Dal 25 aprile al 17 maggio 2026, Teatro TRAM e Teatro dell’Osso presentano “Opera Zombi”. La recensione
Dal 25 aprile al 17 maggio 2026, Teatro TRAM e Teatro dell’Osso presentano “Opera Zombi”, uno spettacolo che esplora il paradosso della morte: il termine della vita umana e l’inizio di una nuova esistenza attraverso le mani e i ricordi dei posteri.
Con un’atmosfera che oscilla continuamente tra il tragico e il comico, la rappresentazione originale ed estrosa racconta le vicende de Il Vivo e Il Morto, protagonisti alle prese con il mistero del trapasso e del viaggio “oltre”. Intorno a loro si intrecciano le storie di quattro celebri cadaveri: Voltaire, Paganini, Mussolini ed Einstein. Con un racconto fatto di rocambolesche situazioni, macabri dettagli e ironia tagliente, il pubblico viene condotto in un percorso unico che attraversa memoria collettiva, decadenza fisica e riflessione sull’inevitabilità della morte. Opera Zombi si addentra nel sottile confine tra vita e morte in maniera inaspettata e spesso spiritosa, evitando sia le trappole della retorica sia un’approccio eccessivamente lugubre. L’obiettivo principale è indagare ciò che rimane di noi dopo la fine della nostra esistenza biologica: nei ricordi di chi resta, ma anche nelle reinterpretazioni, nelle manipolazioni e nei cambiamenti che i vivi attuano sui morti. In questo contesto, i cadaveri acquisiscono nuova linfa narrativa, trasformandosi in personaggi che, al di là della loro volontà, continuano ad agire nello scorrere del tempo.
Con la scenografia curata da Giorgia Lauro e il disegno luci di Tommaso Vitiello, Opera Zombi fonde linguaggi diversi — dal grottesco al comico, passando per momenti intensamente lirici e a tratti inquietanti — lo spettacolo invita il pubblico a riflettere su un tema universale ma frequentemente rimosso, quello della mortalità. Le figure storiche scelte rappresentano perfettamente questo “assurdo”: corpi ormai morti, ma che continuano a essere al centro di dibattiti, interpretazioni e memorie. Tra risate amare e brividi a fior DI pelle, lo spettatore si interroga sul legame profondo tutto umano esistente tra memoria e oblio, tra ciò che rimane dei corpi e la persistenza dei ricordi.

Forse, come suggerisce Mirko Di Martino, I veri zombi non sono i cadaveri, ma siamo noi vivi, intrappolati nella nostra difficoltà a lasciar andare, sempre pronti a modellare, trattenere o sfruttare ciò che dovrebbe trovare pace. Opera Zombi, in fondo, ci parla proprio di questa nostra incapacità, così come del bisogno innato di dare un senso alla fine.
Geniale, come sempre, d’altronde, il testo drammaturgico diMirko Di Martino, alias, direttore artistico del Tram, che anche come autore teatrale, continua a non smentirsi mai, pur nella difficoltà di esplorare codici nuovi e innovativi. E, allo stesso modo, eccezionalmente validi, credibili e convincenti, si dimostrano, nell’interpretazione di diversi linguaggi recitativi e nella versatilità provata all’interno dei vari “cambi d’abito” previsti dalla originale surreale pièce, gli attori che all’interno della rappresentazione suddetta, duettano in modo pressoché ininterrotto sulla vita e la morte, Antonio D’Avino e Nello Provenzano.
Date degli spettacoli
25, 26 aprile; 2, 3, 9, 10, 16 e 17 maggio 2026
Orari
Sabato: ore 20:00
Domenica: ore 18:00
Biglietti
Intero: €13,00
Ridotto (under 26 e over 65): €10,00
Studenti: €9,00
Card:
– 4 spettacoli a scelta: €36,00
– 8 spettacoli a scelta: €64,00
Info e prenotazioni
WhatsApp: 342-1785930
Email: tram.biglietteria@gmail.com
Fonte immagine: Ufficio stampa





Faccio i miei complimenti agli autori di questa pieces teatrale e all’ autrice di questo articolo che è riuscita a farmi notare dettagli che mi erano sfuggiti. Complimenti a tutti