Ospite di Francesca Silvestre, l’autore ha ripercorso il suo cammino tra radiodramma, romanzi e storie di fragilità trasformate in arte
C’è una scrittura che intrattiene e una scrittura che lascia un segno. Nel caso di Giuseppe Cossentino a Rai Radio Live Napoli, l’impressione è stata proprio questa: ascoltare un autore che non usa le parole per riempire il silenzio, ma per dare forma a ciò che spesso resta invisibile.
Ospite dell’ultima puntata di “Diretta Live”, il programma di Francesca Silvestre, Cossentino ha raccontato il proprio percorso artistico con un tono intimo, sincero, mai costruito. Un racconto che ha toccato la radio, la narrativa, la sceneggiatura e quella tensione costante verso una forma d’arte capace di parlare davvero al presente.
Nel corso dell’intervista è emersa con forza la centralità di “Passioni senza fine”, opera simbolo della sua produzione. Un progetto che ha saputo intercettare il desiderio di una narrazione più emotiva, più umana, più immersiva. Non un semplice esperimento creativo, ma un punto di incontro tra memoria del radioteatro e linguaggi contemporanei, capace di costruire una comunità di ascolto e affezione.
La radio, in questo senso, non è stata solo il mezzo del suo racconto, ma quasi il luogo naturale in cui farlo risuonare. Perché l’universo creativo di Cossentino vive proprio lì: nello spazio sottile in cui la voce incontra l’immaginazione e la parola torna a essere esperienza.
Il racconto della fragilità come forma di resistenza
Il passaggio più toccante dell’intervista è arrivato quando il discorso si è spostato sulle opere nate dalla collaborazione con Nunzio Bellino. Un percorso umano e artistico che ha generato progetti come “Elastic Heart” e “Cuore Elastico”, opere in cui il dolore personale si trasforma in testimonianza collettiva.
In un panorama spesso dominato dalla superficie, Giuseppe Cossentino continua a scegliere la profondità. Le sue storie raccontano il margine, l’identità, il corpo, l’esclusione, ma senza mai cadere nel compiacimento del dramma. Al contrario, cercano sempre una via di riscatto, una possibilità di senso.
Ed è forse proprio questa la ragione per cui la sua presenza a Rai Radio Live Napoli ha lasciato qualcosa di più di una semplice intervista promozionale. È stata una conversazione sull’arte come spazio di resistenza emotiva, come gesto che prova ancora a dire qualcosa di vero. E oggi, non è poco.




