ADSS e passaggio di grado: la proposta del CDS al Ministero

Docenti di sostegno e GPS, una criticità da risolvere

Il tema del sostegno scolastico torna al centro del dibattito pubblico con la proposta avanzata dal Comitato Docenti di Sostegno al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Al centro dell’iniziativa c’è la condizione dei docenti specializzati sul sostegno della scuola secondaria di secondo grado, inseriti nelle GPS e spesso penalizzati da un sistema che non riesce a valorizzarne adeguatamente le competenze. La proposta del CDS mira a introdurre un meccanismo di passaggio di grado regolato, pensato per rispondere a una carenza strutturale di personale specializzato in altri ordini di scuola.

Negli ultimi anni, il Comitato ha più volte portato all’attenzione del Ministero documentazioni tecniche e analisi puntuali, evidenziando come migliaia di docenti ADSS si trovino in una condizione di precarietà nonostante un percorso formativo altamente qualificato. L’idea proposta non intende creare sovrapposizioni o penalizzazioni per i docenti della scuola secondaria di primo grado, ma attivarsi solo laddove questi risultino assenti, estendendo la possibilità anche a primaria e infanzia in casi specifici.

Secondo Alessio Golia, coordinatore del CDS, la forza della proposta sta nella sua semplicità e nella capacità di tenere insieme tutela del lavoro docente e qualità dell’inclusione. Il riconoscimento delle competenze degli insegnanti ADSS diventa così un elemento chiave per garantire continuità didattica e risposte efficaci ai bisogni educativi degli studenti.

Una proposta sostenibile per l’inclusione scolastica

Il CDS ha previsto anche un possibile rafforzamento formativo attraverso brevi percorsi integrativi di tipo laboratoriale, pensati per accompagnare il passaggio di grado senza stravolgere l’assetto normativo esistente. Un’ipotesi che renderebbe il modello ancora più coerente con le specificità dei diversi contesti scolastici, mantenendo tempi e costi contenuti.

L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’efficienza complessiva del sistema di assegnazione delle supplenze, riducendo il ricorso a personale non specializzato e garantendo una maggiore qualità dell’intervento educativo. Una scelta che avrebbe ricadute positive non solo sul piano occupazionale, ma anche sulla tenuta dell’intero modello di inclusione scolastica.

La proposta del Comitato Docenti di Sostegno rappresenta quindi un tentativo concreto di riforma dal basso, fondato sull’esperienza diretta dei docenti e su una lettura realistica delle criticità delle GPS. Un contributo che il Ministero è ora chiamato a valutare, nell’ottica di una scuola più equa, funzionale e inclusiva.

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