Gioco da tavolo e anziani: parte la sfida sociale

A Giugliano il primo passo di un progetto che rimette al centro le relazioni

C’è un modo semplice, diretto e profondamente umano per contrastare la solitudine: sedersi allo stesso tavolo e iniziare a giocare. È l’idea che muove la nuova iniziativa di Giochi Uniti, casa editrice napoletana specializzata nel gioco da tavolo, che ha scelto di portare la propria esperienza all’interno delle residenze per anziani. Il primo appuntamento si terrà il 31 marzo nella struttura Villa Serena di Giugliano in Campania, dove gli ospiti saranno coinvolti in attività ludiche guidate e riceveranno in dono una ludoteca pensata per restare patrimonio stabile della comunità.

L’iniziativa nasce da una riflessione sempre più attuale: anche la terza età, oggi, è attraversata da nuove forme di isolamento. La solitudine non dipende soltanto dall’assenza fisica degli altri, ma anche dalla perdita di spazi reali di confronto e condivisione. In questo scenario, il gioco da tavolo si presenta come una risposta concreta e accessibile. Non richiede competenze tecnologiche, non impone velocità, ma invita all’ascolto, alla memoria, all’attenzione reciproca. È un linguaggio comune, capace di unire generazioni e di creare momenti di autenticità in un tempo spesso segnato dalla frammentazione.

Portare il gioco nelle RSA significa allora molto più che organizzare un’attività ricreativa. Vuol dire introdurre una pratica relazionale che stimola il dialogo, favorisce il coinvolgimento e restituisce valore al tempo condiviso. Gli anziani diventano protagonisti di un’esperienza partecipata, non destinatari passivi di intrattenimento. E questo cambio di prospettiva rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto.

Quando il gioco diventa un presidio di comunità

Il valore dell’iniziativa promossa da Giochi Uniti sta anche nella sua visione di lungo periodo. Quella di Giugliano, infatti, non sarà una tappa isolata, ma il primo appuntamento di una campagna nazionale che punta a diffondere il gioco da tavolo come strumento di socialità nella terza età. Una scelta che parla di cura, comunità e cultura delle relazioni.

Nel corso della giornata a Villa Serena, gli operatori accompagneranno gli ospiti nella scoperta di giochi scelti per essere fruibili e adatti a diverse condizioni personali. Al termine, la ludoteca donata resterà a disposizione della struttura, trasformando il gioco in una presenza quotidiana e non episodica. È proprio questa continuità a fare la differenza: il gioco diventa abitudine positiva, occasione di incontro, spazio in cui esercitare attenzione, leggerezza e vicinanza.

Il direttore operativo di Giochi Uniti, Stefano De Carolis, ha sottolineato come il gioco possa rappresentare una risposta concreta al bisogno di relazioni vere, soprattutto in un contesto in cui la tecnologia rischia di sostituire, anziché accompagnare, il contatto umano. La scelta di partire da una RSA ha dunque un valore simbolico forte: riaffermare che anche nella terza età esiste un diritto pieno alla partecipazione, alla condivisione e al piacere di stare insieme.

L’esperienza di Giugliano racconta così una possibilità nuova, ma profondamente necessaria: riscoprire il gioco come spazio civile, educativo e umano. Perché non esiste età in cui smettere di partecipare, sorridere, ricordare e sentirsi parte di qualcosa.

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