Bagnoli, gli architetti: «Serve una svolta vera»

Un evento sportivo internazionale può cambiare per sempre il volto di un quartiere? A Napoli c’è chi ci crede davvero, ma pone una condizione precisa: senza regole certe e procedure snelle, l’occasione rischia di sfumare come già accaduto in passato.

È il monito lanciato da Antonio Coppola, presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia, che guarda all’America’s Cup 2027 come a un’occasione storica per Bagnoli, l’ex area industriale che da decenni attende una vera rinascita.

Il riferimento è al caso di Valencia, città che ha saputo trasformare l’organizzazione della regata velica in un’eredità urbanistica duratura, con benefici che sono andati ben oltre la durata della manifestazione sportiva.

Un motore di sviluppo, non un punto di arrivo

Per l’Ordine degli Architetti, il rischio più grande è considerare l’evento come una parentesi isolata, capace di generare visibilità temporanea senza lasciare tracce permanenti sul territorio.

«Napoli ha oggi la possibilità di trasformare un grande evento sportivo in un motore permanente di sviluppo urbano», ha dichiarato Coppola. «L’America’s Cup non deve essere considerata un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione per Bagnoli e per tutta l’area occidentale della città».

Una posizione che nasce dall’osservazione diretta di quanto sta accadendo nell’area, dove i cantieri di bonifica procedono di pari passo con la costruzione della Technical Base Area, destinata a ospitare i team velici internazionali per diversi mesi, in vista della sfida finale.

La lezione di Valencia

Il modello spagnolo continua a essere un punto di riferimento concreto per chi lavora alla trasformazione di Bagnoli. Non si tratta soltanto di un esempio di successo sportivo, ma di un caso studio urbanistico che ha saputo coniugare investimenti pubblici e privati con una pianificazione di lungo periodo.

«L’esperienza di Valencia dimostra che i grandi eventi possono lasciare un’eredità duratura se sono accompagnati da una visione strategica», ha spiegato Coppola. «Anche Napoli deve farsi trovare pronta, creando le condizioni per attrarre investimenti e favorire una rigenerazione urbana capace di produrre sviluppo, occupazione e qualità dello spazio pubblico».

Meno burocrazia, più velocità

Il nodo cruciale, secondo l’Ordine, resta quello delle procedure amministrative. I professionisti del settore si dicono pronti a contribuire concretamente al processo di trasformazione, ma chiedono un quadro normativo più agile.

«I professionisti sono pronti a raccogliere questa sfida, ma servono regole certe, norme più snelle e procedure veloci che consentano di rispondere in tempi adeguati alle esigenze e alle richieste del mercato», ha aggiunto Coppola, sottolineando come l’interesse generato dall’evento debba tradursi in azioni concrete anche dopo la fine della manifestazione.

L’Ordine degli Architetti ha confermato la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni cittadine, affinché l’America’s Cup diventi realmente l’inizio di una stagione di rigenerazione urbana, innovazione progettuale e crescita sostenibile per Napoli.

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