Napoli e il nodo trasporti: cosa non ha funzionato a Pasqua e cosa rischia di ripetersi il 1° maggio

C’è una domanda che il weekend pasquale ha lasciato aperta su Napoli: una città capace di attrarre 400mila visitatori in pochi giorni è davvero attrezzata per gestirli? I numeri del turismo sono stati straordinari — quasi 600mila presenze sull’intera Campania, tassi di occupazione extralberghiera tra l’80 e l’85 per cento — ma il sistema che avrebbe dovuto supportarli ha mostrato crepe difficili da ignorare.

Tre ore senza metropolitana nel giorno di punta

Nel pomeriggio della domenica di Pasqua, nel momento di maggiore pressione turistica, la Linea 1 si è fermata per circa tre ore insieme alle funicolari. Il sabato mattina la Circumvesuviana aveva già subito un guasto tecnico. Non si è trattato di episodi isolati, ma di segnali che, sommati alla mancanza di coordinamento sui bus turistici e all’abusivismo diffuso nelle aree più frequentate, hanno restituito un’immagine complessiva di sistema sotto stress.

Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania e CEO di Worldtours, individua con chiarezza il nodo centrale: «Una città che registra 400mila presenze in un fine settimana non può applicare il calendario festivo ordinario ai propri trasporti pubblici. Non è una scelta neutra: è un segnale che il sistema non ha ancora metabolizzato il cambiamento di scala che Napoli ha attraversato negli ultimi anni».

Il problema non è quante vetture ci sono

Secondo Conte, ridurre tutto a un problema di mezzi sarebbe un errore. La questione è strutturale: manca un coordinamento reale tra trasporto pubblico, mobilità privata e gestione degli accessi alle zone sensibili. Quella zona grigia — che comprende i flussi dei bus turistici non regolamentati, la sosta selvaggia, i parcheggiatori abusivi lungo il lungomare e nell’area di Santa Lucia — è esattamente lo spazio in cui il sistema cede.

Il riconoscimento verso l’amministrazione comunale c’è: il Comune lavora in un contesto difficile, pagando la complessità di una gestione che non ha ancora trovato un assetto definitivo. Ma gli strumenti di controllo del territorio sembrano ancora insufficienti rispetto alla scala raggiunta dal turismo napoletano.

Il 1° maggio è tra pochi giorni

Con il 1° maggio che cade di venerdì, il primo ponte lungo dell’anno è già realtà, senza bisogno di ferie aggiuntive. Le previsioni di flusso sulle direttrici Napoli, Costiera Amalfitana e Capri sono in linea con i picchi pasquali. La penisola sorrentina, che a Pasqua ha già sofferto le stesse criticità strutturali di ogni stagione, si avvicina al secondo grande test senza interventi significativi nel mezzo.

La Consulta regionale dei trasporti è convocata per il 28 aprile con l’assessore Mario Casillo. Tre giorni prima del ponte.

«Non chiediamo misure straordinarie», dice Conte. «Chiediamo che la lezione di Pasqua venga recepita: presidi nei punti critici, coordinamento sui flussi dei bus turistici, attenzione alle fasce orarie di maggiore esposizione. Dal tavolo del 28 aprile potrebbero uscire indicazioni già operative per il 1° maggio. Sarebbe già molto».

La domanda, a questo punto, è se ci sia la volontà e il tempo per farlo.

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