Un “Mercante di stelle” vince dunque la edizione numero 76 del festival di Sanremo che passerà alla storia come il festival delle bombe, quelle di sabato mattina con la aggressione statunitense all’Iran.
La RAI ha ritenuto di non stravolgere la programmazione, cosa che hanno fatto invece le altre testate tv e dunque il festival è andato in onda regolarmente finendo tardi.
Diciamolo subito, la biennale di Carlo Conti il normalizzatore è stata salutata con pochi clamori e pochi colpi di scena se escludiamo i fuori scena dei parenti (mamme e figli) sul palco assieme agli interpreti durante la esibizione.
Vince “Sal Da Vinci” non senza mugugni della sala stampa e di certa fronda anti-partenopea ormai radicata dal Garigliano in su quando si tratta di Napoli.
Si ignora completamente il percorso di questo artista che in 50 anni di carriera è passato da fine interprete e figlio d’arte (Il papà era Mario Da Vinci imponente voce delle melodie classiche partenopee) affrancandolo come “Neomelodico” lui che non lo è mai stato neanche per sbaglio.
Fa stupore la esclusione dai primi dieci di Malika Ayane-Ermal Meta-e Serena Brancale, con bordate di fischi sonori dalla platea completamente in disaccordo con la decisione delle giurie.
Secondo posto “Sayf” con una ballata assai accattivante e terza “Ditonellapiaga” con un brano che sentiremo sulle spiagge quest’anno.
Quarta Arisa dalla Sirenetta a Sanremo con il motivetto che rimanda alla famosa favola e lei presentatasi in versione dott chenot, un inno alla dieta.
Quinti il duo Fedez-Masini che come sempre (il rapper per il suo) e Marco straordinario come nelle sue corde hanno ricordato cosa significa entrare nell’anima di chi ascolta.
Resta come sempre sovrano il pubblico che da lunedì farà di tutto per scaricare e acquistare le canzoni del festival decretando questo sì il favorito assoluto e rinviare altri giudizi al festival che sarà di “DI Martino” Stefano di noialtri senza pacchi si spera almeno lui.
di Ciro Tumolillo






