Felice Riccardi e Enrico Ditto promuovono un progetto di cura dello spazio pubblico nel cuore della città
Una strada può tornare a essere un luogo vivo se chi la abita ricomincia a prendersene cura. Da questa convinzione nasce il progetto di Felice Riccardi, promotore culturale che vive in via Domenico Cirillo, nel centro storico di Napoli. L’iniziativa, sostenuta dall’imprenditore dell’ospitalità Enrico Ditto, unisce arte contemporanea ed edicole votive in un percorso di riqualificazione urbana.
Tutto comincia da un momento di fragilità. «Quando sono stato male ho guardato la mia strada in modo diverso, e ho pensato che potesse tornare a essere un posto vivo», spiega Riccardi. Il suo sguardo si è fermato su ciò che la via già possiede: i muri, le nicchie, le immagini sacre custodite dai residenti da generazioni.
Opere d’arte e memoria civile
Il progetto prevede opere di arte contemporanea negli spazi urbani, concepite per dialogare con l’architettura storica. Saranno dedicate a figure simbolo della città, a partire da Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, a 26 anni, quando aspettava un contratto da professionista.
La cura delle edicole votive
Accanto alle opere c’è il recupero delle edicole votive, elemento diffuso dei vicoli napoletani. Sono previste manutenzione, pulizia e illuminazione, per restituirle alla vista e all’uso del quartiere. Nate come presidio di quartiere, queste nicchie sono luoghi di preghiera e di cura collettiva, e il progetto punta a rafforzarne il ruolo coinvolgendo i residenti.
Un impegno che guarda lontano
Per Enrico Ditto il sostegno al progetto è coerente con un impegno civile di lunga data su rifiuti, mobilità pubblica, autenticità dell’offerta turistica e trasparenza amministrativa. «Una strada curata fa bene a chi ci abita e a chi la attraversa, e questo vale anche per il lavoro di chi accoglie i visitatori in città», afferma. Il suo contributo assicura la continuità necessaria nel tempo.
Un metodo da esportare
In un centro storico dove la pressione turistica si somma alla fragilità dei servizi, il modello di via Cirillo propone di valorizzare l’esistente, affidarlo a chi lo vive e arricchirlo con opere che raccontano la memoria della città. Il progetto resta aperto a nuovi interventi e può essere replicato in altre strade del centro storico e della provincia.




