Il 12 giugno al Centro Caprense Ignazio Cerio la presentazione del racconto edito da Colonnese nel 2025, con musica e ingresso gratuito
C’è una storia vera dietro Il Pentimento del Principe d’Elbeuf, l’ultimo racconto di Marco Perillo pubblicato da Colonnese Editore nel 2025. Una storia fatta di debiti nobiliari, scavi clandestini e scontri di potere, ambientata nel Settecento napoletano, in quegli anni in cui il regno borbonico stava prendendo forma e i destini dei grandi si intrecciavano con le pietre sepolte del passato. Venerdì 12 giugno alle ore 18, l’autore la porterà al Centro Caprense Ignazio Cerio di Capri, in un incontro aperto al pubblico con ingresso libero e gratuito.
Debiti, statue e intrighi sotto il Miglio d’Oro
Al centro del racconto c’è il principe Emanuele Maurizio di Lorena, duca d’Elbeuf, che nel 1738 torna a Portici dopo quasi trent’anni di assenza. Ha bisogno di denaro e tenta di recuperare l’unico reperto ancora nascosto nella sua villa: una statua di amazzone, residuo prezioso degli scavi clandestini con cui, anni prima, aveva intercettato per primo i resti dell’antica Ercolano sepolta. Ma il terreno sul quale ha costruito le sue speranze è già diventato oggetto di interesse del giovane re Carlo di Borbone, che in quei luoghi vuole erigere una reggia. Due visioni del mondo si scontrano: il declino di una nobiltà già sconfitta e l’ascesa di una nuova dinastia. Perillo costruisce su questa tensione reale un racconto che sa tenere insieme storia e ritmo narrativo, rigore documentario e suspense.
Un autore con un legame profondo con Napoli
Marco Perillo, classe 1983, è redattore de Il Mattino e ha fatto della storia sommersa di Napoli il cuore della sua produzione letteraria. Con Phlegraios nel 2014 ha inaugurato un filone che potremmo definire archeothriller partenopeo. Con Napùl nel 2020 ha trasformato la città in protagonista assoluta. Con i suoi titoli per Newton Compton Editori ha raggiunto un pubblico ampio, affermandosi tra i narratori più seguiti del panorama culturale campano. Il suo interesse per il periodo borbonico è documentato anche dalla cura della guida Il Sogno Reale, dedicata ai siti storici della regione.
La musica della Napoli del Settecento
A rendere la serata ancora più evocativa contribuirà il Minimo Ensemble. Il duo cameristico formato da Daniela del Monaco, contralto, e Antonio Grande, chitarra, è attivo dal 1996 e ha dedicato anni allo studio del repertorio per voce e chitarra in lingua napoletana, dal Barocco fino alla contemporaneità. Ha suonato a Parigi, Bruxelles, Montreux, Rouen e ha rappresentato la musica partenopea in Brasile su invito della Provincia di Napoli. Per la serata del 12 giugno eseguirà brani compresi tra il XVI e il XVIII secolo, offrendo un accompagnamento musicale capace di evocare le atmosfere dell’epoca narrata nel libro. Introdurrà la serata la professoressa Anna Maria Cataldi Palombi. L’evento è patrocinato dalla Città di Capri e dal Comune di Anacapri.




