista con la proclamazione del vincitore o della vincitrice delle cover, in un clima che unisce competizione e celebrazione. A trionfare è Ditonellapiaga con TonyPitony ma il pubblico non è d’accordo. La platea fischia alla proclamazione del vincitore che intanto dichiara: “Abbiamo lavorato tanto”.
Sanremo, ancora una volta, non è soltanto un festival musicale: è un rito collettivo che attraversa generazioni, un palcoscenico che accende emozioni e divide opinioni, ma che resta al centro della scena televisiva italiana. La quarta serata 2026 promette di essere ricordata come una delle più ricche, intense e imprevedibili.
Perché, all’Ariston, ogni nota può diventare storia. E ogni duetto, un frammento di memoria condivisa.




