Amedeo Conte spiega perché i litigi tra categorie sono solo la punta dell’iceberg di un mercato senza regole chiare
Ogni volta che un video di scontri tra tassisti e conducenti NCC finisce online, il racconto si concentra sulla rissa, sulla tensione, sulle urla. Ma quello che non si vede nel filmato è spesso più importante di quello che si vede. Lo sa bene Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania, che ha scelto di andare oltre il fatto di cronaca per puntare il dito su ciò che lo genera.
L’ultimo episodio, ampiamente condiviso sui giornali online, ritrae due tassisti in conflitto con una conducente NCC. Immagini che Conte condanna senza esitazioni, ma che usa come punto di partenza per un’analisi più articolata.
«La situazione è ben più complessa di uno scontro tra fazioni opposte», spiega. «Il ripetersi di questi alterchi è un segnale di tensione sociale diffusa, alimentata da un sistema che non ha ancora trovato un regolamento regionale in grado di eliminare le ambiguità che oggi avvelenano il settore».
Le ragioni di questa tensione sono molteplici. In primo luogo, i Comuni rilasciano le licenze con criteri non uniformi e senza riferirsi a quote definite centralmente. In secondo luogo, i controlli sul territorio restano lacunosi. Ma c’è un elemento che Conte sottolinea con particolare forza: le agenzie di viaggio e le macchine di cortesia che operano al di fuori del loro perimetro legale, svolgendo di fatto un servizio di trasporto che appartiene ad altre categorie.
«A viziare il mercato bastano loro», dice senza mezzi termini. «Sottraggono economia agli operatori regolari e tartassati, e inquinano il mercato in modo concreto. Questo è il problema vero, non la rivalità tra taxi e NCC».
Per affrontarlo, Sistema Trasporti Campania ha partecipato al tavolo convocato dalla Regione Campania, con il vicepresidente Mario Casillo e il presidente della Commissione Trasporti Luca Cascone. Un confronto che, secondo Conte, ha prodotto un segnale positivo: la disponibilità della Regione a rivedere i criteri per il rilascio delle licenze.
«Speriamo sia un primo passo per restituire serenità ai nostri comparti», conclude il presidente, con la consapevolezza che la strada è ancora lunga ma che dialogare è l’unico modo per percorrerla.




