Campania prima in Italia per copertura assicurativa delle strutture sanitarie

Esiste una buona notizia nel panorama spesso difficile della sanità campana, e riguarda la tutela del rischio nelle strutture pubbliche. Secondo Angelo Coviello, amministratore delegato di IGB Broker, circa l’80% delle aziende sanitarie locali e ospedaliere della regione risulta oggi assicurato o in procinto di completare la copertura. Una quota che, stando all’analisi del broker, potrebbe essere la più alta registrata in tutto il territorio nazionale, in un contesto dove molte regioni faticano ancora ad adeguarsi agli obblighi introdotti dalla normativa vigente. Il dato è stato presentato nel corso dell’evento “Pubblico e privato per un equilibrio in sanità”, ospitato dalla Clinica Ruesch di Napoli.

Un confronto necessario tra mondi diversi

L’incontro ha messo allo stesso tavolo rappresentanti del mondo istituzionale, giuridico e sanitario. Tra i presenti, la presidente della Commissione Sanità regionale campana Loredana Raia, il sostituto procuratore di Napoli Nord Cesare Sirignano, il presidente AIOP Sergio Crispino, il presidente dell’Associazione Notai Cattolici Roberto Dante Cogliandro, l’amministratore delegato della Clinica Ruesch Francesco Merlino e il presidente LND Vincenzo Schiavone. Il confronto ha toccato temi centrali per il futuro della sanità regionale: il rapporto tra strutture pubbliche e private accreditate, le difficoltà legate ai ritardi nei pagamenti e la necessità di costruire un sistema più equilibrato e sostenibile, capace di tutelare davvero i cittadini.

Cosa dicono i numeri sul rischio sanitario

I dati portati da Coviello aprono una prospettiva inedita sul tema della responsabilità medica. L’intera spesa assicurativa italiana nella medical malpractice si attesta a 700 milioni di euro, una cifra che equivale appena all’1% del fatturato complessivo del settore assicurativo nei rami danni. Un rapporto che evidenzia quanto il sistema sanitario rimanga ancora esposto sotto il profilo della protezione del rischio. Sul fronte opposto, le strutture pubbliche non ancora assicurate hanno accantonato fondi rischio per 2 miliardi e 300 milioni di euro. Denaro fermo, sottratto a investimenti che potrebbero invece migliorare la qualità delle cure, ammodernare le strutture ospedaliere e potenziare i Livelli Essenziali di Assistenza. Nello stesso periodo, la sanità privata ha continuato a crescere a un ritmo del 7% annuo.

La legge Gelli e la spinta all’assicurazione obbligatoria

La svolta è arrivata con la legge 24/2017 e i suoi decreti attuativi, divenuti pienamente operativi dal 16 marzo di quest’anno. Da quel momento, la copertura assicurativa delle strutture sanitarie pubbliche campane ha conosciuto un’accelerazione marcata, che ha portato la Campania a distinguersi nel confronto con le altre regioni italiane. Rimangono ancora escluse alcune strutture, quelle con profili di rischio limitato o in fase di transizione, per le quali l’autoassicurazione può rappresentare una soluzione temporaneamente valida.

Verso un tavolo condiviso per la sanità campana

La conclusione dell’intervento di Coviello ha il sapore di un impegno preciso: «L’auspicio è che tutti i protagonisti siano intorno a un tavolo, uniti e coesi nell’interesse dei cittadini e della nostra regione». Un invito a costruire un dialogo strutturato tra pubblico e privato, che vada oltre i singoli eventi e diventi un percorso stabile di confronto e collaborazione. IGB Broker si è detto disponibile a farne parte, convinto che la sostenibilità del sistema sanitario regionale passi anche attraverso una gestione più matura e consapevole del rischio.

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