INTERVISTA – Andrea Noferini: “Con Mozart i giovani costruiscono la pace”. Nola e Salisburgo unite dalla musica il 23 e 24 ottobre in Duomo

Nola, due giorni nella musica di Mozart: torna in Duomo il festival internazionale con i prodigi di Salisburgo

C’è un ponte che da cinque anni unisce idealmente piazza Duomo a Nola con Salisburgo, capitale mondiale di Mozart. Un ponte fatto non di pietre, ma di note, di giovani archi e di pianoforti. Si chiama “Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace” e venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle 18.30 nel Duomo di Nola, torna con la sua quinta edizione. A dimostrazione che il gran talento di Mozart si esprime ogni giorno, attraverso le mani di altri, il programma è arricchito da musicisti di ogni età e provenienza. L’iniziativa è valorizzazione di ciò che Mozart ci ha lasciato: un metodo fatto di immediatezza, libertà, creatività profonda. Mozart è lingua comune che a Nola farà suonare le differenze insieme.

Un appuntamento nato nel 2022 da un’idea della Fondazione Aristide La Rocca ETS e dell’Associazione Aldo Ciccolini, che ha portato in Campania una delle collaborazioni più prestigiose d’Europa: quella con il Mozarteum di Salisburgo. A far da collante musicale, come sempre, la Nola Symphony Orchestra “Aldo Ciccolini”.

La quinta edizione si annuncia dunque memorabile. Venerdì 23 sul podio salirà il M° Massimo Testa, neo Direttore del Conservatorio Cimarosa di Avellino, con tre enfant prodige del Leopold Mozart Institute: il flautista austriaco Alexander Umundum (Telemann e Vivaldi), la violinista svedese-norvegese Hansine Pellböck (Mozart K.219) e il pianista Freddy Wu (Mendelssohn). Sabato 24, invece, dirige il M° Stefano Sovrani: protagonista la pianista coreana Ji-Hye Jung con il Concerto K.491 di Mozart e, in prima assoluta mondiale, il violoncellista Andrea Noferini, direttore artistico del festival, con “Norge”, opera di Don Domenico De Risi per il centenario della trasvolata del dirigibile di Umberto Nobile.

Abbiamo incontrato il Maestro Noferini per farci raccontare il senso profondo di questa due giorni.


INTERVISTA AD ANDREA NOFERINI

–“Dalle diversità alla pace”. Maestro, cosa significa questo titolo oggi?
«Oggi più che mai, la pace non è la semplice assenza di conflitto, ma la capacità di fare armonia partendo dalle differenze. Nella musica, note e strumenti diversi non si annullano, ma convivono per creare bellezza. Il nostro titolo vuole ricordare che la diversità culturale, generazionale e di linguaggi non è un ostacolo, ma la condizione indispensabile per costruire un dialogo di pace autentico.»

-Perché Mozart parla ancora ai giovani nel 2026?
«Perché Mozart incarna l’energia primaria, la libertà espressiva e la contemporaneità. La sua musica possiede una freschezza diretta che supera le barriere del tempo: parlano ai giovani di oggi perché parla il loro stesso linguaggio di passione, genio e immediatezza emotiva, senza filtri o sovrastrutture.»

-Cosa può trovare un pubblico che magari non ascolta musica classica abitualmente, in questa iniziativa?
«Troverà un’esperienza viva, inclusiva e calda, ben lontana dall’idea rigida o elitaria che spesso si ha della musica classica. Vedere giovani ed eccezionali talenti sul palco abbatte le distanze: il pubblico scopre un’emozione pura, la forza del fare musica insieme e la bellezza di lasciarsi trasportare dall’armonia in un luogo suggestivo come il Duomo.»

–Lavorare con musicisti così giovani, under 15, giovanissimi talenti, quali opportunità dà al territorio?
«I giovani talenti portano una carica di futuro e speranza. Offrire loro un palcoscenico importante significa dimostrare che Nola è una città capace di valorizzare il merito, di investire sulla crescita culturale e di diventare un polo d’eccellenza e di attrazione internazionale. Per il territorio è un’iniezione di fiducia e un modello positivo per tutte le nuove generazioni.»

-Cosa si porta a casa Salisburgo da Nola e cosa si porta a casa Nola da Salisburgo?
«Salisburgo porta con sé la caldezza dell’accoglienza mediterranea, la ricchezza della nostra storia e la passione profonda con cui il nostro territorio abbraccia la cultura. Nola porta a casa un modello di rigore, tradizione e proiezione internazionale, consolidando un ponte culturale solido e prestigioso con una delle capitali mondiali della musica.»

–Dopo cinque edizioni, qual è il sogno per la prossima?
«Il sogno è continuare ad ampliare i confini di questo ponte, coinvolgendo un numero sempre maggiore di giovani e scuole del territorio, magari trasformando questa collaborazione in una vera e propria accademia/residenza musicale stabile che possa vivere durante tutto l’anno.»

–C’è una cosa che vorrebbe che il pubblico ricordasse uscendo dal Duomo?
«Vorrei che ogni spettatore uscisse dal Duomo con la consapevolezza e la sensazione viva che la bellezza e la musica unite insieme hanno il potere concreto di unire le persone, curare le divisioni e farci sentire parte di un’unica grande comunità umana.»

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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