Comuni silenti: il Movimento denuncia uno stallo istituzionale
La parola chiave PEC ignorate descrive un nodo critico che, oggi più che mai, incide sul futuro del lavoro e della formazione in Campania. A denunciarlo è Nicola Troisi, segretario politico del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, che solleva una questione semplice quanto allarmante: se le amministrazioni non rispondono neppure agli strumenti formali di comunicazione, come possiamo immaginare di costruire politiche attive del lavoro realmente efficaci? Nel comunicato diffuso dal Movimento, Troisi spiega come, nella seconda metà di ottobre, siano state inviate una serie di PEC a diversi Comuni campani per segnalare i delegati territoriali e offrire collaborazione su tavoli dedicati a lavoro, formazione e occupazione. A quasi due mesi di distanza — al 9 dicembre — non sarebbe arrivata alcuna risposta, nemmeno di cortesia .
Troisi denuncia un paradosso evidente: da un lato si invocano azioni coordinate per contrastare l’emigrazione giovanile e rafforzare il mercato del lavoro regionale; dall’altro, gli stessi strumenti formali di interlocuzione vengono ignorati, relegando realtà come il Movimento a semplici numeri di protocollo. Un segnale, secondo il segretario, di una politica ancora ancorata alla “conoscenza” più che al servizio. La questione non riguarda solo i Comuni: anche la Regione Campania, secondo quanto dichiarato, non avrebbe risposto alle PEC inviate in merito alle recenti criticità del comparto Formazione, nonostante la necessità urgente di attivare nuove opportunità per giovani e imprese.
Alla base della denuncia c’è l’idea che il dialogo istituzionale non sia un optional ma una responsabilità condivisa. Il settore della formazione privata, spesso additato mediaticamente, chiede semplicemente regole, ascolto e coordinamento. Senza risposte, ogni tentativo di costruire percorsi strutturati rischia di rimanere sospeso, mentre sul territorio aumentano le difficoltà legate all’occupazione e all’emigrazione.
Serve un confronto vero: l’appello del Movimento
Troisi chiede un cambio di passo chiaro e immediato: aprire tavoli reali, dare riscontro agli atti formali, riconoscere la formazione come un asset strategico per il futuro della Campania. Secondo il Movimento, l’emergenza non è solo la mancata risposta, ma ciò che essa rappresenta: un muro che impedisce alle proposte di trasformarsi in azioni concrete. Senza un canale di dialogo funzionante, nessuna riforma, nessuna progettualità e nessuna strategia occupazionale può prendere forma. La sfida del comparto Formazione — già sotto pressione per attacchi mediatici e criticità operative — richiede coordinamento continuo e decisioni rapide, non silenzi istituzionali.
Il Movimento ribadisce che il privato, spesso accusato ingiustamente, non può essere il capro espiatorio di inefficienze che nascono proprio dalla mancanza di comunicazione. Le PEC ignorate non rappresentano solo una mancanza di cortesia, ma un freno alla costruzione di reti territoriali capaci di incidere sulla vita dei giovani, delle famiglie e delle imprese. Da qui l’appello conclusivo: rispondere, aprire un dialogo, programmare insieme. Perché senza una reale interlocuzione istituzionale, il mercato del lavoro regionale continuerà a perdere terreno e talenti.




