“Montiamo un palco in piazza”: Nappi sfida le avversarie al confronto diretto a Casalnuovo

“Montiamo un palco in piazza”: Nappi sfida le avversarie al confronto diretto a Casalnuovo

A Casalnuovo di Napoli la campagna elettorale accende il dibattito. Il candidato sindaco Giovanni Nappi propone un faccia a faccia pubblico tra tutti i candidati, lontano dai tribunali e vicino ai cittadini

C’è un candidato sindaco a Casalnuovo di Napoli che, invece di rispondere alle polemiche con un esposto, risponde con una proposta. Si chiama Giovanni Nappi, è il volto storico del centrosinistra cittadino, e in questi giorni sta cercando di spostare la campagna elettorale su un terreno che ritiene più fertile: quello del confronto democratico.

Stanco delle denunce, pronto al dibattito

«Sono stanco di ricevere sempre la stessa domanda: “Ma tu non denunci?”». La frase con cui Nappi apre il suo intervento dice molto sullo spirito con cui sta vivendo questa tornata elettorale. Un clima teso, nel quale la tentazione di trasformare ogni episodio controverso in un caso giudiziario sembra prendere piede.

La sua risposta è filosofica prima ancora che politica: «Ci sono episodi che appartengono più al piano dell’etica e della morale che a quello dei veri e propri reati. Chi subisce un reato fa bene a denunciare. Ma io credo che la politica debba restare politica».

La sfida alle altre candidate: un dibattito in diretta

La proposta di Nappi è concreta e difficile da rifiutare senza sembrare reticenti. Vuole un palco allestito sul corso principale, tre o più giornalisti scelti di comune accordo, e una diretta social che permetta a tutta la comunità — anche a chi non può spostarsi — di seguire e valutare i candidati.

Un format partecipativo, trasparente, vecchio stile nel senso migliore del termine: la piazza come luogo del confronto politico, i cittadini come vero arbitro.

Una visione di politica che vuole tornare alle origini

Dietro la proposta c’è una visione precisa. Nappi non si limita a criticare il clima avvelenato della campagna: offre un’alternativa. «La campagna elettorale che immagino è fatta di programmi, visioni e rispetto reciproco. Credo ancora che la politica debba parlare ai cittadini, non nelle aule dei tribunali».

Un appello alla comunità oltre che alle avversarie. Perché alla fine, ricorda Nappi, è Casalnuovo che deve scegliere il proprio sindaco — e merita di farlo con le idee chiare.

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